
Background - Prince of Persia è un pezzo di storia del videogaming. Creato da Jordan Mechner e dai suoi Broderbud, la serie mosse i primi passi con i due capitoli originali che uscirono rispettivamente nel 1989 e nel 1993 su tutte le piattaforme di quel periodo, riscuotendo un successo straordinario. Dopo anni di inspiegabile buio e il clamoroso flop di Prince of Persia 3D (1999, dopo quasi quattro anni di lavori), il Principe finisce poi nelle mani di Ubisoft (2001) dopo la chiusura della softco di Mechner, per riconquistare nuovamente le luci della ribalta con l'accattivante trilogia delle Sabbie del Tempo (uscita tra il 2003 e il 2005 anche su GameCube e Game Boy Advance). Il nuovo capitolo, The Forgotten Sands (Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate nell'edizione italiana), si inserisce nella tripartita trama scritta dal publisher francese, spiegando gli eventi intercorsi tra il primo e il secondo episodio.

Per comprendere meglio The Forgotten Sands per DS è indispensabile fare un salto a due anni fa quando Ubisoft realizzò l'esclusivo The Fallen King per il portatile dual-screen Nintendo. Si trattò di un'opera coraggiosa con la quale la casa transalpina tentò di emulare gli stessi passi compiuti dalla Grande N per sfruttare le capacità dello schermo tattile della console. Il risultato disarmante di The Legend of Zelda: Phantom Hourglass, abile nel racchiudere tutti i comandi nel pennino, entusiasmò l'intera platea di sviluppatori che tentò immediatamente di elaborare giochi più complessi, come gli adventure o i platform, in questa chiave intuitivamente 'touch'. Pure Ubisoft ci provò, a nostro avviso con un risultato decisamente positivo perchè The Fallen King merita a manciate nonostante fiumi di critiche ingiuste (mica è colpa della Casa di Rayman se molti non hanno capito che il pennino deve stare incollato allo schermino per funzionare a dovere!!!). Introduzione d'uopo per dire che The Forgotten Sands è il risultato di uno sviluppo e di un'esperienza acquisiti già in precedenza; nulla, strutturalmente parlando, è stato inventato di sana pianta in questa occasione.

L'approccio, inevitabilmente, segue le azzeccate indicazioni del predecessore con una perfetta combinazione di elementi radicati da sempre del DNA della serie con altri di recente concezione. Il 'vecchio' si incarna nel solidissimo gameplay da platform/action bidimensionale che rievoca le splendide origini del Principe, quelle coi mitici livelli disseminati di ostacoli, fossi, spuntoni, massi, muri e piattaforme da saltare, posizionati con particolare attenzione così da esaltare le abilità del giocatore, ancor più degli stessi nemici che, come in The Fallen King, risultano un fugace riempitivo col solo scopo di aggiungere un po' di azione (difatti anche i boss non sono niente di trascendentale). Il level design si mette in bella mostra offrendo soluzioni continuamente avvincenti e divertenti, non senza qualche novità legata soprattutto agli inediti poteri di 'rewind' (per tornare indietro all'istante precedente, utile per correggere un mossa rivelatasi 'mortale') e 'rallenty' (per rallentare il tempo per pochi secondi). Il 'nuovo' è chiaramente l'interfaccia basata in toto sul touch-screen del DS. Il pennino custodisce con gelosia qualunque azione del Principe, dalla semplice deambulazione fino alle arrampicate e alle sue celebri acrobazie. L'inizio palesa impacci scontati a causa di un setup così radicale, ma con l'esperienza e le indicazioni del tutorial basterà poco per sentirsi piacevolmente a casa e districarsi in ogni fase.

Lo stile grafico di The Fallen King viene condiviso/riproposto con lo stampino da The Forgotten Sands: un cel-shading minimalista (fin troppo minimalista, in certi casi!) con un design dei personaggi più 'cartoonesco' per catturare l'attenzione dei giovanissimi. Ciò non vuol dire che gli adulti siano tagliati fuori, anzi, dato che il titolo Ubisoft si indirizza a qualunque utenza. Finora la descrizione corrisponde ad un gioco di spessore, e ci siamo quasi vicini. 'Quasi', perchè The Forgotten Sands per DS mostra delle crepe rispetto al prequel, probabilmente accusando il peso dello sviluppo multipiattaforma (malgrado sia stato realizzato in separata sede a Casablanca, mentre le altre versioni sono state affidate ai team canadesi) e la necessità di doversi conformare in parte all'ossatura base dell'episodio principale, seppur in condizioni diverse e con normali ed ovvie differenziazioni maturate dall'handheld Nintendo. Il segno 'meno' aleggia sulla gran parte delle sue componenti: meno livelli, meno dettagli, meno cura, meno precisione. Dei 'meno' che, però, non smontano assolutamente la qualità del nuovo Prince of Persia.

Prince of Persia: The Forgotten Sands (Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate) è quindi solo la brutta copia del predecente The Fallen King o merita una chance? Così su due piedi verrebbe naturale consigliare direttamente il predecessore, ma la nuova avventura del Principe, seppur inferiore, funziona a dovere e, in maniera spavalda, osa ancora nel supportare proficuamente il touch-screen del DS. Gli amanti dei platform e dei 'touch' games dovrebbero dargli una possibilità.
Voto: 7.5/10