
Background - Infinite Interactive è una software house australiana fondata nel 1989, da sempre accostata alla nota saga di Warlords per PC. Dopo una lunga partnership con la Strategic Studies Group, la compagnia diventa totalmente indipendente nel 2003 per ampliare il proprio target. Il primo risultato di questo passaggio è lo sviluppo di Puzzle Quest, un coraggioso esperimento che tenta di unire le meccaniche principali degli RPG (storia, dialoghi, punti esperienza, statistiche e quant'altro) al mondo dei puzzle game. Puzzle Quest: Galactrix è il secondo episodio della serie uscita su tutte le piattaforme di questa generazione, ma decisamente più a suo agio su una console come il Nintendo DS grazie ai controlli immediati e intuitivi.

Se l'originale Puzzle Quest: Challenge of the Warlords (2007) aveva proposto un gameplay prelevato per intero da Zoo Keeper (a sua volta omaggio a Bejeweled), abbinandolo alla componente epica/fantasy dei giochi di ruolo, Puzzle Quest: Galactrix cambia completamente approccio. Non solo per l'ambientazione, ora fantascientifica/spaziale, ma per lo stesso funzionamento ludico, tratto da un altro celebre puzzle, Hexic ('recente' creatura di Alexey Pajitnov, il papà di Tetris): si gioca all'interno di una griglia con tasselli esagonali e bisognerà allinearne tre dello stesso colore per eliminarli. L'unico tocco inedito introdotto dagli Infinite è un sistema gravitazionale che consente ai pezzi di scivolare via nella direzione dove abbiamo effettuato la mossa 'vincente'. Questo schema è alla base di tutte le ottime applicazioni di Galactrix, a cominciare dai fondamentali combattimenti a turno (ci sarà un tassello adibito a togliere punti energia al nemico, gli altri serviranno per impinguare le varie statistiche e abilità speciali del nostro personaggio), per passare poi all'apertura forzata dei portali per accedere a nuove aree (completando la sequenza di colori prima dello scadere del tempo). Il resto, con potenziamenti, oggetti, armi e grosse dosi di clichè futuristici, è un deja-vu già affrontato miliardi di volte in qualsiasi produzione legata agli RPG e ai figliocci di Star Trek.

Con l'ausilio del pennino e del touch-screen è una piacevole passeggiata spostare i tasselli colorati e provare a creare combinazioni letali. Ma il gameplay può dirsi compiuto al 100%? La risposta è no. La fortuna, infatti, ricopre un ruolo eccessivamente di primo piano, influendo con forza sull'esito degli incontri. Dato che molte battaglie non si risolveranno in uno schiocco di dita, c'è da intossicarsi parecchio nel vedere che il nostro sfidante ci fa fuori con una mossa che innesca il pandemonio su schermo, magari alla vigilia del nostro sudato spunto per la vittoria. Ripetere più volte le stesse battaglie per questa plateale ingiustizia diventa piuttosto frustrante. Il singleplayer assicura una longevità sostanziosa e appagante, con decine di ore di gioco che ci faranno visitare in lungo e largo l'universo di Puzzle Quest: Galactrix per completare le 150 (una più, una meno) missioni disponibili. La mappa è, però, ennesimo motivo di disappunto: disegnata male, frammentata all'inverosimile e dispersiva, scontrandosi con la praticità di quella del predecessore. Se si fa la somma dei minuti sprecati negli spostamenti tra una zona e l'altra, ai quali si devono aggiungere anche i relativi tempi di caricamento (assurdi per la portata minimalista delle schermate), ci si accorgerà che tutto quel tempo poteva essere utilizzato meglio e con maggiore concretezza. Il multiplayer per due giocatori richiede una gamecard per ogni console (argh!) e l'online è solo un desiderio irrealizzato (sigh!).

Puzzle Quest: Galactrix si aggiunge alla folta libreria di puzzle game per DS degni di essere giocati. Ma l'eccellenza, o la stessa elevata qualità di Puzzle Quest: Challenge of the Warlords, è purtroppo un traguardo non raggiunto per degli svarioni che potevano essere tranquillamente evitati. L'eccessivo risalto dato alla fortuna, gli errori tecnici (in primis i caricamenti frequenti e inopportuni) e la marcata dispersione della mappa bastano e avanzano per evitargli di entrare tra i must assoluti del dual-screen Nintendo, nonostante un mix di idee assemblato veramente bene da non sprecare in ottica futura.
Voto: 7.5/10