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Diddy Kong Racing DS

 

Sviluppatore: Rare

Publisher: Nintendo

Genere: Action/Racing

Giocatori: 1-8 (Online 2-6)

Console: Nintendo DS

Anno: 2007

» Review

Mario Kart 64 contro Diddy Kong Racing: due distinti modi di intendere il racing paciocco, l'uno basato sul modello di guida studiato nelle più piccole e invisibili sfumature e su un multiplayer che non ha rivali, l'altro che ha costruito la sua fama sulle carenze del gioco di Nintendo EAD, vale a dire la varietà dei mezzi e un singleplayer meglio organizzato grazie all'ottima modalità avventura. Su DS lo scontro si rinnova, ma se Nintendo non si è risparmiata regalandoci un altro magistrale capitolo di Mario Kart, non si può dire lo stesso di Rare che ha voluto investire ancora sul suo fortunato gioco uscito su Nintendo 64.

 

Diddy Kong Racing DS, buttandola a percentuali, è al 90% identico e preciso al titolo per N64, con tutti i pro e i contro che ne derivano. Di bello è rimasta l'avventura principale, realizzata seguendo i dogmi classici di un platform alla Super Mario 64 o Banjo-Kazooie: si va in giro in questo mondo (guidando il kart o l'hovercraft, o svolazzando con l'aereo, in pratica i tre mezzi chiave del titolo Rare) e si accede alle varie aree a tema, composte da svariati livelli/piste nei quali si può accedere solo disponendo del numero di palloncini (la variante delle 'stelle' di Mario) richiesto. Lo story mode è durevole e appassionante, non privo di 'contest' particolari per non affievolire il ritmo di gioco, ed è indiscutibilmente la parte migliore di Diddy Kong Racing. La riproposizione, come anticipato prima, non è però tutta rose e fiori: menu rifatti veramente male, sistema di controllo poco 'elastico' che avrebbe bisogno di una bella oliata e, come vedremo dopo, grafica spartana. In più i contenuti inediti di questa versione DS solo sulla carta risultano interessanti poichè nel prender vita, evidentemente, qualcosa è andato storto: ci riferiamo, in primo luogo, all'inutile possibilità di potenziare i veicoli (attraverso le monete sparse nei circuiti) e ai livelli speciali dove bisogna far scoppiare i palloncini usando lo schermo tattile (simpatici all'inizio, ma scoccianti alla lunga). Inoltre c'è da dire, giusto per dovere di cronaca, che il roster dei 'piloti' ha subìto qualche variazione rispetto alla prima uscita del 1997 dato che diversi personaggi, col passaggio di Rare alla corte di Microsoft, non possono più 'metter piede' su una console Nintendo.

 

Punto saliente di un gioco di corse è il modello di guida, che ne rappresenta l'anima e la giusta interpretazione. Quello di Diddy Kong Racing non si mette in mostra per particolari tecnicismi, lontano anni luce da quello di un qualsiasi Mario Kart, richiedendo solo di fare attenzione a seguire delle traiettorie ben definite e pulite, senza nemmeno fare uso delle derapate, che sono sì eseguibili ma ininfluenti ai fini di guadagnare centesimi preziosi sul tempo finale. Proprio come diretta conseguenza di ciò, le gare faticano a trasmettere emozioni a manetta come durante un qualunque gran premio a Mario Kart; la partenza conta tantissimo, col turbo che si ottiene non dando gas nel momento in cui il semaforo sta per diventare verde ma interagendo col touch-screen, nel caso del kart e dell'hovercraft, o soffiando nel microfono se sarà una corsa aerea; se si riesce a passare in testa già nei primi attimi difficilmente si potranno perdere posizioni (gli altri concorrenti è raro che possano rompervi le uova nel paniere, ed è ancor più raro che lo facciano con i tradizionali 'power-up'). In multiplayer qualcosa cambia, ma solo per virtù della presenza di altri giocatori umani che alimentano la fiammella di competitività delle corse, idem per il supporto della Nintendo WiFi Connection che permette di ospitare competizioni con un massimo di ben sei giocatori. Non male il level design, pur nella sua altalenanza, e l'editor di piste che si sblocca nello story mode, mentre il comparto tecnico riserva alti (audio, in pieno stile Rare) e bassi (grafica, palesemente legata alla release per N64 e scarna a livello di dettagli, ma almeno solida come frame-rate).

 

Il verdetto finale non ha il sapore dolcissimo per il remake DS di Diddy Kong Racing: al contrario del suo storico 'rivale', quel Mario Kart 64 che ancora oggi mette in riga tutti i suoi concorrenti in completa disivoltura, il racing game di Rare soffre il fardello degli anni trascorsi come difficilmente ci si poteva aspettare, buttando al vento il carisma dell'originaria uscita su Nintendo 64. Se da un lato l'avventura principale, e solo parzialmente il multiplayer, possono rientrare tra gli aspetti positivi, preziosi salvagenti del gioco, non si può dire altrettanto riguardo le nuove aggiunte e gli utilizzi extra del touch-screen, mentre delude la realizzazione grafica, che mangia una quantità industriale di polvere dalla raffinatezza e completezza visiva di Mario Kart DS. Eppure, strano a dirsi, la casa britannica ci ha stupito di 'recente' con l'ottimo Banjo Pilot su Game Boy Advance, uscito senza che nessuno se ne accorgesse e, per di più, privo del supporto 'vitale' di Nintendo. La caduta di un mito: colpa di una Rare in declino o della superficialità del gameplay di Diddy Kong Racing, forse troppo poco adatto a restare impresso nel tempo?

 

 

Voto: 7/10

 

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27 Aprile 2007