Il ritorno di Mario Kart dopo la parziale delusione di Double Dash!!, il debutto ufficiale di Nintendo nel mondo dell'online, la magia di Mario Kart su una macchina da guerra quale è il DS: sono questi i motivi principali per cui festeggiare l'arrivo di Mario Kart DS, episodio della serie multiplayer per eccellenza per il dual-screen Nintendo.

Chiaramente la struttura di base del gioco è rimasta invariata: otto kart guidati dai personaggi più 'in' del Mushroom Kingdom e della DK Jungle se la danno di santa ragione in piste dove la stramberia la fa da padrona e dove ogni colpo proibito è concesso. Immutata anche la formula dei precedenti Mario Kart: vari grandprix da quattro gare ciascuno. Questa volta però Nintendo ha voluto fare le cose in grande e invece delle classiche quattro coppe ne ha inserite esattamente il doppio, per un totale di 32 tracciati. Se i primi sedici di questi sono del tutto inediti, la restante metà è formata da una selezione di piste dei precedenti capitoli di Mario Kart. Una selezione non del tutto azzeccata per un certo contrasto che c'è tra il modello di guida di questo Mario Kart DS, del quale parleremo più avanti, e la struttura delle piste. Un esempio: i tracciati di Super Mario Kart e Mario Kart: Super Circuit sono perfetti, quelli di Mario Kart 64 non convincono, mentre quelli di Mario Kart: Double Dash!! sono il 'giusto mezzo'. La conformazione delle piste, nuove e vecchie, è estremamente varia, si passa dal classico ovale ai circuiti cittadini con tanto di traffico da evitare, per arrivare fino ai tracciati allestiti su spiagge, all'interno di flipper e orologi e molto altro ancora, ognuno delle quali con una sua determinata peculiarità. Le varie coppe possono essere affrontate in quattro classi differenti: 50, 100, 150 e 150 speculare. Per quello che riguarda i vari oggetti, è presente tutto l'arsenale di Mario Kart 64 più tre new-entry: Bullet Bill, che trasformerà il vostro kart nel noto proiettile spazzando via ad alta velocità tutti gli avversari che incontrerà sul suo percorso; Blooper, il calamaro che spruzzerà inchiostro sullo schermo degli avversari; Bob-omb, la letale bombetta che se incrociata vi farà saltare in aria perdendo l'item in possesso in quel momento. Anche il roster di personaggi è aumentato, ovviamente molti di questi si sbloccano vincendo le varie coppe, e lo stesso è stato fatto con i kart, che si differenziano tra loro non solo per una questione estetica (alcuni sono veramente strambi!) ma anche per le proprie statistiche: c'è il kart che punta tutto sulla massima velocità, poi quello che ha un'accelerazione da paura, quello che meglio si comporta in curva, quello che ha più 'fortuna' con gli oggetti e così via.

Tra le varie novità/aggiunte di Mario Kart DS figura anche il modello di guida, che è stato rivisto e, in un certo senso, rappresenta un ritorno alle origini della serie, a quella guida così tecnica di Super Mario Kart che poi è stata spazzata via dalla velocità e dall'essenza arcade di Mario Kart 64. Mario Kart DS non raggiunge la tecnicità del primo capitolo, ma ci va quasi vicino e per di più non rinuncia ad essere, al tempo stesso, un gioco estremamente immediato nel quale bastano solo pochi giri per assimilare al meglio questa sua natura.

Nintendo ha colto l'occasione di questo Mario Kart DS per cercare di correre in riparazione dell'ormai storico 'tallone d'Achille' della serie, ossia il singleplayer, inserendo un'inedita e assai gradita modalità a missioni suddivisa in sei differenti mondi, ognuno dei quali formato da otto livelli più un boss finale. Ogni livello è semplicemente una prova da superare, come 'raccogli tutte le monete', 'completa il giro in meno di tot tempo', 'elimina tutte le talpe' e così via, mentre per quello che riguarda i 'mostri' finali, e qui va premiata la fantasia dei programmatori EAD, sono stati inseriti i vari boss presenti in Super Mario 64, da sconfiggere questa volta a suon di gusci o scontri frontali a tutta velocità. Sicuramente c'è da elogiare Nintendo che ha provato a colmare questa lacuna, ma anche questa modalità si finisce tranquillamente in una giornata senza troppi problemi svanendo via come se nulla fosse. L'unica vera possibilità che ha Nintendo per 'ringalluzzire' il singleplayer di Mario è forse la costruzione di una vera e propria modalità avventura sullo stile di quanto visto in Diddy Kong Racing su Nintendo 64, che proponeva un interessantissimo story mode molto lungo e ben articolato. Il piatto forte di Mario Kart DS, come tradizione insegna, resta quindi il multiplayer, sia esso nel classico versus sia esso nelle varie modalità battle, alle quali possono prendere parte un massimo di 8 giocatori anche con una sola gamecard disponibile. E ovviamente c'è davvero da divertirsi, anche perchè al contrario di quanto visto in Double Dash!! l'abilità conta più della fortuna. In pratica il sistema dei punti interrogativi che elargiscono gli oggetti è stato tarato per benino e non si assisterà mai allo spettacolo di uno che è in prima posizione e gli esce un guscio rosso mentre all'ultimo capita una banana. Non è come ai livelli di Mario Kart 64, dove questo sistema era assolutamente perfetto, ma non ci si può lamentare.

Altro tema bollente di Mario Kart DS è l'esordio di Nintendo nel gioco online col servizio, completamente gratuito, chiamato Nintendo WiFi Connection. Da 2 a 4 giocatori potranno sfidarsi in rete a suon di derapate e gusci, collegandosi tramite un hotspot pubblico (e qui in Italia la situazione non è delle più rosee) o da casa col proprio access point o con la chiavetta USB di Nintendo. Inutile dire che il servizio funziona veramente bene e, incredibile ma vero, supporta anche le vecchie connessioni analogiche a 56k senza mai laggare. Nonostante l'elevata qualità del servizio, però è difficile considerarlo perfetto per svariati motivi: in primis non è possibile giocare con chi si vuole (in pratica gli incontri sono al 'buio' senza nessuna possibilità di selezionare gli amici con cui giocare) e, in secondo luogo, l'elevata diffusione dello snaking, quella tecnica con la quale si effettuano derapate (e conseguenti miniturbo) di continuo, anche sui rettilinei. Lo snaking si rivela essere però una tecnica che ammazza il gioco: o lo sai fare, e quindi hai qualche chance di giocartela alla pari con i primi, o fai gara a parte nelle ultime posizioni, il che non è molto bello e non induce a giocare ancora. Tutto questo, per essere ulteriormente precisi, è proprio l'esatto opposto della filosofia Nintendo di rendere qualunque gioco alla portata di tutti. Inoltre vale la pena sottolineare un aspetto altrettanto importante: Mario Kart online è un gioco freddo, anzi, freddissimo. Mario Kart in multiplayer è un'esperienza da vivere di persona, l'online non potrà mai, neanche con microfono, webcam o altri artifizi, riproporre le emozioni e le sensazione di una partita dal vivo. Certo, è bello poter giocare sempre con persone lontane che difficilmente incontriamo o potremo incontrare tete-a-tete, e su questo non c'è nulla da contestare, ma raccomandiamo vivamente di poter trovare qualcuno per assaporare la vera essenza del multiplayer di Mario Kart, fatto di schiamazzi, insulti, risate, sberleffi, dispetti e quant'altro pur di distrarre i propri avversari, il tutto sempre in un clima di divertimento esagerato.

Sul fronte dello sfruttamento o meno di quelli che sono i leitmotiv del DS, il nuovo Mario Kart si pone subito come un titolo dall'impostazione tradizionale. Lo schermo inferiore serve prettamente per visualizzare in tempo reale la mappa del circuito e le posizioni degli avversari, compresi gli oggetti che questi hanno a disposizione, mentre il microfono viene utilizzato solo nella modalità battaglia per gonfiare i palloncini. Nulla di sconvolgente, ma nulla che possa incidere sulla qualità globale del prodotto. L'altra faccia del DS, quella dei giochi classici.

Il comparto tecnico di Mario Kart lascia a bocca aperta. Dedicato soprattutto a quelli che hanno sempre dubitato delle capacità del DS, Mario Kart sul dual-screen si presenta al top della forma: kart e personaggi completamente in 3D, frame rate fisso a 60 senza mai scattare, orizzonte visivo sempre delineato (quindi niente oggetti di sfondo che compaiono dal nulla) ed una presenza massiccia di oggetti su schermo, il tutto per una realizzazione globale assolutamente eccezionale. Anche sul fronte sonoro c'è solo da tessere lodi, i soliti motivetti 'mariokartiani' che subito entrano in testa e difficilmente riescono ad uscirne fuori. Da applausi!

Possiamo festeggiare: Mario Kart è tornato di nuovo ai massimi livelli dopo la parentesi non di certo entusiasmante di Double Dash!!, con un capitolo che propone un gameplay rinnovato, dalla forte componente tecnica, ma che non rinuncia però a quelli che sono gli 'organi vitali' della serie, vale a dire immediatezza e divertimento. Insomma, Mario Kart DS riconferma Mario Kart quale serie multiplayer più devastante esistente sulla faccia della Terra. Have a nice race!
Voto: 9/10