Dopo le considerazioni sull'hardware, spazio agli hands-on di Pikmin 3, New Super Mario Bros U, Project P-100, Game & Wario e Wii Fit U.
Le prime impressioni sulla nuova console della Grande N
La rivoluzione di Nintendo riparte dal Wii U

Quella burlona di Nintendo non si smentisce mai e col Wii U ci ha giocato lo stesso scherzetto del Wii. Quale? Beh, come si può parlare, bene o male che sia, di una console così rivoluzionaria senza averla provata direttamente con le proprie manine pacioccose? Per capire una novità con siffatti connotati non basta solo guardarla e monitorarla da lontano, specie quando la distanza che ci separa da essa raggiunge migliaia di chilometri, ma anche toccarla, provarla e giocarci. Non c'è via di scampo: pad alla mano si viene catapultati in una dimensione completamente preclusa in altre condizioni. Così il Wii U apre ufficialmente una nuova finestra nel modo di vivere i videogiochi e di essere in contatto con la televisione, una finestra fattibile solo impugnando l'incredibile GamePad per lanciarsi in esperienze videoludiche uniche, fresche e divertentissime. Per fortuna, illuminati da un incontro diretto con la nuova console della Grande N, possiamo tranquillamente testimoniarlo.
In verità la storia ci racconta che già in passato Nintendo propose qualcosa di simile. In molti ricorderanno il link tra il GameCube e il Game Boy Advance col quale il portatile 32bit si trasformava in uno strumento per avere un altro punto di vista sul medesimo gioco in rassegna nella visuale televisiva, come ben certificato da quel capolavoro epocale di The Legend of Zelda: Four Swords Adventures, ma le difficoltà nel setup, l'impaccio dei fili, la rarità di incontrare altri tre giocatori muniti del GBA impedirono lo sviluppo di un'idea assolutamente geniale che ora, invece, non avrà alcun tipo di intoppo col Wii U. Il GamePad non è un GBA: tecnologicamente è avanti anni luce e, pur essendo concepito come 'controller', quindi come un complemento dall'uso necessario, potrebbe tranquillamente diventare un dispositivo dotato di vita propria. Con l'hardware che si ritrova sarebbe controproducente pensare il contrario.
Lo schermo tattile da 6.2 pollici offre le stesse funzionalità già ammirate su DS e 3DS, quali controlli semplici e intuitivi e accesso a menu e mappe, però col Wii U si va oltre. Il GamePad lavora in stretta connessione con console e televisione, godendo di contenuti che non appaiono sullo schermo della TV e creando un secondo campo di gioco che si interfaccia con quanto avviene nella televisione. Nintendo l'ha chiamato 'gioco asimmetrico' e le applicazioni soprattutto in ambito multiplayer, col giocatore dotato di GamePad che può vedere elementi negati a chi usa la TV come riferimento visivo, apriranno una dimensione inedita alle partite in compagnia. Oltre a tutto questo sarà possibile trasferire alcuni giochi dalla televisione al prodigioso schermo del GamePad (e viceversa) e sfruttare gli accelerometri e i giroscopi inclusi al suo interno per forme di interazione più 'movimentate'. Senza dimenticare il wiimote, il nunchaku e la Wii Balance Board, non affatto esclusi ma centrali ed indispensabili come su Wii. Gli sviluppatori avranno a loro disposizione una discreta quantità di combinazioni, a patto che organizzino i comandi senza causare stress e confusione.
La console si presenta compatta ed elegante, perfetta evoluzione del design che Nintendo sta coerentemente portando avanti dal lancio del Nintendo DS Lite. Dentro questa piccola scatoletta vive un leone pronto a sbranare occhi e orecchie con prestazioni tecniche di primissimo ordine. Il GamePad, invece, sembra ingombrante e pesante; in realtà è davvero leggero ed ergonomico, adattandosi con disinvoltura a mani grandi e piccole. La posizione degli stick analogici, della croce direzionale, dei quattro pulsanti principali e dei quattro dorsali, che Nintendo ha ulteriormente ottimizzato rispetto al prototipo dello scorso anno, consente di giocare con estrema comodità per evitare danni e stanchezza alle mani anche in sessioni più lunghe e impegnative.
Ma adesso è il caso di parlare dei giochi, di quelli Nintendo che, in un modo o nell'altro, fanno sempre sognare, innamorare e dannare gli appassionati e sui quali ci siamo subito fiondati col cuore in gola e le mani tremolanti per l'ovvia emozione.

Pikmin 3

Annunciato più volte ma tenuto nascosto senza far trapelare nulla, alla fine Pikmin 3 si è rivelato al mondo dopo un'attesa durata otto lunghissimi anni. Il Maestro Miyamoto ha aspettato il momento giusto per presentarlo e, col Wii U in fase di riscaldamento prima di entrare in campo, ha giustamente voluto portarlo sulla nuova console per sfruttare a tutto tondo le potenzialità della serie. Il gioco è il naturale proseguimento dei due capitoli per GameCube, un classico 'more of the same' con l'introduzione di nuovi personaggi e tipologie di pikmin, come quelli di roccia per abbattere ostacoli più tosti. Si gioca con wiimote e nunchaku, interfaccia grazie alla quale la gestione delle creaturine diventa tremendamente semplice anche nelle situazioni più convulse, mentre col GamePad visualizziamo e gestiamo la mappa in tempo reale così da non perderci in giro, specie negli scenari più grandi. Sviluppato dai Nintendo EAD #4 di Hiroyuki Kimura, Pikmin 3 sta venendo su molto bene ed evidenzia la tipica cura che solo un titolo in sviluppo da parecchi anni può vantare di avere. Certo, graficamente si potrebbero perfezionare ancora alcuni dettagli (si nota che il gioco è stato riadattato dalla precedente versione per Wii in lavorazione), ma la base per un'altra splendida avventura strategica già si intravede e i meccanismi del gameplay, assecondati dagli splendidi controlli e dalle medesime trovate geniali dei predecessori, sono praticamente pronti.

New Super Mario Bros U

Parrebbe un controsenso supportare una console rivoluzionaria come il Wii U con un gioco dannatamente tradizionale e così all'antica nella sua maniera di divertire, eppure New Super Mario Bros U riesce con disinvoltura a dominare la scena in entrambe le direzioni, mantenendo fede a quella che è una sacra liturgia per l'idraulico baffuto. Proprio così, perchè il titolo di punta del lancio del Wii U, almeno come blasone, è il 'solito' bellissimo Mario 2D nella formula che Nintendo ha consacrato in questo spin-off celebrativo delle origini della sua leggendaria mascotte, con la conferma del multiplayer (cooperativo e competitivo assieme) introdotto nell'episodio per Wii e con la comparsa di una clamorosa novità: il quinto incomodo. Difatti, oltre ai quattro giocatori 'wiimotizzati', se ne aggiunge un altro col GamePad che potrà manipolare dal suo schermo gli elementi dello scenario, a favore o a sfavore del gruppo (a sua discrezione!), per esempio aggiungendo piattaforme o interferendo coi nemici. New Super Mario Bros U è il simbolo del 'gioco asimmetrico' enunciato da Nintendo e il debutto di questa funzionalità lascia intravedere idee molto interessanti, anche in ottica futura. E' chiaro che la differenza, come sempre in un Mario, la farà il delizioso level design accompagnato dalla giusta dose di chicche, come i power-up, i nemici, i blocchi, le monete e tutto quanto influisca sul gameplay. L'impatto grafico, invece, dimostra di sfruttare al top l'alta risoluzione mostrando una brillantezza e una vivacità senza eguali. Per il momento piace e convince. Pure questo titolo è curato dai ragazzi della quarta divisione dei prodigiosi EAD, già responsabili delle precedenti uscite di New Super Mario Bros.

Project P-100

Prendiamo Pikmin e mescoliamolo con Viewtiful Joe: lo stravagante risultato è Project P-100, titolo provvisorio del bizzarro gioco d'azione che i Platinum Games, team composto da alcune delle migliori menti che qualche annetto fa decisero di lasciare polemicamente Capcom, stanno sviluppando in esclusiva su Wii U per conto di Nintendo. In Project P-100 comanderemo tutti insieme una frotta di folli eroi (capeggiati dai vari Bonzai Man, Vending Machine Man, Toilet Bowl Man, già i loro nomi dicono tutto!) che dovranno salvare la Terra dall'invasione di giganteschi robottoni spaziali. Questo mucchio strampalato di improbabili personaggi può crescere 'assorbendo' i cittadini che salveremo lungo il percorso, i quali a loro volta si trasformeranno in super-eroi. Avere un gruppo sempre più folto permette di aumentare l'efficacia degli attacchi normali e dei poteri speciali (che si attivano disegnando una forma specifica sul touch-screen del GamePad). La prospettiva visiva è sempre isometrica tranne quando, entrando in qualche edificio, l'inquadratura si sposta sullo schermo del controller e, in terza persona, dobbiamo risolvere dei puzzle. Il gioco mescola sapientemente azione e strategia dandogli quel tipico sapore comico/demenziale che sostenta le opere giapponesi. Project P-100 è una produzione da tenere sott'osservazione nei prossimi mesi.

Game & Wario

Game & Wario è a tutti gli effetti un nuovo Wario Ware. Il nome (provvisorio) inganna, ma i personaggi e la pazzia sono le stesse che contraddistinguono la fortunata e spassosissima serie degli Intelligent Systems. Wario Ware ha sempre avuto il merito eccezionale di dimostrare meglio di chiunque altro il potenziale di un nuovo hardware in termini di interfaccia e controlli, e questa sortita per Wii U non fa eccezione. Gli unici quattro minigiochi mostrati finora propongono una formula diversa dal solito: si giocano separatamente (quindi niente carovana sfrenata di giochetti veloci) e, di conseguenza, sono più lunghi. Non è chiaro se la versione finale seguirà questa impostazione, ma in ogni caso bisogna dare fiducia incondizionata ai mitici IntSys. La prova più interessante è Arrow: lo schermo del GamePad, impugnato verticalmente, si trasforma in un arco dal quale lanciare le frecce per fermare l'avanzata dei Miniwario. Qui emerge la capacità di connessione e relazione tra gli eventi visualizzati sul controller e quanto accade sulla televisione, con un risultato mirabile. Ski sfrutta il GamePad sempre in posizione verticale per guidare la sciata di Jimmy P tramite i sensori di movimento, mentre in Shutter va usato a mò di macchina fotografica per beccare i ladri in città. Al multiplayer (2-5 persone) ci pensa Fruit: il giocatore principale usa il controller per rubare le mele sparse tra la gente, con gli altri che guardano la scena (senza vedere il colpevole) e, alla fine della rapina, indicano uno alla volta sul controller il loro indiziato, cercando di indovinare quello reale. Inizio più che promettente da un gioco dal quale ci aspettiamo il massimo.

Wii Fit U

Wii Fit U segnerà il passo definitivo nella maturazione del fitness game ideato da Shigeru Miyamoto. Saranno 20 le attività esclusive di questa versione e impegneranno come non mai il fisico. Il GamePad sarà uno strumento dalle numerose applicazioni a seconda delle singole situazioni: sarà un controller (con e/o senza la Wii Balance Board), sarà una finestra informativa che ci aggiorna in tempo reale sulle nostre prestazioni e, infine, sarà lo schermo di riferimento quando viene meno la televisione. Il ventaglio di attività conterà anche su una sostanziosa selezione delle migliori estrapolate dalle due uscite per Wii, dal quale è possibile importare il salvataggio per utilizzarlo su Wii U così da non rinunciare alla propria cronistoria 'atletica'. Wii Fit U, affidato ai Nintendo EAD #5 di Tadashi Sugiyama, non cambia la ricetta di un prodotto che, col fondamentale supporto del GamePad, si confermerà un asso nella manica della Grande N per attrarre il grande pubblico e gli sportivi.

