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Assassin's Creed: Altair's Chronicles

 

Sviluppatore: Gameloft

Publisher: Ubisoft

Genere: Azione/Avventura

Giocatori: 1

Console: Nintendo DS

Anno: 2008 (solo Europa e USA)

» Review

Un angelo silente venne per fermare le stragi delle Crociate

 

Assassin's Creed ha calamitato su di sè l'attenzione di tutto il mercato videoludico, a partire dagli stessi addetti ai lavori fino, ovviamente, al pubblico, interessato come non mai al nuovo ambizioso progetto di Ubisoft. In questa sede non discuteremo se il gioco, alla fine della fiera, ha mantenuto le promesse o meno, ma piuttosto del successo milionario che ha avuto, diventando rapidamente un franchise di garanzia per il futuro del publisher transalpino. La fresca-di-release sortita per DS è uno dei primi (e sicuramente non ultimo)investimenti nati appositamente per mettere alla prova l'appeal di un marchio ormai di grande fama. Sviluppato da Gameloft, Assassin's Creed: Altair's Chronicles nasce come prequel agli eventi narrati nel capitolo principale. Altair, protagonista della serie, viene incaricato di ritrovare un potente calice che potrebbe porre fine al terrore delle Crociate in Terra Santa, ritrovandosi ad agire nelle città di Damasco, Acre, Gerusalemme e Masyaf per portare a termine la missione assegnatagli.

 

Pur conservando il medesimo 'impatto' stilistico della release principale, Assassin's Creed per DS perde quasi per intero la sua tradizionale essenza per abbracciare un tipo di gameplay diverso. Addio all'esplorazione libera e benvenuto ad una suddivisione schematica e semi-lineare dei livelli (da due dimensioni e mezzo) con gran parte delle meccaniche prese da un'altra serie di prima fascia di Ubisoft, Prince of Persia. Difatti il nostro Altair sarà impegnato in numerose e articolate sessioni di puro platform jumping su tetti, travi e qualunque impalcatura posta in alto rispetto alle strade delle città che esploreremo, limitando il ruolo dei combattimenti con i soldati nemici a riempitivo tra un salto e l'altro o come immancabile test finale per passare al quadro successivo. Tra i due pesi che compongono il gameplay, il più bello è senza dubbio il fattore platform, studiato e implementato meglio nell'elaborazione del level design, al contrario degli scontri che in certi frangenti raggiungono livelli di assoluta frustrazione. Volendo nessuno ci vieta di passeggiare tra la gente (tranne in quelle missioni nelle quali l'invisibilità e la discrezione sono obbligatorie), ma il rischio di essere riconosciuti e di ritrovarci immischiati in furiose sfide si fa elevato.

 

Il gioco propone la classica evoluzione del personaggio che, proseguendo nell'avventura, vedrà aumentare le sue abilità e armi così da affrontare con più audacia il resto del viaggio, la cui durata risicata lascia alquanto perplessi e delusi. Sul fronte controlli, Assassin's Creed: Altair's Chronicles si gioca in maniera normale. Solo in due casi le capacità uniche del touch-screen del DS vengono sfruttate per altrettanti diversivi. Il primo permette di estorcere informazioni con un minigioco basato sul medesimo gameplay ritmico di Ouendan/Elite Beat Agents; il secondo è un modo per rubare una chiave dalla borsa altrui, guidandola col pennino fino all'uscita in un ipotetico percorso ad ostacoli tra gli altri oggetti. Infine il lavoro di Gameloft merita un forte apprezzamento per l'eccellente comparto grafico. La casa francese ha utilizzato lo stesso impressionante motore 3D già visto in Brothers in Arms DS, forse più a suo agio nel contesto di Assassin's Creed per la mole inferiore di oggetti da gestire. Il risultato, alla vista del giocatore, regala una bella soddisfazione. Non si può dire la stessa cosa dell'impianto sonoro che unisce, ad una buona gestione degli effetti, un numero limitatissimo di tracce.

 

Assassin's Creed: Altair's Chronicles va giocato cancellando dalla mente il ricordo dell'episodio principale, altrimenti si rischia di pretendere cose impossibili, specie dal confronto tra DS e console da casa, e rovinarsi inutilmente un'esperienza di buona fattura seppur breve. E' un concept a parte che conserva solamente ambientazioni e personaggi ma che si articola in un modo diverso, attingendo a piene mani dal repertorio dell'ottimo Prince of Persia. Destinato a chi cerca un'avventura leggera con una dose massiccia di platform.

 

 

Voto: 7/10

 

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10 Aprile 2008