
Background - La serie Picross non è un 'prodotto del vivaio' del Nintendo DS. Il puzzle game numerico di Nintendo, infatti, affonda le sue origini sul Game Boy dove debuttò con Mario's Picross (Primavera 1995); qualche mese dopo fu il turno di una versione casalinga potenziata in ogni aspetto, Mario's Super Picross per SNES, gioco pubblicato solo in Giappone (al contrario della controparte tascabile) e poi sdoganato recentemente grazie alla Virtual Console del Wii. Il resto è storia attuale: Picross viene ripescato sul DS con l'ausilio di HAL Laboratory (i maghi di Kirby e di tante altre saghe della Casa di Kyoto) che ne realizza due capitoli, uno classico e fedele al concept originale (Picross DS, 2007) e l'altro decisamente più innovativo (Picross 3D, 2009).

In che consiste Picross? Picross è un puzzle game che, nella sua formula originale, si svolge in una griglia dove, interpretando i suggerimenti numerici, bisogna colorare le caselle giuste per ottenere un'immagine 'pixellosa'. Si tratta di un gioco riproducibile facilmente con carta e penna, sullo stile di rompicapo famosi come Battaglia Navale e Sudoku (la cui unione può considerarsi una prima lettura delle origini della produzione Nintendo), e, per questo, perfetto per sfruttare il comodo setup offerto dalla console tascabile della Grande N, touch-screen in testa. Picross 3D non fa altro che introdurre alle precedenti meccaniche anche la profondità, con enigmi incentrati su blocchi tridimensionali composti da cubetti in parte da rimuovere, sempre seguendo l'hint numerico che dirà quanti ne devono restare su ciascuna fila al fine di 'scolpire' l'oggetto richiesto. Il gioco mette alla prova sì la logica nel momento in cui si devono decodificare i suggerimenti, richiedendo però anche un bel carico di fantasia perchè pone il giocatore nella condizione di lavorare spesso in condizioni critiche dove solo l'immaginazione dà una mano concreta. E' vero che è possibile evidenziare i potenziali cubetti permettendo di capire meglio la situazione di ogni linea, ma la gestione delle forme non è affatto facile.

Guai a incolpare l'interfaccia, precisa e perfetta (stiamo pur sempre parlando di un pargolo partorito da Nintendo!), perchè il problema è insito nella struttura estremamente complessa delle immagini. Pennino alla mano, non è per niente agile analizzare le forme al loro interno, spostando gli appositi cursori, e fare un'analisi attendibile dei pezzi da lasciare e da rimuovere. Per il resto, superato questo 'impasse' (la cui risoluzione è però del tutto soggettiva), Picross 3D ingrana alla grandissima. Forte di una cura invidiabile e di un'eleganza superiore alla media, il titolo dei ragazzi di HAL presenta la bellezza di 350 livelli uno più avvincente dell'altro, un editor per creare i propri puzzle (c'è davvero di che sbizzarrirsi, cubo dopo cubo!) e il supporto della Nintendo WiFi Connection per condividere le proprie creazioni (con la possibilità di partecipare a speciali contest mensili) e scaricarne di nuove.

L'enormità di livelli è una garanzia per assicurarsi un bagaglio pazzesco di ore attaccati a Picross 3D, ma l'estrema complessità degli schemi e la scarsa 'maneggevolezza' delle forme penalizzano un'idea comunque ambiziosa e realizzata veramente bene tra mille difficoltà. Fruibile all'apparenza e sofisticato nell'anima, il puzzle game degli autori di Kirby si colloca tra i migliori esponenti del genere su Nintendo DS, ormai una mecca per gli amanti dei rompicapo, perdendo però il confronto, se mai esistesse, con l'eccellente predecessore bidimensionale che resta qualche passo più avanti, anche in termini di accessibilità.
Voto: 8.5/10