Prima o poi questo giorno doveva arrivare. Anche Nintendo, alla fine, seguirà le orme della gran parte dei publisher e si adeguerà alla moda dei 'contenuti scaricabili a pagamento' per i giochi (a seguire '$DLC'). Il primo titolo a farne uso sarà Fire Emblem per Nintendo 3DS, ma i dettagli specifici dell'iniziativa restano ancora nel mistero e in attesa di una spiegazione ufficiale dal fronte della Casa di Mario.
Flower Power #17
I $DLC stanno rovinando l'industria videoludica?

Un'anteprima della strategia di Nintendo in merito ai $DLC arriva comunque dalle parole pronunciate dal presidente Satoru Iwata nell'Agosto 2011, quindi non molto tempo fa. Se non ci saranno smentite nei fatti, Nintendo adotterà un approccio che non prevede contenuti a pagamento di piccole dimensioni, perchè una simile mossa potrebbe portare vantaggi sicuri nell'immediato ma col rischio concreto di danneggiare il rapporto con gli utenti, soprattutto i più fidelizzati, nel lungo periodo. Niente da eccepire in questo ragionamento. Attenendoci alla dichiarazione del Presidentissimo, nel caso specifico di Fire Emblem, sarebbero da escludere armi e personaggi, almeno in forma singola, e si potrebbero ipotizzare pacchetti corposi che includano un po' di tutto, a cominciare da un numero nutrito di missioni.
Ma i $DLC sono un male o un bene per l'industria videoludica? Da giocatore, se compro un gioco, voglio ed esigo che sia completo nei contenuti originali. Se poi il gioco mi piace e mi diverte, ben venga poterlo arricchire con altro materiale aumentandone la longevità. Chiaramente, dal punto di vista del publisher e dello sviluppatore, è tutto guadagno aggiuntivo, a prescindere da ciò che si combina. Finchè la qualità e la quantità del prodotto base non vengono compromesse e non si fanno uscire giochi appositamente monchi, l'equilibrio regge. Purtroppo parecchie compagnie hanno iniziato a marciarci sopra: senza fare nomi, basta vedere la trafila di giochi che arriva nei negozi abbastanza spoglia e necessita degli add-on a pagamento per essere goduta in maniera decente. Questo si chiama 'abuso'.
La scusa dei publisher che ci sono dei tempi di pubblicazione da rispettare e che, di conseguenza, hanno il diritto di buttar fuori giochi incompleti rasenta il ridicolo. Niente può giustificare un sopruso commerciale del genere. Peggio ancora è far passare per normali iniziative simili, tanto che si è dato vita ad un trend pericoloso approvato da molti. La colpa è pure di milioni di giocatori i quali, al posto di boicottarli e lanciare un segnale forte contro questo triste andamento del mercato, l'hanno fomentato a suon di soldoni. A quel punto i publisher si sono liberati della patata bollente: il pubblico c'è e sta dalla loro parte, ergo possono fare ciò che gli pare e 'arrivederci e grazie' alle critiche. Il business incancrenito dei $DLC è servito.
Nintendo è chiamata ad un'opera di alta saggezza: dimostrare che i $DLC possono essere un bene per l'industria videoludica se usati correttamente ed evitando di sacrificare/tagliare/ridicolizzare il gioco base (sempre venduto a prezzo pieno, che bizzarra combinazione!). Solo così le condizioni del sub-mercato dei contenuti scaricabili offrirebbero condizioni eque sia ai giocatori, che pagherebbero il giusto senza l'avvilente presa in giro di una o più spese extra per apprezzare un prodotto vicino alla completezza, sia alle società, i cui affari non verrebbero minimamente delegittimati. Chissà che la pedagogia e il buon senso della Grande N non facciano effetto.

