» Game

Twelve Tales: Conker 64

 

Sviluppatore: Rare

Genere: Platform

Console: Nintendo 64

Periodo: 1997-2000

» Inside

Allo SpaceWorld 1997 Nintendo svela al pubblico il suo ennesimo rinforzo sul fronte platform, Conker's Quest, ideato e sviluppato dai fedeli alleati di Rare. Dai primi dettagli e media rilasciati si intuisce subito che sarà un altro gioco costruito col medesimo spirito fantasioso di Banjo-Kazooie e perfettamente in linea con quella che è la tradizione di Nintendo. Il protagonista è uno scoiattolo con canotta blu e sneakers ai piedi, tale Conker, che agirà nei classici mondi tematici per recuperare oggetti e sconfiggere i cattivoni di turno. L'esordio allo show privato della Grande N lo vede come star d'eccezione, suscitando una sequela di opinioni entusiastiche non solo per il promettente gameplay ma anche per lo straordinario comparto grafico, uno dei migliori in assoluto visti su Nintendo 64 fino a quel momento e almeno uno step avanti rispetto a tante altre produzioni.

 

Si arriva direttamente al 14 Aprile 1998 quando Rare annuncia il cambio di nome in Twelve Tales: Conker 64 e ne rivela l'uscita entro la fine dello stesso anno. La casa britannica, contattata per interpretare il nuovo titolo, non si sbottona più di tanto. Il riferimento più razionale a quel 'twelve tales' (dodici racconti) potrebbe riguardare la presenza di dodici mondi, completamente differenti in ogni aspetto. Il mese dopo, all'E3, Nintendo lo inserisce nella release list americana di Ottobre. Ma il 25 Agosto, grazie alle informazioni filtrate da negozianti e riviste (Nintendo Power, come al solito, in testa), si diffonde la notizia di uno slittamento del gioco a data da destinarsi. Non è una novità che una produzione Rare venga rimandata (per essere migliorata o perchè in ritardo con la timeline stilata in origine), per cui il rumor viene accolto con una certa approvazione senza particolare sorpresa. L'ombra della cancellazione rimane ugualmente dietro l'angolo dato che Rare necessita di tutte le risorse a sua disposizione per completare lo sviluppo di altri due progetti di primaria importanza, Perfect Dark e Banjo-Tooie, il seguito di Banjo-Kazooie.

 

Passa il 1998 e più della metà del 1999 e di Twelve Tales: Conker 64 si perdono completamente le tracce. Cancellato? Secondo riviste e addetti ai lavori sì, secondo Rare no. Così,  il 25 Ottobre 1999, l'allora second-party Nintendo decide di aprire i cassetti e sentenzia: "Ci sta lavorando un team intero con lo stesso entusiasmo di quando è stato annunciato". Nessuna data viene indicata. L'impellenza della softco inglese è terminare con successo gli altri giochi per N64 in cantiere. Intanto, qualche mese prima, debutta su Game Boy Color l'episodio portatile dello scoiattolo, il modesto Conker's Pocket Tales, che resta relegato ai soli Stati Uniti.

 

Il 2000 è l'ultimo grande anno del Nintendo 64, con perle come Banjo-Tooie e The Legend of Zelda: Majora's Mask che vedono la luce, ma è palese che la Casa di Mario sia ampiamente proiettata verso la nuova console, inizialmente conosciuta come N2000, poi diventata Dolphin e infine ribattezzata come GameCube. Il nuovo anno si apre con la rivelazione, da parte di Nintendo, dei giochi first-party che avrebbero debuttato in quei dodici mesi. Nella lista compare anche un misterioso Conker's Bad Fur Day. Sarà il nuovo nome di Twelve Tales: Conker 64? La risposta della Grande N è chiara: sì, ma non solo. Il gioco ha subito un profondo cambiamento, 'totale' secondo Nintendo, rispetto a come era stato presentato, con una vena più 'pazzerella'. Una settimana dopo, il 21 Gennaio, il sito ufficiale di Rare apre la pagina di Conker, seppur rigorosamente 'work in progress', e si intuisce il passaggio al lato oscuro. Il look del roditore, soprattutto l'espressione facciale, non è più da tenero animaletto, ma di un piccolo bastardello pronto a beffare il povero vicino da un momento all'altro. Anche il linguaggio a tratti scurrile usato per redarre i primi dettagli dimostrano una voglia enorme di rompere coi canoni tradizionali del platform paciocco.

 

Conker's Bad Fur Day usce poi l'anno successivo, nel Marzo 2001, accompagnato dalla nota ridda di polemiche sui contenuti eccessivamente espliciti e violenti. La stessa Nintendo rinuncia a pubblicarlo perchè non conforme alla filosofia della compagnia (Rare lo pubblica negli Stati Uniti, THQ acquisisce i diritti per distribuirlo in Europa). Chris Stamper, co-fondatore della casa inglese, difende il gioco e ritiene che l'utenza Nintendo sia matura abbastanza per giocare un titolo del genere. Non manca il disappunto di alcune terze parti, come Infogrames, che fanno sapere di non accettare la scelta di Nintendo di stuzzicare i giovani con prodotti così controversi. In più arriva anche un'intervista concessa ad Amazon da uno sparuto numero di sviluppatori di Conker, rimasti anonimi, che dichiarano: "Il vecchio Twelve Tales resterà per sempre rinchiuso negli archivi di Rare e nessuno potrà mai vederlo, a parte pochi eletti".

 

Cosa avrà spinto Rare a rivedere in toto Twelve Tales: Conker 64 e trasformarlo nell'infame Conker's Bad Fur Day? I timori della compagnia britannica, da un certo punto di vista, erano leciti: come sarebbe stato accolto l'ennesimo platform smielato della scuderia Nintendo, peraltro clone sputato di Banjo-Kazooie con un tenero scoiattolino al posto dell'orso e del suo volatile zainettato? Inevitabile optare per un cambiamento radicale del gioco, pur mantenendo un approccio apparentemente simile agli altri esponenti del genere. Chris Seavor, responsabile di Conker, è stato il primo a schierarsi a favore della criticata metamorfosi, a suo dire necessaria per dare maggior risalto al lavoro di Rare. Proprio la mente del progetto ha dichiarato successivamente di essersi ispirato, per cambiare volto al dolce Twelve Tales, all'indole politicamente scorretta della serie animata South Park e di non aver mai digerito la voce tenerona della vecchia versione dello scoiattolo. Nel prodotto finale è lo stesso Seavor a doppiare il personaggio.

 

Chi ha avuto ragione alla fine, Nintendo che ha rinnegato il nuovo Conker per preservare la sua immagine o Rare per aver azzardato troppo? Dati alla mano, l'ago della bilancia pende tutto a favore della Casa di Mario. Nintendo non aveva bisogno di un gioco del genere per mostrare il suo lato maturo (senza scadere nella volgarità più infima), d'altronde ha sempre avuto serie e giochi indirizzati ad un pubblico più adulto. Inoltre Conker's Bad Fur Day ha venduto una miseria, anche a causa della cattiva fama che si è guadagnato per tutte le chiacchiere che si sono fatte, e ha bissato il flop nel remake che Rare ha realizzato su Xbox, al secolo Conker: Live and Reloaded. Che futuro avrà Conker dopo essersi bruciato in questo modo? Ci sono margini per rivederlo in un contesto più 'educato' come prevedeva il primo Twelve Tales? La risposta a Rare.

 

© 2005 Fabio Foria/PlanetNintendo.it - Tutti i diritti riservati

Tutti i marchi citati appartengono ai loro rispettivi proprietari

 

 

 

9 Febbraio 2008