I Brownie Brown, nonostante abbiano all'attivo appena tre giochi nel loro curriculum, possono contare un know-how dell'universo RPG difficilmente riscontrabile in altre società essendo buona parte dei componenti del team di 'estrazione' Square, gente che si ha fatta le ossa sui Final Fantasy e sui Mana. Seguito ufficiale di quel Magical Vacation per Game Boy Advance mai pubblicato in Occidente, Magical Starsign saprà essere all'altezza del blasone dei suoi autori o è solo un altro tentativo di proporre una minestra riscaldata ormai troppe volte per essere ancora gustosa?

La storia di Magical Starsign vi catapulterà nella scuola di magia Will O'Wisp, dove un giorno come un altro la prof Madeleine scompare nel nulla. Invece di festeggiare per l'accaduto, i suoi amabili sei studenti decidono di mettersi in viaggio e andare a cercarla, ma la loro sortita spaziale li farà naufragare oguno su un pianeta diversa. L'obiettivo del gioco è di ritrovare e ricongiungere tutti i ragazzini in modo da formare un team in grado di liberare la propria maestra. La prima vera novità del gioco è il sistema di controllo che, fatta eccezione per la croce direzionale per comandare il proprio alter ego (sceglibile all'inizio tra i sei disponibili in base alle abilità/qualità che più vi aggradano), si basa tutto sull'utilizzo del touch-screen, sia per parlare con gli altri personaggi, sia per combattere i nemici, sia per viaggiare da un pianeta all'altro. Funziona? Per somme linee decisamente sì, solo che nel contesto di un RPG tradizionale non rende come dovrebbe, vedendosi sminuire il valore. La seconda caratteristica peculiare riguarda proprio i già citati scontri coi nemici (a turni), influenzati dall'allineamento dei pianeti che può avvantaggiare o penalizzare alcuni membri della vostra squadra; per questo è molto utile la possibilità di schierare il proprio team in due file, così da posizionare avanti i membri più in forma lasciano indietro coloro che già in partenza potrebbero rappresentare un peso più che un motivo di aiuto. L'aspetto interplanetario è gratificante, quello che non va è ovviamente l'ossatura del gioco, troppo legata al JRPG classico e incapace di rivederlo sotto un'altra chiave. Insomma, gli aficionados si troveranno come al solito a casa loro (al massimo potranno storcere il naso per come tutto scorra facilmente, senza particolari difficoltà), mentre chi era alla ricerca di una anche minima modernizzazione del genere, dovrà ricredersi e rimandare il suo appuntamento. Peccato perchè il potenziale nelle mani dei Brownie Brown, per di più disponendo di un hardware 'multiuso' come quello DS, poteva produrre ben altri effetti.

Magical Starsign non è nulla di più e nulla di meno rispetto ad un classico gioco di ruolo giapponese, con tutti i pro e i contro che ne derivano. La sua colpa più grande è che alla fine sarà solo 'uno dei tanti' visto che non introduce niente di nuovo, a parte i comandi via touch-screen, basandosi su una struttura arcaica e logora che comunque continua a piacere ai patiti del genere. Se amate gli RPG, non pensateci due volte, altrimenti passate oltre, la vostra vita da gamer non cambierà di una virgola.
Voto: 6/10