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Pokémon Ranger

[JAP_ Pokémon Rangers: Diamond-Pearl e no Michi]

 

Sviluppatore: HAL Laboratory

Publisher: Nintendo

Genere: Avventura

Giocatori: 1

Console: Nintendo DS

Anno: 2006

» Review

I pokemon sono un tsunami ben lungi dall'allontanarsi dalla costa, come è dimostrato dalla sempre calda accoglienza che ogni episodio riceve al suo arrivo nei negozi. Un trend talmente in ascesa che ha permesso al consolidato marchio dei Game Freak di diventare, in poco più di una decina di anni, il secondo più redditizio per le casse di Nintendo, alle spalle solo dei giochi di Mario. Ma se, in termini qualitativi, la serie principale non ha rivali nel campo dei giochi di ruolo, lo stesso non si può dire per i tanti spin-off che, spaziando un po' tutti i generi, non hanno saputo divertire e appassionare con la dovuta continuità, tranne casi sporadici tra i quali è emerso prepotentemente il primo Pokémon Stadium per Nintendo 64. Pokémon Ranger, affidato a quei bravi artigiani di HAL Laboratory (l'ex dimora del Presidente Satoru Iwata),  si è prefisso da subito di utilizzare una formula che unisse il nuovo al 'vecchio' (o al 'tradizionale', sarebbe il caso di dire), sfruttando la cornice del DS. Lanciamoci all'avventura con questa gustosa 'anteprima' di Diamante e Perla (non a caso il sottotitolo previsto in origine era proprio 'The Road to Diamond and Pearl'), che segna una svolta importante nel valore delle 'seconde linee' dei pokemon.

 

Pokémon Ranger offre un'interpretazione nuova e inedita alla classica avventura delle creature Nintendo ma, rispetto a Pokémon Mystery Dungeon dei Chunsoft, l'impatto della produzione degli HAL Labs è meno radicale dato che segue fedelmente le linee guida della serie tradizionale, godendo al tempo stesso di un carattere propositivo che fa sempre bene, soprattutto quando il risultato finale funziona senza tentennamenti. Prima di addentrarci nel discorso gameplay, è d'uopo delineare la figura del ranger: chi è, cosa fa, per quali ragioni si differenzia da un allenatore? Il ranger si occupa di salvaguardare l'ambiente dove vivono i pokemon e di tutelare i tantissimi mostriciattoli affinchè possano essere lasciati in pace nel loro habitat naturale. Pur non essendoci trofei da vincere a suon di battaglie o palestre da incantare con le qualità dei propri pokemon, ciò non preclude alla cattura delle centinaia di bestiole Nintendo (il 'come' lo scopriremo meglio dopo), che però andranno liberate subito dopo essersi avvalsi del loro aiuto o se metteremo piede in un territorio diverso dal loro habitat. Oltre all'immancabile e fedele compagno di viaggio (Minun se il nostro alter ego è maschio, Plusle se femmina), si possono portare con sè un massimo di sette pokemon, soglia non raggiungibile dalle prime fasi di gioco visto che all'inizio ne potremo accogliere solo quattro; completando le missioni, e salendo di grado, avremo l'autorizzazione dal nostro capo di avere una squadra più numerosa. L'avventura è strutturata in quest di vario tipo e scopo nelle quali, per esempio, saremo chiamati ad accompagnare una determinata persona in uno specifico posto, a liberare una zona dalla presenza ostile di particolari pokemon, a ritrovare i pokemon perduti dai loro padroni, e così via per un numero consistente di missioni che favorisce una longevità di tutto rispetto, anche se dopo diverse ore (parecchie, fortunatamente) si avverte un po' di stanchezza ludica (leggasi 'diventa ripetitivo'). L'impianto di gioco, come detto prima, si avvicina molto a quello della serie principale, e questo è solo un bene, con l'unica differenza che la parte esplorativa è ridotta all'essenziale.

 

La cattura dei pokemon non avviene col tradizionale lancio della pokeball, come farebbe un allenatore, ma con un nuovo aggeggio chiamato Styler. Questo 'pennino' multifunzione ad alta tecnologia, che include pure una specie di pokedex per immagazzinare ogni informazione sui pokemon incontrati e catturati, consente di acchiappare nuove bestiole e aggiungerle alla nostra squadra, in modo da poter utilizzare la loro abilità quando ci serve, liberandole subito dopo. La fase di cattura scatta non appena entreremo in contatto con un pokemon: da qui si passa ad una schermata a campo libero in cui resta solo la suddetta creatura. Per poterla far propria bisogna disegnare attorno ad essa (o a esse, visto che non mancano dei casi in cui ce n'è più di una) il numero di cerchi riportato sulla sua testa, senza staccare il pennino del touch-screen e con la dovuta velocità. Cerchi troppo grandi e distanti dal pokemon non contano, quelli troppi vicini corrono il rischio di essere intercettati dal pokemon stesso o dalle sue mosse sottraendo energia allo Styler. Per cui, prima di lanciarsi a capofitto senza alcuna informazione, conviene valutare attentamente una serie di fattori relativi al pokemon sotto esame, che vanno dal comportamento ai movimenti, finendo con le eventuali mosse che userà per liberarsi e intimorirci. Va detto che il sistema di cattura elaborato dagli HAL è divertente, efficace e profondo visto che sul lungo andare, incontrando pokemon più 'gagliardi' e dinamici, impone per forza di cose un'opera di raffinamento e perfezionamento.

 

La componente RPG non è andata persa: con la cattura dei pokemon si otteranno i punti esperienza che consentono di potenziare lo Styler e aumentare l'energia vitale e la barra dedicata all'uso dei poteri speciali (le cosiddette 'tattiche') di ogni singolo pokemon alla nostra 'corte', i quali possono agevolarci il compito di acciuffare i mostriciattoli più birbanti e irrequieti, bloccandoli per alcuni secondi o disegnandoci attorno delle pseudo-barriere così da tenerli a bada per un breve lasso di tempo.

 

Pokémon Ranger è giocabile completamente con pennino e touch-screen anche nel controllo del nostro personaggio, oltre che per la classica funzione di navigazione nei menu e le sopracitate sessioni con lo Styler, rendendo del tutto superfluo l'utilizzo della croce direzionale... insomma, proprio quello che ci si aspetta da un gioco per DS. La produzione HAL non include nessuna modalità multiplayer ed è facile capire il perchè: non ci sono combattimenti e i pokemon catturati non possono essere trattenuti in eterno, per cui neanche a volerlo era possibile metter su un'infrastruttura basata su scontri e scambi, come nel filone principale della serie. La buona realizzazione tecnica completa la positiva analisi: bella e colorata grafica, sonoro nella norma.

 

Tentativo dopo tentativo Nintendo sta riuscendo nell'opera, non propriamente facile, di alzare il livello qualitativo degli spin-off dei pokemon, che fanno cassa facilmente grazie alla popolarità del marchio ma, spesso, non sono un granchè da giocare. Ma finalmente la Grande N può gongolare, e lo deve all'esemplare lavoro svolto dai 'fedeli' HAL: Pokémon Ranger si rivela essere un'avventura solida, longeva e ben costruita che, mantenendo fede ai canoni della serie, si lascia giocare in un modo inusuale, diverso e sempre piacevole sfruttando al massimo della potenzialità dell'universo dei pokemon e le capacità ludiche dell'interfaccia DS. Mai in passato si erano raggiunti livelli così brillanti con un episodio non legato alla serie principale, neanche col primo Pokémon Stadium per N64: Pokémon Ranger ha sicuramente un futuro radioso davanti a sè.

 

 

Voto: 8.5/10

 

© 2005 Fabio Foria/PlanetNintendo.it - Tutti i diritti riservati

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18 Maggio 2007