I puzzle game, si sapeva, avrebbero trovato terreno fertile sul DS, con la duplice possibilità di tornare ad affermarsi come un tempo e di proporre qualche sostanziosa novità dopo anni di (sofferta) stagnazione. Sul portatile Nintendo il gioco che ha vestito i panni del precursore, tracciando in maniera significativa la strada per una rinascita del genere, è stato Polarium, che ci offre un'ulteriore rivisitazione dell'arcinoto contrasto tra il bianco e il nero, il tutto in chiave puzzle e sfruttando a dovere il touch-screen del DS.

Il funzionamento di Polarium, seguendo la prassi dei puzzle game, è molto semplice da capire: sullo schermo sono presenti dei blocchetti di due colori, nero e bianco, e il giocatore, interagendo col pennino, dovrà tracciare una linea continua per volta andando a ricalcare i mattoncini ai quali si desidera invertire il colore; quando un'intera striscia orizzontale sarà dello stesso colore, questa si annullerà. L'obiettivo è quello di riuscire a disegnare delle linee che possano in un solo colpo eliminare più strisce, in modo da guadagnare un maggior quantitativo di punti e senza il rischio di intasare lo schermo con una manovra lenta. Ci vuole indubbiamente un occhio piuttosto attento nell'analizzare rapidamente la posizione di tutti i quadratini, soprattutto nelle fasi convulse e avanzate, oltre ad una buona strategia per annullare il maggior di numero di linee cercando di utilizzare poche mosse. Si tratta di una meccanica particolare e divertente messa in risalto da uno stile grafico minimalista al massimo, forse il più 'povero' che si sia mai visto in un puzzle game, ma molto elegante e sicuramente affascinante da vedere.

In singleplayer troviamo due sole modalità di gioco, ossia challenge e puzzle, aspetto che è un difetto imperdonabile per un esponente di un genere che punta soprattutto ad offrire un pacchetto vario e completo sotto ogni punto di vista. Il challenge mode è la modalità regina di ogni puzzle che si rispetti, come insegna Tetris, con i blocchi che cadono giù all'infinito fino a che non si perde. All'inizio sarà molto semplice far fuori tutti i mattoncini, vista anche la facilità di realizzare combinazioni di numerose strisce, ma pian piano che si prosegue il livello di difficoltà aumenterà, sia perchè la velocità di caduta dei blocchi sarà maggiore sia per la loro struttura infida che non consente agevolmente di fare delle combo corpose. La seconda, il puzzle mode, è invece una bella e sostanziosa raccolta di schemi fissi, in cui bisogna essere abili nell'annullare tutti i mattoncini disegnando un'unica linea, senza alcun limite di tempo e potendo quindi ragionare in tutta tranquillità. La qualità di questi puzzle è veramente ottima, sia guardando alla cura e alla brillantezza del design che per il livello di sfida molto interessante che vi catturerà in un battibaleno. Inoltre è possibile, sempre in questa modalità, creare con un apposito editor i propri schemi personalizzati che possono essere inviati ad altri utenti in possesso del gioco. Sul fronte del multiplayer c'è solo una versione alternativa del challenge mode adattata per due giocatori e arricchita dalla presenza di alcuni power-up per infuocare la competizione. In termini quantitativi l'offerta globale di Polarium è piuttosto povera, come detto già in precedenza, ed è un vero peccato. Si poteva fare meglio studiando qualche altra modalità che potesse sfruttare al top l'atipico gameplay partorito dalle menti di Mitchell, così in singolo così in multiplayer, e questa carenza va purtroppo a rappresentare il vero tallone d'Achille di Polarium.

Per sintetizzare al meglio quello che va e che non va in Polarium, abbiamo deciso di utilizzare proprio il contrasto bianco/nero su cui si erige la produzione Mitchell: la parte bianca (e quindi buona) è rappresentata da un'idea di base molto valida, fresca e innovativa, che sfocia in un gameplay di tutto rispetto ed estremamente appagante, mentre la metà nera (e 'cattiva') è la presenza esigua di modalità di gioco. Con un pizzico di impegno in più, Polarium sarebbe stato un titolo eccezionale, ma resta pur sempre un rappresentante di primo livello del genere dei puzzle game nell'attesa, speriamo non vana, che in futuro possa migliorarsi godendo già di fondamenta robuste e durature.
Voto: 7/10