Electronic Entertainment Expo 2010
Post-mortem e considerazioni
Anche quest'anno l'E3 è passato agli archivi. Non del tutto, è chiaro, perchè le pagine virtuali/cartacee continueranno a riempirsi di storie, aneddoti, hands-on, sensazioni su quanto visto e giocato a Los Angeles, una copertura che durerà per tante altre settimane, l'ideale durante il fiacco periodo estivo. Nintendo come se l'è cavata? Ecco la nostra valutazione sull'attesa performance della Casa di Kyoto. Buona lettura!

La location - L'anno scorso il Nokia Theatre divenne la scena del crimine di una delle peggiori conferenze fatte da Nintendo alla kermesse losangelina. Stavolta, invece, tornando su luogo del misfatto, la Grande N non ha sbagliato niente e, forse, solo per colpa del Maestro Miyamoto, stava rischiando di rovinare uno spettacolo scritto e interpretato con lode. Dicevamo del Nokia Theatre: palco enorme all'altezza dell'evento e dei contenuti, scenografia elegante ed affascinante con forme sinuose, ottimo uso delle luci per dare un colore diverso ad ogni momento, maxi-schermi in posizioni strategiche (uno al centro affiancato a sinistra dal magico logo Nintendo e a destra da un altro schermo più piccolo, senza considerare gli altri due posti lateralmente al teatro per garantire una perfetta visibilità a tutti gli spettatori). Il palco presentava sulla sinistra una piattaforma rialzata con una scalinata in discesa verso il proscenio: grazie a quelle scale Reggie e il Presidentissimo Iwata hanno conquistato la scena. Miyamoto, invece, ha voluto sorprendere l'audience con un'entrata bizzarra delle sue, fingendo di essere teletrasportato dal mondo di Hyrule alla conferenza.

La pace - Non esageriamo nel dire che il 15 Giugno 2010, il giorno del media briefing, resterà per sempre impresso nella storia, memorabile come pochi. Dopo gli ultimi anni frenati da tentennamenti, Nintendo ha ricucito il proprio rapporto con i suoi fans, il cui legame si era certamente raffreddato per certe decisioni non convidise all'unanimità. Gli uomini di Kyoto hanno lanciato un messaggio forte e chiaro: "Non ci siamo scordati di voi e riprenderemo a coccolarvi". Ci voleva, perchè il ricordo degli scorsi E3 rappresenta una ferita aperta dal sapore di tradimento, presa in giro, noncuranza. Ora tutto è tornato come prima, ma il trend va sostenuto e rafforzato altrimenti diventa effimero come una bolla di sapone.

Satoru Iwata - Il Presidentissimo è un figo e l'ha dimostrato ancora una volta: portamento da modello, stile ed eleganza che, oltre all'apparenza e all'abbigliamento, trapelano dalle sue parole e dai suoi gesti, grande partecipazione e sentimento nel suo discorso, dosi infinite di umiltà e serenità che lo rendono un personaggio genuino in una giungla di cialtroni, sapientoni, cafoni ed avvoltoi. Rompendo l'impenetrabile muro innalzato anni addietro da Hiroshi Yamauchi, il buon Satoru gradisce il contatto col pubblico perchè sa che, oggigiorno, il boss di una società ne diventa automaticamente anche l'uomo-immagine per eccellenza, quello che comunica al mondo la filosofia e le strategie adottate, non senza rinunciare a mettersi in gioco in maniera scherzosa. E, dalla parte opposta, il pubblico sicuramente ringrazia e apprezza, perchè conscio delle oggettive difficoltà di un giapponese nel parlare inglese e di stare su un palco combattendo impaccio e timidezza. Lo sforzo di Iwata consente a Nintendo di tenere sempre calda la sua relazione con gli occidentali. Formidabile la sua entrata in scena per rivelare il 3DS e la garbata sincerità nel ringraziare pubblicamente le terze parti per il massiccio supporto alla nuova console, con inchino incluso. Chapeau!

Reggie Fils-Aime - Suona strano, ma il Regginator ha provato a nascondersi dietro ad un ditino di pacatezza rinunciando a punzecchiare oltremodo la concorrenza, anzi, raccontando della bellezza di un evento così ricco di visioni differenti del videogaming, dall'HD al 3D, dai controlli classici all'assenza totale di controller, passando per il motion-sensing. Effettivamente ha fatto bene: perchè perdere tempo con i rivali e distogliere l'attenzione dai (pesanti) contenuti in scaletta? Il Presidentone americano ha parlato più di tutti, soddisfatto e contento perchè, in cuor suo, già era sicuro del successo finale di Nintendo a Los Angeles, e fa niente se spesso sembrava Berlusconi evocandi studi e ricerche sull'effettiva tenuta delle vendite del Wii. Almeno ci ha risparmiato le solite pappardelle sul Nintendominio e sulla Touch! Generations, temute dagli spettatori in sala e quelli virtualmente presenti grazie alla diretta su internet.

Shigeru Miyamoto - Che il Maestro sia un simbolo e ami divertirsi con quel suo sorriso bambinesco sempre stampato in volto, non ci sono dubbi. Che gli si possano perdonare certe gaffe, pure. Ma quando il game designer più importante e influente della storia dei videogiochi rasenta il ridicolo, no, la difesa diventa inutile e inappropriata. Vedere uno Shiggy imbarazzante che non riesce ad eseguire le più banali azioni in Zelda, cioè il SUO gioco, è stato a dir poco triste. I comandi col Wii MotionPlus di The Legend of Zelda: Skyward Sword fanno schifo? I successivi hands-on hanno detto di no, ma Miyamoto ha fatto di tutto per farli sembrare vergognosi. Infine è inutile dilungarsi sulla sua ostinazione (leggendaria, come i suoi titoli) di non imparare mezza frase in inglese, a parte i soliti saluti: prendere esempio da Iwata, no?

Fuori gli scomodi - Inevitabile qualche cambiamento rispetto alle ultime edizioni, soprattutto di fronte alla giusta pioggia di critiche ricevute. La bocciatura #1 assume le sembianze di Cammie Dunaway, la responsabile del dipartimento marketing di Nintendo of America, una persona che conosce perfettamente il suo lavoro e che ha sempre ottenuto risultati concreti e vincenti (le sue esperienze passate, quella di Yahoo! in primis, parlano chiaro). Ma ha toppato salendo su quel palco e, giustamente, si è preferito tenerla lontana per evitare altre figuracce. Purtroppo la questione è semplice: non avendo alcun background nel mondo dei videogiochi, la Dunaway ha pagato a caro prezzo la sua inesperienza.

Risalto storico - Parlavamo prima della pace idealmente 'firmata' da Nintendo con i suoi sostenitori più accesi. Quella all'E3 2010 è stata un'apparizione palesemente dedicata agli utenti di vecchia data, ai giocatori tradizionali e a coloro i quali mai hanno digerito (poco o molto) il filone della Touch! Generations. Reggie è stato abile nel presentare un pacchetto di giochi interessantissimi esaltandone il loro ruolo storico. NBA Jam di Electronic Arts ne è uno, il remake di GoldenEye 007 di Activision ne è un altro (due esclusive pesanti sul fronte third-party), ma poi tocca alle bombe vere, alla magia della Nintendo Difference che si manifesta all'apice della sua definizione. Donkey Kong Country Returns è un colpo al cuore per gli affezionati dalla mitica trilogia uscita su SNES e i Retro Studios, raccogliendo il vecchio testimone lasciato dalla oggi-tristemente-irriconoscibile Rare, ne sono i nuovi ambasciatori; Kirby's Epic Yarn è da lacrime agli occhi per la sua bellezza ludica-e-artistica e consentirà al Wii di ricevere finalmente quel 'premio' che HAL aveva già consegnato al DS col freschissimo e geniale Kirby Power Paintbrush; Metroid: Other M è il risultato di un percorso che Nintendo aveva in mente da tempo, ancor prima dell'approdo 3D della serie su GameCube, creando un perfetto compromesso tra Super Metroid e il primo Metroid Prime con gli ingredienti salienti della saga: la solitudine, la paura, l'isolamento. C'è anche The Legend of Zelda: Skyward Sword, il quale mantiene sempre un senso di deja-vu con le precedenti uscite ampliando e perfezionando la formula introdotta da Ocarina of Time su Nintendo 64.

3D per tutti - La 'next big thing' dell'industria videoludica ha un nome, già impresso nella testa di giocatori e addetti ai lavori, e si chiama Nintendo 3DS. La nuova console portatile della Casa di Mario ha già convinto l'intera platea e si candida a diventare la piattaforma più supportata dei prossimi anni, se non di sempre nel caso che l'eccellente inizio trovi ulteriori conferme in futuro. D'altronde la lista degli sviluppatori 'a bordo' del progetto è spiazzante: tutti i più importanti publisher nipponici e occidentali riuniti in un solo hardware, come mai era successo prima su qualunque altra piattaforma. Il Nintendo DS partì col freno tiratissimo e un mare di scetticismo, il 3DS invece beneficia della pesante eredità del predecessore e, forte di una prestanza hardware degna di una console casalinga, proporrà con maggiore facilità quelle serie third-party che hanno bisogno di una generosa dose di potenza per essere realizzate (o almeno questo presumono). I nomi altisonanti di Metal Gear Solid (neanche uno spin-off su DS) e Resident Evil (il misero porting del primo episodio sull'attuale dual-screen e poi nulla più), entrambi stupefacenti come realizzazione grafica, ne sono la dimostrazione, ma la rosa di titoli visivamente massicci crescerà, eccome se crescerà, anche sulla scia dello stesso impressionante Kid Icarus: Uprising di Nintendo. Gli artigiani di Kyoto stanno creando un handheld che punta solo al meglio e che racchiude il top dell'ars technica recente, mantenendo sempre certi standard di accessibilità che si sono rivelati fondamentali per cambiare le sorti del DS, divenuto poi un autentico fortino di giochi di elevata e sicura qualità.

Attacco totale - La sensazione generale, per nulla inesatta, è di una Nintendo ancora affamata e in 'hyper-mode' grazie ai successi prepotenti di Wii e DS, coppia che rappresenta lo start-up di progetti ancora più ambiziosi. Il 3DS è il prossimo step, l'ennesima mazzata nel mercato portatile dove la compagnia nipponica ha imposto il suo dominio già dagli anni '80, nonostante il susseguirsi di concorrenti più o meno pericolosi (Sega, Bandai, SNK, Sony) che, alla prova dei fatti, hanno solo facilitato le cose alla Grande N. L'E3 di quest'anno ha quindi mostrato una Nintendo che guarda avanti con ottimismo e che si gasa constantando il valore dei propri mezzi e delle proprie idee. E poi c'è quella consapevolezza, che non guasta mai, di essere la vera artefice di un futuro propenso a regalare gioie infinite ai giocatori. Deve essere sempre così con i geniacci guidati da Satoru Iwata.

