Il puzzle game che andremo a vedere in questa recensione non nasce su DS al contrario di altri rappresentanti del genere, ma proprio sulla console portatile Nintendo ha trovato il suo alloggio migliore dopo quasi dieci anni di vita, in cui ha proposto un concept che ha segnato il genere e numerose rivisitazioni che però hanno portato cambiamenti e novità pari a zero. Stiamo parlando di Puzzloop che grazie grazie al lavoro dei Mitchell, già responsabili dei due Polarium, torna a dire la sua con una formula di gioco che acquista maggior valore per merito del touch-screen del DS, rendendolo più fresco e accattivante. Diamo spazio ad Actionloop!

Prima di tutto, domanda più che lecita, come funziona il gameplay di Puzzleloop? Attingendo a piene mani da Puzzle Bobble (o Bust-a-Move, se preferite, comunque è sempre la stessa intramontabile produzione Taito), soprattutto per quello che concerne il meccanismo delle biglie e relativo annullamento, il gioco si compone di schemi attraversati da uno o più binari, dai percorsi strambi e spesso iper-articolati, dove scorreranno delle file di sfere colorate che sono dirette verso un reattore che le distruggerà. L'obiettivo è quello di lanciare altre biglie, chiaramente una alla volta (da una 'postazione' locata di solito al centro del livello) e prima che queste possano cadere nel reattore, per formare delle combinazioni di tre palline dello stesso colore in modo da eliminarle, con la possibilità di dar vita, anche con una sola mossa, ad una reazione a catena che distruggerà tutte (o quasi) le sfere su schermo. Secondo domanda: qual è l'elemento fondamentale che sancisce il passaggio (o la trasformazione) da Puzzloop a Actionloop? Semplicemente il sistema di controllo, anche se detto così sembra una cosa di poco conto, in realtà si tratta di un cambiamento radicale che dona al gioco quell'identità a cui aspirava sicuramente da molto tempo e che per motivi tecnici ('convenzionalità' degli hardware) non ha mai potuto avere. Indirizzare col pennino le biglie è una pratica immediata e naturale che consente di animare sul serio l'azione di gioco e di rendere le mosse rapide e soprattutto precise, cancellando tutta la frustrazione e la lentezza dei comandi classici che erano soliti fallire nelle precedenti incarnazioni. Un passaggio che la serie difficilmente potrà rinnegare in futuro, perchè significherebbe mandare a monte quella calibratura perfetta del gameplay diventata realtà grazie alle uniche capacità offerte dal Nintendo DS.

Sul fronte delle modalità di gioco i Mitchell sono riusciti, almeno parzialmente, a correggere il tiro rispetto a Polarium, del quale avevamo denunciato una certa penuria in tal senso ricordando che un puzzle game, soprattutto di questi tempi, non ne può proporre un numero ridicolo. In Actionloop troviamo quindi il solito 'challenge' tipico di ogni esponente del genere, che vi consentirà di giocare potenzialmente all'infinito fino a che non perderete, per toccare nuovi livelli e raggiungere punteggi galattici, e il 'puzzle' mode, una vasta raccolta di schemi singoli dove bisognerà annullare tutto quello che c'è sullo schermo con un numero limitato e prestabilito di biglie (colore e quantità ovviamente variano da livello a livello). E fino a qui la situazione è identica a Polarium, se non per l'introduzione di una nuova modalità chiamata 'quest' che però è forse un po' troppo esagerato definire un'avventura vera e propria nonostante il nome faccia presumere il contrario. Si tratta di cinquanta missioni che prevedono di resistere, sempre distruggendo tutte le palline prima che queste finiscano nel maledetto reattore, fino a quando non usciranno più file di biglie. E' una modalità che svolge egregiamente e senza particolari errori il suo compitino, nulla di sbalorditivo che possa stravolgere in positivo il valore del gioco, ma è un piacevole extra che vi impegnerà per parecchio tempo anche per il livello di difficoltà tutt'altro che facile di queste missioni. Per quello che riguarda il multiplayer, è disponibile solo il classico versus per due giocatori (anche con una copia del gioco), in cui vincerà chi riuscirà a mettere ko l'avversario inviandogli le biglie eliminate per intasare il suo schermo, usufruendo anche di una serie di bonus mischiati tra le palline colorate che dovranno, come la storia insegna, rendere difficile la partita del proprio opponente e condurlo all'errore fatale. In generale ripetiamo lo stesso concetto già espresso nella prova di Polarium: si poteva fare molto di più ed è un peccato non aver sfruttato il rinnovato gameplay per qualche modalità originale e bizzarra.

In definitiva Actionloop occupa un posticino interessante nella graduatoria dei migliori puzzle game, seppur la sua posizione sia distante, e di molto, da quella di mostri sacri come Meteos o Tetris, l'Olimpo assoluto del genere. Tutto questo non preclude al fatto che la produzione Mitchell sia ugualmente soddisfacente e divertente, merito anche di questa rinfrescata che gli ha permesso di rinnovarsi godendo del controllo esclusivo offerto dal DS e restando comunque un gioco appetibile nonostante il numero ridotto di modalità che è un handicap non da poco e sul quale è difficile oltrepassare con aria indifferente. Se ancora non siete sazi di puzzle dopo l'allegra 'abbuffata' offertaci gentilmente dall'handheld Nintendo, allora Actionloop può fare al caso vostro.
Voto: 7/10