E3 2008, il resoconto della conferenza Nintendo
La conferenza Nintendo all'E3 2008 ha confermato pensieri ed impressioni sparse sulla condizione, critica, in cui versa l'evento losangelino, ormai lontano dal regalare le emozioni degli anni passati. Punto primo: la kermesse ha perso ufficialmente il fascino di un tempo e si prepara, con molta probabilità, a vivere la sua ultima annata prima di chiudere baracca (a meno che l'orgoglio americano non porti ad un'inaspettata rinascita con altre modalità). Punto secondo: la fiera è tenuta in vita dalla presenza sempre più massiccia, ma malvista, della stampa generalista, che appunto segue l'Electronic Entertainment Expo per i giochi che interessano le masse e che fanno notizia (come quelli che permettono anche ai nonni di giocare, restando nell'orbita della Casa di Mario). La doverosa premessa ci consente di interpretare meglio l'impostazione scelta da Nintendo per il suo show, un naturale adeguamento agli standard attuali dell'ormai defunta mostra videoludica. Per farla breve, è stata la conferenza delle solite chiacchiere demagogiche della frantumazione di presunte barriere tra giocatori e non-giocatori, degli ormai insopportabili grafici con dati di vendita e numeri da capogiro (abbiamo capito che state dominando, ma c'è bisogno di ribadirlo sempre e rubando tutto quel tempo?) e dei fiumi di parole inutili che potevano lasciare spazio ad altri giochi. Sì, il problema è quello, i giochi. Dove sono? Nonostante le interessanti premesse e i tanti 'work-in-progress' (alcuni noti, altri meno, ma ci sono), Nintendo ne ha presentati tre (quattro se ci aggiungiamo i due secondi dedicati all'annuncio della release americana di Pokémon Ranger: Shadows of Almia per DS, per la cronaca previsto il 10 Novembre) quasi come optional tra uno slogan pubblicitario e l'altro, tra un gioco third-party e l'altro, tra uno slide e l'altro. Ma procediamo con ordine...

L'evento si apre con un filmato che mostra persone di ogni età e sesso divertirsi con Wii e DS, da soli o in compagnia, a casa o fuori. Volti sorridenti, felici, soddisfatti. E in effetti lo slogan Nintendo di quest'anno è ricaduto su un "We promise to keep the world smiling" (traducibile con un "abbiamo promesso che avremmo fatto ridere il mondo", il che, a mente fredda dopo l'intera conferenza, sembrerebbe un tacito avvertimento). Il primo executive di Nintendo a prendere possesso del palco è la new-entry Cammie Dunaway, che dal Novembre 2007 ricopre il prestigioso incarico di responsabile marketing e vendite di Nintendo of America. La iper-qualificata manager dimostra sicuramente grande personalità, vitalità ed energia (niente a che vedere coi soporiferi interventi di George Harrison), ma i suoi aneddoti personali, soprattutto relativi al ruolo di mamma, non offrono spunti particolari. La Dunaway introduce il primo gioco della conferenza, la versione Wii di Shaun White Snowboarding, il titolo sportivo di Ubisoft costruito per sfruttare la Wii Balance Board. A testarlo dal vivo, con buoni risultati, ci pensa proprio Shaun White, campionissimo del famoso extreme sport invernale (palesemente non a suo agio sotto i riflettori) il quale dopo la sua prova concede una manche anche alla power-mom Dunaway. I vertici del publisher francese saranno rimasti soddisfatti, così come il pubblico a casa.

Inaspettatamente la scena passa subito al Presidentissimo Satoru Iwata. La sua fugace apparizione, però, non convince e non lascia il segno, al contrario delle precedenti performance. Nonostante lo sfoggio della sua infinita classe ed eleganza, condita da uno stupendo completo nero, il numero uno di Nintendo si lancia negli ormai tradizionali discorsi sull'espansione del mercato, sulle opportunità da cogliere, su barriere da distruggere e muri da demolire. L'accento è posto sull'efficacia di costruire scelte marketing che consentano ai giochi di vendere senza sosta anche sulla lunga distanza (esempi? Nintendogs, Brain Training, New Super Mario Bros e Mario Kart DS). Anche questo, secondo Iwata, rientra nel 'paradigm shift' pianificato da Nintendo nella sua strategia. Ma qualcosa non va, oltre alla noia nel sentire frasi trite e ritrite. Sorgono inaspettati problemi di lingua: dov'è finito il Satoru che fino all'anno scorso parlava un inglese quasi perfetto da far invidia anche ad un madrelingua? Il Presidentissimo cincischia, si mangia le parole, sbaglia la pronuncia, spesso è tragicamente incomprensibile. Tensione? Preoccupazione? Chissò, però è come se avesse gettato al vento gli ultimi due anni nei quali americani ed inglesi hanno goduto come matti nel sentire parlare un giapponese in quel modo (riconoscendo le loro risapute difficoltà nell'apprendere l'inglese e ammirandolo proprio per questo). Il Mother Brain di Nintendo non si scompone e, prima di lasciare lo stage (in maniera definitiva), introduce una clip dedicata a Katsuya Eguchi, responsabile del gruppo #2 di Nintendo EAD nonchè creatore di Animal Crossing. Il collaboratore di Miyamoto racconta storielle sparse sul successo del famoso communication game paciocco e svela l'atteso episodio Wii, sottotitolato City Folk. Tante novità si aggiungono ad una struttura già forte, tra cui l'introduzione di una vera e propria città, parallela al classico villaggio, per aumentare le attività da svolgere durante la giornata, e il supporto del WiiSpeak, microfono a vivavoce grazie al quale sarà possibile dialogare coi propri compagni d'avventura durante le sessioni online. L'uscita è prevista quest'anno.

La palla passa poi a Reggie Fils-Aime, il Presidentone di Nintendo of America. Il Regginator, massiccio e sempre in carne (si vede che si è allenato poco e niente con Wii Fit) comincia a mostrare grafici, a parlare di vendite e a rivelare previsioni megalitiche (100 milioni di DS in tutto il mondo entro Marzo 2009), ma il suo comizio da perfetto politicante stufa ben presto. Per fortuna lancia un filmato incentrato su tre importanti progetti third-party per Wii, nell'ordine Star Wars: The Clone Wars (LucasArts), Rayman Raving Rabbids TV Party (Ubisoft) e Call of Duty: World at War (Activision). Appena si torna in scena, ecco di nuovo la sorridente Dunaway. La responsabile marketing parla del DS. Ancora tabelle e numeri, ancora montagne di blah blah, e ancora soddisfazione per lo straripante dominio della console dual-screen. Parte un video che mostra due titoli terze parti di un certo livello, Guitar Hero: On Tour Decades (Activision) e Spore Creatures (Electronic Arts), per poi rivelare, una volta tornata in diretta, la data d'uscita di Pokémon Ranger: Shadows of Almia e annunciare, con somma gioia dei presenti, Grand Theft Auto: Chinatown Wars, episodio esclusivo di GTA.

La raggiante executive resta sul palco dove arriva anche Reggie. I due alzano il sipario da Wii Sports: Resort, seguito del titolo sportivo di EAD che ha conquistato il mondo e che torna in salsa tropicale. Previsto durante la prossima Primavera, il nuovo Wii Sports sarà il primo gioco a sfruttare il Wii MotionPlus, il potenziamento del wiimote che consente di ricreare movimenti in tempo reale (1:1). Le tre attività presentate (ovviamente nel prodotto finale ce ne saranno diverse altre) sono Sword Play (combattimento con le spade... Zelda?), Power Cruising (corse di moto d'acqua... Wave Race?) e Disc Dog (lancio del frisbee al cane). I vari test dal vivo certificano effettivamente la qualità dell'add-on che apre nuove incredibili frontiere nelle funzionalità del telecomando Wii. Wii Sports: Resort verrà venduto in bundle col Wii MotionPlus e con un nuovo guscio in grado di proteggere l'intero controller.

E Shigeru, dov'è Shigeru? Eccolo che arriva! Gli ultimi dieci minuti (sui 60 scarsi totali) della conferenza vengono dedicati a Wii Music, sulla falsariga delle rivelazione di Wii Sports nel 2006 e di Wii Fit nel 2007. L'introduzione è affidata ad un batterista professionista che, con wiimote e nunchaku come bacchette e con la Wii Balance Board come pedaliera, si esibisce in una gran bella performance alle pelli virtuali. Miyamoto si aggrega qualche istante dopo, accompagnato nel suo ingresso da una luce che lo illumina nel buio, suonando il wiimote a mò di sassofono. La concentrazione e la dedizione del Sommo lasciano sempre incantati, tutti lo fissano per carpire ogni gesto, ogni emozione che si diffonde da quelle note. Finita l'esibizione, si parla del gioco. Più di 60 strumenti presenti, curati in maniera eccellente per offrire una sensazione vicina alla realtà, e modalità di gioco a bizzeffe. Il Miya fa qualche esempio concreto per dimostrare il lavoro certosino svolto nel riprodurre gli strumenti. Tra questi brilla un suo strepitoso assolo di chitarra elettrica. Wii Music, che garantirà divertimento per tutti proprio come Wii Sports, Wii Play e Wii Fit, nasce anche come titolo per la compagnia e per divertirsi assieme. Una delle opzioni multiplayer, scontata, è la possibilità di suonare in gruppo. Sul palco arrivano altri rappresentanti di Nintendo of America e di Treehouse (il team interno alla sede americana della Grande N che localizza i giochi per il mercato USA) che, assieme al Maestro e al batterista già presente e confinato in un angolo della scena, si destreggiano col tema di Mario. Vederli tutti assieme non è uno spettacolo gratificante, perdendo parte di quello stupore che invece le prestazioni singole hanno saputo offrire. Ma sembra divertente, ed è questa la priorità di Nintendo. E qui si chiude la conferenza, con le ultime pillole di demagogia del duo Reggie-Dunaway. Un evento organizzato per far contenti i giornalisti della stampa generalista ma che al contempo ha letteralmente insoddisfatto gran parte dei presenti (applausi rari, facce deluse e entusiasmo praticamente assente) che si aspettava, a ragione, annunci bomba sulle altre serie della Casa di Mario ancora non arrivate su Wii e DS o su tutti quegli altri giochi scomparsi nel nulla dopo settimane, mesi e anni di indiscrezioni e conferme parziali. L'E3 è morto? La risposta è sì se questa inutile farsa proseguirà anche l'anno venturo.

