» Game Info

Mario vs Donkey Kong 2: March of the Minis

 

Sviluppatore: Nintendo Software Technology

Publisher: Nintendo

Genere: Action/Puzzle

Giocatori: 1

Console: Nintendo DS

Anno: 2006

» Review

Tutto ha un inizio e quando si parla di videogiochi seri quella  genesi è riconducibile ad un solo nome, con l'obbligo di non dimenticarselo mai: Donkey Kong, il gioco col quale Shigeru Miyamoto strapazzò la concezione di game design, conquistò le sale giochi (e successivamente anche le console), portò Nintendo sul gradino più alto e chiarì chi da quel momento in poi avrebbe comandato. Ma quel Donkey Kong rappresentò la prima pietra nel genere degli action/puzzle ad alto tasso platform, un genere poi esploso grazie a due esponenti di valore immenso, Donkey Kong 94 (Game Boy, 1994) e Mario vs Donkey Kong (Game Boy Advance, 2004), e che ora, con Mario vs Donkey Kong 2: La Marcia dei Minimario, tenta di abbinare quella magica formula di gioco con diverse novità possibili solo grazie all'ausilio delle capacità offerte dal DS.

 

Essendo la serie ancora poco conosciuta al grande pubblico (ed è un vero peccato!), è d'obbligo una breve spiegazione per capire come funziona tradizionalmente il gioco: in schemi fissi disseminati di ostacoli 'architettonici', piattaforme di ogni tipo, pedane mobili da attivare, percorsi labirintici, molle per raggiungere i piani alti, funi per aggrapparsi, barili da scagliare contro i nemici e via discorrendo, bisogna condurre all'uscita il nostro buon Mario servendoci delle sue abilità 'motorie' e, soprattutto, della sua qualità più nota al mondo, il salto in tutte le sue varianti (acrobatiche e non); i livelli si sbloccheranno di volta in volta superandoli uno dietro l'alto, e il plus arriva se si vuole recuperare i bonus posti qua e là, il cui unico scopo è di aumentare punteggio e 'voto' finale. Il cuore del gameplay è quindi una sorta di gustosa macedonia dai mille frutti, tra i quali spiccano prepotentemente azione, ragionamento, puzzle, riflessi, senso dello spazio, astuzia, precisione millimetrica dei salti, ed è sorprendente (ma non tanto, visto che stiamo parlando pur sempre di Nintendo) come questa sfilza di valori fondamentali debba funzionare in un contesto 'semplicemente' bidimensionale, alla faccia di chi ha decretato da anni la morte irreversibili del 2D. La prima variazione introdotta da Mario vs Donkey Kong 2 rispetto alla coppia di bellissimi prequel è l'assenza di Mario come 'main character': difatti i protagonisti da comandare saranno direttamente i Minimario, presenti nel capitolo per GBA come comprimari, che dovranno salvare Pauline ('storicamente' la prima fiamma dell'italico idraulico) dalle grinfie di DK, che torna a interpretare l'antipatico ruolo del cattivone di turno. L'obiettivo di ogni livello è sempre lo stesso: condurre tutti i piccoli Mario-giocattolo verso la porta d'uscita sfruttando i ponti, gli ascensori, le scale, le pedane e le piattaforme che riempiono i livelli e che spesso vanno attivati tramite degli appositi interruttori messi nelle zone più infide o utilizzando delle chiavi collocate nei posti più infami del mondo. Come nei precedenti episodi, la velocità di completamento di ogni stage e il raccoglimento dei bonus, ai quali ora si aggiunge pure l'arduo compito di portare tutti i Minimario al traguardo (meglio se avviene nell'arco di pochi secondi così da formare una catena, ma occhio alla loro incredibile fragilità, basta poco per 'perderli' per strada), sono requisiti importanti per la conquista di stelle di bronzo, d'argento o d'oro.

 

Il controllo dei Minimario avviene solo col pennino, mentre l'unico utilizzo associato alla croce direzionale è la gestione della visuale. Toccando i pestiferi Minis questi cominciano a camminare per conto loro, e una volta in moto è possibile fargli cambiare direzione, o compiere un salto, 'mimando' tali movimenti con lo stilo sui singoli bamboccetti, pennino che viene utilizzato anche per quello che riguarda l'interazione con alcuni elementi strutturali degli stage, come i blocchetti che formano i ponti, i quali vanno tolti e aggiunti a seconda di dove i piccoli Mario devono passare. La complessità dei livelli, che introducono in continuazione nuovi elementi fino al termine del gioco, aumenta man mano che si procede: maggiori ostacoli ed elementi con cui interagire, percorsi più tortuosi, i micro-idraulici disposti in zone distanti, una marea di meccanismi di attivare, antipatici nemici che bloccano preziosi passaggi, e la stessa grandezza degli stage, in certi casi eccessivamente fastidiosa e frustrante contando che l'azione è visualizzata solo sullo schermo inferiore, unica pecca di un level design comunque eccezionale. A corredo della longeva modalità principale (una pletora di stage divisi in sfiziosi mondi a tema), troveremo un curatissimo editor per disegnare i nostri livelli che potremo poi scambiare con altre persone.

 

Simpatica l'implementazione della Nintendo WiFi Connection: niente gioco online così come nessuna forma di multiplayer in generale, ma condivisione dei nostri stage con gli amici della friend-list e download di nuovi livelli direttamente dai server Nintendo. Tecnicamente Mario vs Donkey Kong 2 è tanto semplice quanto concreto, con una veste grafica colorata e consona alla tipologia di gioco e col solito audio dai toni allegro-marieschi accompagnato dai geniali brusii e versi dei folli Minimario.

 

Mario vs Donkey Kong 2: March of the Minis è quella che si può definire una 'divagazione sul tema'. Il gioco è il solito, erede diretto e devoto di Donkey Kong 94, ossia il perfetto mix tra azione, puzzle e platform, ma rivisto con una formula parzialmente diversa, 'ampliata' se vogliamo, nella quale si comanderanno i 'terribili' Minimario in stage dalle dimensioni più o meno grandi (in certi casi 'molto' grandi) interagendo col touch-screen del DS. Grazie allo straordinario gameplay, pulito ed efficace come sempre, e alla sterminata longevità (più di 100 livelli da completare), Mario vs Donkey Kong 2 diventa un titolo imprescindibile per ogni amante di questi generi di giochi, confermando la serie nata dal mitico Donkey Kong 94 come un punto di riferimento unico e senza rivali, dal grandissimo e immediato divertimento. 'La classe non è acqua', si ha l'abitudine di dire quando ci si trova di fronte a delle cose meravigliose, e il lavoro dei Nintendo Software Technology lo dimostra apertamente.

 

 

Voto: 9/10

 

© 2005 Fabio Foria/PlanetNintendo.it - Tutti i diritti riservati

Tutti i marchi citati appartengono ai loro rispettivi proprietari

It's Mini Mayhem!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

24 Aprile 2007