
Se c'è una console che sta riuscendo nell'incredibile impresa di riunire sotto un unico tetto la stragrande maggioranza delle più importanti serie videoludiche del pianeta, sia nipponiche che occidentali, quella è senza dubbio il Nintendo DS, che in cinque anni di vita ha praticamente stravolto l'intero settore e messo d'accordo tutti, dai giocatori ai produttori. L'ultimo arrivo in ordine di tempo è quello di Overlord, l'acclamata saga fantasy di Codemasters, il cui debutto tascabile nasce proprio per trarre vantaggio dalle esclusive features del portatile Nintendo. Overlord Minions (I Serventi dell'Overlord, nell'edizione italiana) è un'avventura concepita principalmente con l'intento di interessare un audience quanto più vasto possibile, grazie ad una formula semplice da assimilare e da gestire e, al contempo, intrigante e appassionante anche per i giocatori più esigenti.

I Serventi dell'Overlord, sviluppato dai Climax (team che ha una certa predilizione per le piattaforme Nintendo e che, qualche annetto fa, fece suoi i Crawfish, una delle case più attive su GBA e capace sempre di spremere l'hardware dell'handheld 32bit), conferma l'atmosfera umoristicamente dark della serie, con un gameplay che, pur poggiandosi sempre su basi avventurose, varia per meccaniche e svolgimento. Prima di tutto, grazie al solo pennino e vestendo 'a distanza' i panni dell'Overlord, comanderemo i quattro buffi serventi sia per gli spostamenti che per le svariate interazioni (coi nemici, con gli oggetti, e così via); i controlli tramite touch-screen rispondono quasi sempre bene, a parte nelle fasi più caotiche dove, stranamente, diversi input non mostrano segnali su schermo, a cominciare proprio dagli attacchi, col rischio di non poter far nulla contro i nemici. Sul fronte gameplay, invece, la produzione Codemasters attinge a piene mani da titoli come The Lost Vikings, in cui la cooperazione dei personaggi protagonisti è fondamentale per proseguire. Nei numerosi livelli fissi (niente mondo aperto e free-roaming) che compongono il nostro viaggio, dovremo essere abili a sfruttare le capacità dei serventi per eliminare le creature cattive e per risolvere i puzzle così da permettere a tutta la 'squadra' di continuare il percorso; spesso si tratta di ponti e passaggi attivabili tramite pulsanti che solo uno dei dispettosi mostriciattoli può raggiungere in stradine secondarie esclusive. Gli stage si contraddistinguono per una certa linearità che, sul lungo andare, rischia di rendere piuttosto ripetitivo e scontato il già semplicistico level design.

Proprio per sodddisfare i giocatori di ogni categoria, I Serventi dell'Overlord non preme su una difficoltà elevata, risultando piacevolmente scorrevole da giocare. Solo le sessioni coi boss mostrano qualche insidia in più obbligando il giocatore a mettere in pratica tutte le tecniche imparate nei quadri precedenti e a valutare attentamente quali serventi sfruttare per mettere ko il cattivone di turno. Inoltre, e purtroppo, fa una certa impressione l'assenza del multiplayer in un gioco che punta tanto sulla cooperazione. Buono il lavoro svolto per la parte tecnica, dove le uniche pecche riguardano la scarsa caratterizzazione delle ambientazioni e dei nemici abituali. In definitiva I Serventi dell'Overlord si dimostra uno spin-off tascabile di discreta qualità e palesemente/positivamente concepito attorno alle caratteristiche del DS. Certo, se curato in quei pochi ma essenziali difetti (controlli, level design, multiplayer), la fatica targata Climax poteva aspirare a vette prestazionali più ambiziose, ma non deluderà affatto chi ama le avventure condite dalla forte presenza di enigmi, tra l'altro con un'azione senza pausa, e da un setting demenzialmente lontano dagli schemi del fantasy tradizionale.
Voto: 7/10