Tutto questo casino solo per una torta alle fragole? Maddai!

Power Paintbrush è stato una tappa a dir poco travolgente nella carriera ludica di Kirby, segnando quello è che il picco più alto raggiunto dal batuffolo rosa di HAL. Grazie al DS e alle innovative capacità, Kirby ha trovato una sua precisa dimensione perfettamente adatta a contenere e sfruttare il suo essere pallottoloso in natural simbiosi col dual-screen di Nintendo. Ebbene, questo straordinario prodigio giocoso è stato (momentaneamente? Nintendo dicci di sì, per favore!) abbandonato in Mouse Attack che riporta Kirby nella sua realtà più tradizionale. Difatti HAL Laboratory ha optato per un ritorno alle origini, a quel platform bidimensionale con gameplay e comandi tradizionali il cui contributo da parte di Kirby è stato senza dubbio generoso fin dai tempi del NES. In questo sequel per DS la candida pallottola Nintendo dovrà affrontare i livelli (stage a struttura lineare, come la 'vecchia scuola' insegna, con qualche leggera deviazione sul percorso dove ci sono passaggi segreti e tesori da recuperare) degli otto mondi a tema, contando inizialmente sulle sole abilità di salto/volo e di aspiratore di nemici. Quest'ultima capacità ha fatto la storia di Kirby e torna prepotentemente alla ribalta in questo capitolo dopo la pausa di Power Paintbrush. Ciò che viene inghiottito può essere risputato sotto forma di stella, così da far fuori altri nemici, o digerito. Ci sono nemici e nemici: ci sono quelli che non sortiscono alcun effetto sulla mascotte HAL, e che quindi conviene risputare così da avere un'arma in più, e quelli che cambiano il suo status conferendogli dei poteri speciali. Troveremo un totale di 25 trasformazioni, che includono sia quelle storiche (come lo spadaccino alla Link) sia qualche sfiziosa new-entry, tipo il cupido o il mago; in linea di massima quasi tutte proporranno un set di almeno due/tre mosse speciali. Sul fronte del level design non c'è quasi nulla da rimproverare. L'unica pecca indiretta è quella della scarsa varietà in fatto di battaglie coi mostri di fine quadro.

Lungo il percorso sarà possibile incontrare e raccogliere delle bolle il cui contenuto è vario: travestimenti, rifornimenti di energia, micro-kirby (unendone tre si otterrà una vita). Sullo stile di New Super Mario Bros, Kirby: Mouse Attack permette di mettersi in saccoccia questi power-up di scorta, visibili tutti sul touch-screen e utilizzabili interagendo direttamente con esso col proprio dito. Se ne possono portare un massimo di cinque, gran bella comodità che semplifica la vita ed evita di avere Kirby nella debole condizione iniziale. Si tratta di un aiuto in più in un gioco che, però, non ha realmente bisogno di ulteriori 'spinte' visto che il livello di difficoltà già di per sè è veramente semplice, con un gameplay lineare al massimo. Occhio, potrebbe sembrare una critica velata ma non lo è affatto, o comunque non in senso completo, perchè Kirby: Mouse Attack è comunque godibile e piacevole da giocare, accodandosi direttamente ai precedenti episodi per gli stessi imprescindibili paletti nella formula di gioco, e oggigiorno scovare dei titoli così graziosi nella loro spiazzante semplicità è come trovare un ago nel pagliaio, per cui lunga vita alla pallottola rosa! D'altronde non è una novità il fatto che Kirby rappresenti per Nintendo quel cavallo di Troia mirato ad introdurre nuovi gamers al genere del platform, magari per venire incontro a coloro i quali trovano qualche impedimento di troppo quando provano a giocare un Mario qualsiasi (pur essendo i titoli dell'idraulico accessibili a tutti e con una curva di apprendimento perfettamente equilibrata), e Mouse Attack è l'ennesima prova di questa longeva tradizione, per di più senza far storcere il naso agli aficionados del genere.

L'espediente usato da HAL e Flagship (anche loro coinvolti in questo episodio e già sugli scudi nel 'recente' The Legend of Zelda: The Minish Cap per GBA) per mettere il bastone fra le ruote al giocatore di turno è quello degli oggetti da cercare in giro per i livelli: se in Power Paintbrush c'erano le monete rosse, qui si andrà a caccia di forzieri contenenti un mare di roba da sbloccare come extra (nuovi colori per Kirby, pezzi di puzzle, musiche e quant'altro). La mappa del mondo, in corrispondenza di ogni stage, indicherà il numero di tesori nascosto in essi, così da andare a colpo sicuro sapendo la quantità di forzieri da dover trovare. Kirby: Mouse Attack è completato da una piccola serie di minigiochi per spassarsela bellamente in allegra compagnia di altri giocatori: trattandosi di materiale di contorno, e comunque dimostrando una certa cura, non è nulla di trascendentale che possa influire più di tanto sul giudizio finale. Passando alla realizzazione tecnica, Kirby è sempre Kirby, non c'è che dire. Partiamo col reparto visivo, stupendo e accattivante, nuova lezione di come debba essere portata avanti la nobile arte del 2D, mentre il sonoro è più che soddisfacente e svolge il suo ruolo come da copione.

La straordinaria, e perfetta, dimensione raggiunta da Kirby con l'immenso Power Paintbrush non è stata confermata in questo Mouse Attack. Inutile stare a indagare sui motivi che hanno portato Nintendo a puntare nuovamente sulla sempre graziosa e simpatica formula originale, ben sapendo di avere già per le mani la ricetta vincente per innalzare i meriti della sua pallottola rosa. Ma Mouse Attack non è una produzione di categoria inferiore, perchè porta avanti con successo la sempre vittoriosa tradizione della serie: è un'esperienza leggera, simpatica e assolutamente graziosa, tre aggettivi che non intendono sminuire la qualità di questa nuova avventura di Kirby ma, anzi, ne vogliono mettere in risalto il piacere e il divertimento che si prova quando lo si gioca. Un ottimo esponente dei platform 2D, in attesa che Kirby ritorni a rotolare sul serio.
Voto: 8/10