Game Boy Micro, il GBA si fa piccolo piccolo!
La presentazione del Game Boy Micro all'E3 2005 è stata indubbiamente un'autentica sorpresa. Tralasciando se sia o meno una mossa commerciale, perchè solo il tempo e il riscontro sul mercato potranno dare una risposta, Nintendo con questa nuova versione del GBA gioca in attacco e al tempo stesso anche in difesa. In attacco perchè, nonostante l'uscita del DS, le vendite del Game Boy Advance SP hanno accusato solo in minima parte il colpo e l'entusiasmo dei giocatori intorno al 32bit portatile Nintendo non è scemato per nulla; il Game Boy Micro, proprio per come stanno attualmente le cose, servirà per mantenere vivo questo entusiasmo, con la reale possibilità di espandere ulteriormente un'utenza già di per sè vastissima, senza dimenticare che stiamo parlando di una console che in quasi cinque anni di vita ha 'partorito' una quantità immensa di giochi e di una qualità incredibilmente elevata da far nascondere per la vergogna anche le console da casa. Ed in difesa perchè con Nintendo DS, GBA SP e ora Game Boy Micro, Nintendo si può concedere altro tempo per ultimare e ottimizzare lo sviluppo di quello che poi sarà il vero nuovo Game Boy.

Il Game Boy Micro è anche un’altra bella scommessa vinta da Nintendo: se col Game Boy Advance SP sembrava essere stato raggiunto il limite massimo di 'rimpicciolimento' di una console, la terza versione del GBA arriva anche per smentire e smontare questa tesi: in poche parole Nintendo ha rivoluzionato nuovamente la concezione di portatilità proponendo una macchina che, meglio di quanto fatto dallo stesso GBA SP, è ancora più comoda da portare in giro, occupando veramente poco in tasca e nei pantaloni. Parlando proprio di dimensioni più contenute e di una portatilità ulteriormente rinnovata, ecco i ‘microscopici’ numeri del Game Boy Micro: 10,1 cm x 5,0 cm x 1,72 cm.

La versione che abbiamo utilizzato per questo test è la bellissima Famicom Edition, disponibile in quantità limitata solo in Giappone e che propone colori e tema fedeli a quelli del pad della prima console casalinga di Nintendo, oltre a festeggiare il 20° compleanno di Mario con la campagna Happy Mario, il cui loghino è designato sul retro di questa versione del Game Boy Micro. In mano il nuovo Game Boy dà una bella sensazione di robustezza e solidità, anche grazie ai materiali scelti per realizzare la console. L’impugnatura risulta perfetta così come il controllo e il raggiungimento di tutti i pulsanti e, a dispetto di questa eccessiva ‘piccolezza’, il Game Boy Micro può essere tranquillamente accudito anche da mani molto grandi. Prima di parlare dello schermo passiamo ad un’analisi rapida di quello che la console offre: sulla parte frontale troviamo la croce direzionale sulla sinistra, lo schermino al centro con sotto i tasti Select e Start e infine sulla destra i pulsanti A e B; la parte inferiore presenta invece la levetta di accensione/spegnimento, il vano per inserire la cartuccia di gioco e l’uscita per l’inserimento delle cuffie; in alto ci sono i dorsali L e R con al centro l’uscita per collegare il caricabatterie, il wireless adapter o il cavo link, uscita ridotta di dimensioni rispetto a quella del GBA SP e pertanto gli accessori prima citati saranno disponibili sul mercato in una seconda versione chiamata ovviamente Micro; concludiamo questa sorta di tour con la fiancata destra della console, dotata di un’altra levetta per regolare sia il volume che la retroilluminazione, che può essere adattata in cinque modi differenti (da ‘fiacca’ a forte) a seconda della luce presente nel luogo in cui ci troviamo. Per quanto riguarda lo schermo, oggetto di diverse critiche, possiamo dire che qui Nintendo ha raggiunto un limite oltre il quale non si può veramente andare, a meno che non venga fornita in dotazione anche una lente d’ingrandimento. La qualità visiva dello schermo, contando anche la retroilluminazione stessa, è ad ogni modo eccellente e nettamente superiore a quella del GBA SP, giocandosela alla pari con i due ottimi screen del DS.

Un'altra novità introdotta da Nintendo col Game Boy Micro è quella di non realizzare apposite edizioni colorate della console, fatta eccezione per la Famicom Edition e sicuramente per altre versioni molto ‘particolari’ che arriveranno in futuro. Dopo averne fatte di tutti i colori (è proprio il caso di dirlo!) col Cubo ma soprattutto con i due Game Boy Advance, Nintendo introduce per la prima volta in ambito videoludico la possibilità di personalizzare la console con i propri colori e temi preferiti semplicemente cambiando la cover frontale (o faceplate o mascherina, che dir si voglia), cosa già fattibile con i cellulari da tanto tempo e diventata velocemente una moda (o un’ossessione per tante persone). Ovviamente, proprio come succede con i telefonini, l’intenzione è quella di creare un vero e proprio business attorno a queste cover che nei prossimi mesi invaderanno il mercato con miriadi di modelli realizzati direttamente da Nintendo o da altre compagnie. Per il lancio europeo della console che avverrà il 4 Novembre prossimo saranno disponibili quattro modelli (grigio, verde, blu e rosa), in attesa di vedere nei negozi i primi frontalini.

A questo punto, dopo centinaia di caratteri spesi per parlarne, conviene l’acquisto del Game Boy Micro? Di certo il prezzo non aiuta, 99€ per una console che per quanto bella e fascinosa comunque incorpora un hardware che, nonostante le soddisfazioni a iosa che ha dato e che continuerà sicuramente a dare, si porta sulle spalle parecchi anni di vita. Insomma, se siete dei maniaci della portatilità e dell’estetica (è un gran bell’oggettino, senza alcun dubbio, forse la più bella console Nintendo in assoluto) il Game Boy Micro fa sicuramente al caso vostro, altrimenti basterà armarsi di tanta pazienza e fiducia in attesa di un abbassamento di prezzo nei mesi a venire.

