Le vie della perdizione sono tutte a Miami

A voler ragionare in tutta sincerità, non scopriamo oggi che gli standard qualitativi dei giochi per i telefonini, tanto in voga ultimamente grazie al bombardamento sulle tv, sono più bassi, e non di poco, rispetto alle produzioni ospitate dalle console portatili tradizionali; di conseguenza un capolavoro o un ottimo titolo mobile non sempre si conferma tale quando approda su un handheld vero. E' il caso dell'osannato Miami Nights: Singles in the City, titolo di punta e successo eclatante di Gameloft che arriva anche su Nintendo DS con la speranza di ripetere i suoi precedenti traguardi. Il titolo francese nasce come un clone di The Sims improntato sulla bellavita della celebre città americana. Il primo passo è la creazione del proprio alter ego, dando particolare rilievo alla sua apparenza fashion e alla sua propensione professionale (cinema, musica o moda, niente veline o tronisti, ci dispiace). Ufficialmente lo si deve far 'crescere' con l'obiettivo di guadagnare un mare di soldi e diventare la star indiscussa di Miami; in realtà la vera mission, seppur non dichiarata in maniera esplicita, è 'farsi' (sì, proprio in quel senso, anche se non si arriva mai 'sotto le lenzuola', una contraddizione enorme con lo spirito libertino del gioco) il maggior numero di esponenti del sesso opposto (o dello stesso sesso, se proprio vi va), cosa che è quasi una diretta conseguenza del motivo iniziale. Difatti più il nostro personaggio si 'infighettisce', più facilmente attira l'attenzione delle altre persone, più possibilità ha di conquistarle.

La vita virtuale è fatta di quattro esigenze imprescindibili: mangiare, andare in bagno, lavarsi/curarsi e dormire. Di volta in volta ci verranno affidati dei compiti da portare a termine che permetteranno di aumentare il budget, potenziare le nostre caratteristiche (carisma, cultura, ecc), conoscere nuove persone e sbloccare altre zone nella città. Miami Nights mantiene sostanzialmente lo stesso gameplay di The Sims proponendo la maggior parte delle sue funzioni più note, solo in maniera davvero pessima a causa di un'intelligenza artificiale mal calibrata e che di intelligente ha ben poco. Il contatto umano e la comunicazione con le altre persone rappresentano il perno attorno al quale ruota l'intera attività quotidiana. Il dialogo si svolge scegliendo tra un range di azioni (chiacchiera, corteggia, invita, critica, bacia... ruba!) e di argomenti totalmente fuori luogo col clima 'festaiolo' del gioco (ci pare obiettivamente difficile che due fighetti parlino di pensioni basse e altri problemi sociali). La logica del 'contatto' resta incomprensibile per i risultati sballati e per l'altalenanza di reazioni che mai hanno realmente a che vedere col carattere della persona che ci troviamo di fronte e con le affinità che questa può condividere con noi.

Male anche i comandi: l'opzione più comoda prevede l'uso della croce direzionale per muovere il personaggio e il touch-screen per avere rapido accesso alle finestre e per 'cliccare' sugli oggetti e sulle persone con le quali si vuole interagire. La risposta dello schermo tattile è quasi sempre pessima, con risultati lenti, imprecisi e mai fedeli all'input da noi inviato. Lo schermo tattile funziona un pizzico meglio nei minigiochi costruiti esclusivamente per questa versione DS. Gameloft, evidentemente, ha voluto dare la precedenza alla caratterizzazione delle numerose location e alla realizzazione di un motore grafico di buon livello, cosa che in effetti non gli si può rimproverare. Ma è la cosiddetta 'cattedrale nel deserto', un aspetto positivo solitario che non è in grado di controbilanciare il brutto gameplay. Bada all'apparenza, come la caterva di personaggi che abita la Miami tascabile.

Miami Nights: Singles in the City è una brutta copia di The Sims, per niente divertente e, fatta eccezione per la buona realizzazione tecnica, carente sotto qualunque punto di vista. Infine ci tocca dire, pur odiando certi moralismi bigotti, che il gioco invia messaggi tutt'altro che educativi, 'legittimando' consumismo e mercificazione di corpo e immagine per costruirsi un bel futuro. Considerato che Miami Nights si indirizza più alle femminucce che ai maschietti, il danno potrebbe essere incalcolabile.
Voto: 4.5/10