Mushroom People #4
Koji Kondo
La musica è sicuramente un aspetto fondamentale in un videogioco ed ha un potere eccezionale, dal punto di vista emotivo, sul giocatore, vuoi perchè lo fa immedesimare meglio nell'azione, vuoi per infondergli grinta, vuoi per farlo commuovere, vuoi perchè trasmette delle sensazioni uniche che nessun altro mezzo potrebbe fare. Tra i compositori più importanti della nostra epoca, guardando non solo al business videoludico, c'è Koji Kondo, straordinario e talentuoso artista, fedele braccio destro nonchè grande amico di Shigeru Miyamoto, un musicista indiscutibile il cui contributo nei giochi Nintendo è qualcosa di indescrivibile con le semplici parole, basta pensare al mitico tema di Mario o a quello di Zelda... questi due giochi sarebbero stati la stessa cosa senza i loro motivetti? Il numero di oggi di Mushroom People è dedicato tutto a lui, con un bel resoconto della sua vita e della sua filosofia compositiva!
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Koji Kondo nasce nell'Agosto del 1960 in quel di Osaka. Già in giovane età mostra una spiccata affinità con la musica, che diventerà ben presto il suo hobby principale. Nemmeno il passare degli anni riesce a spegnergli questa passione, anzi, la musica diventerà un fuoco ardente nel suo cuore e parte integrante della sua vita, tant'è che inizia a comporre qualche motivetto nonostante le sue carenze tecniche in materia. A 17 anni Koji decide che la musica avrebbe rappresentato il suo futuro e così inizia un percorso professionale per approfondire l'argomento. Inizia a studiare diversi strumenti che egli stesso riteneva basilari per la sua formazione e per poter essere assunto da qualcuno. All'età di 24 anni Koji risponde ad un annuncio di Nintendo che in quell'anno, il 1984, è alla ricerca di talentuose persone per realizzare musiche e suoni per i giochi in sviluppo su NES, la prima console casalinga della Grande N. Anche se non sapeva in alcun modo programmare musica per un videogioco, Koji riesce ugualmente ad emergere per le sue indiscutibili capacità e a farsi un nome. La sua fantasia e la sua immaginazione compositiva l'hanno aiutato non poco a diventare un personaggio chiave in quella struttura che stava vivendo una continua espansione visto l'incredibile successo avuto con i precedenti prodotti. E Koji fu parte integrante di quel processo.

Ma la situazione, almeno all'inizio, non fu delle migliori. Koji ha grandissime idee che, per via delle tecnologia del tempo, non è in grado di ricreare come lui vorrebbe. E non solo: nonostante la sua conoscenza di più strumenti musicali, il nostro Artista è costretto ad esprimere il suo talento limitandosi ai soli tre tool che il NES supportava: melodico, armonico e percussioni. Tutto questo non ferma ugualmente Koji che comincia a lavorare sodo con i tecnici hardware di Nintendo per aumentare il numero di tool con l'obiettivo di migliorare il potenziale musicale della console. Così si arriva, dopo diversi test ed un lavoro non da poco, a sfruttare ad hoc per le musiche un quarto canale solitamente riservato ai soli effetti sonori. Negli anni successivi, grazie anche ai passi in avanti della tecnologia e alla potenza dei chip audio delle successive console Nintendo, Koji può con maggiore libertà e disinvoltura trasformare in musica tutto ciò che gli passa per la testa senza tagli e compromessi. La sua fama, già di per sè grandiosa grazie ad alcune colonne sonore straordinarie che hanno contribuito a rafforzare l'identità di tantissimi giochi Nintendo, dilaga a metà degli anni '90, un periodo nel quale vengono riconosciuti i meriti non solo di Kondo ma dei più bravi compositori musicali di videogiochi (che all'epoca erano pochini, ad onor del vero). Dopo anni in cui la parte musicale dei giochi è stata pesantemente sottovalutata e di solito mai curata come si deve dalle stesse compagnie, c'è una netta rivalutazione di questo aspetto, anche perchè finalmente ci si rende conto che un videogioco senza un comparto musicale d'alto livello era un'opera incompleta. Kondo diventa un modello da seguire per restare al passo, sia per le nuove leve che per gli stessi veterani del settore.

La parte iniziale della carriera professionale di Koji Kondo si basa quasi tutta su una semplicissima tastiera della Casio. Nulla di che, nel senso che si tratta di uno strumento che tutti potevano acquistare ed usare, ma ovviamente per tirare fuori delle melodie straordinarie ci voleva qualcuno capace di farlo, proprio come il buon Koji, un tipo molto ambizioso e puntiglioso abituato a lavorare fino allo sfinimento alla ricerca della 'perfezione' delle sue composizioni. Uno degli incarichi più importanti e non di facile esecuzione è stato quello di comporre la colonna sonora di Zelda. Già dal tipo di gioco si percepiva la netta diversità con Mario. Nel caso dell'idraulico è stato molto più semplice dar vita alla soundtrack approfittando della sua 'leggerezza' e 'spensieratezza', ma con Zelda era d'obbligo tentare un approccio diverso, più impegnato per certi versi visto l'alto livello epico e più 'maturo' del titolo in questione, e poi anche perchè si sentiva il bisogno di andare incontro ad un qualcosa che potesse avvicinarsi alle produzioni cinematografiche. Anche questa missione venne portata a termine con successo e Koji promosso col massimo dei voti.

I generi che hanno influenzato la sua indole musicale sono stati il jazz, la classica, i ritmi latini e, immancabili, quelli tipicamente orientali, stili tutti evidentissimi e rintracciabili facilmente nelle sue opere. Ma oltre a questo un'altra abilità eccezionale di Koji è quella di sapere sempre creare melodie variegate sotto tutti i punti di vista, puntando al 'piacere' di un audience vasto nonostante le tante differenze culturali tra i popoli occidentali e orientali. Quindi è innegabile il contributo di questo fenomenale Artista, andando pesantemente a mettere il timbro su quasi tutti i generi musicali e ricevendo quintali di manifestazioni di stima da innumerevoli personaggi di questo mondo che hanno fatto di tutto pur di conoscerlo dal vivo apprezzandone anche le sue immense doti umani, quelle di una persona umile, discreta, che ama stare lontano dalla caotica mondanità e che, pur avendone il sacrosanto diritto, preferisce non sbandierare ai quattro venti il suo genio. Per tante persone le musiche di Kondo sono il cuore pulsante dei giochi nei quali sono state inserite, molti si sono avvicinati alla musica, in senso pratico, proprio grazie al mitico Koji, ed è forse questo un elemento chiave che ha reso immortali e sempreverdi le sue opere che si sono fatte conoscere anche a chi di videogiochi non ne sa proprio nulla.

Passando oltre la semplice barriera dei gusti personale, è innegabile che il lavoro più citato di Koji Kondo sia stata la soundtrack di The Legend of Zelda: Ocarina of Time, un'opera eccezionale nonostante le tante difficoltà di natura tecnica incontrate nel corso della sua realizzazione, come la mancanza di un supporto ottico che ha portato a numerose restrizioni. Anche questo però non è bastato a 'limitare' il risultato finale di un'opera che è diventata una delle colonne sonore più importanti, e non solo nel mondo dei videogiochi, settando dei nuovi standard per quello che riguarda il ruolo della musica all'intero di un videogame. Ogni singola traccia della soundtrack è stata architettata in maniera tale da esaltare le emozioni, positive e negative, della zona in cui è stata inserita, arricchendo il tutto con i giusti effetti sonori. Direte voi che è un procedimento scontato quando si lavora su un gioco, giusto? Teoricamente si, ma c'è modo e modo di fare le cose, e nello specifico di Ocarina of Time sono state fatte alla perfezione. Possiamo dire che qui Koji ha espresso per intero il suo valore di compositore, dimostrando per l'ennesima volta la sua innata capacità di saper cogliere alla perfezione lo spirito di un gioco per poi trasformarlo in melodie favolose. E' un aspetto che egli stesso sottolinea e rimarca continuamente nelle sue esposizioni pubbliche, chi scrive la musica deve saper cogliere le varie sfumature di un gioco, i suoi molteplici passaggi, le sue numerose variazioni, i suoi continui sbalzi, tutti dettagli che vanno pesantemente ad influenzare la tipologia della colonna sonora, che è di conseguenza una sorta di specchio del gameplay.

L'ha fatto per Mario, l'ha fatto per Zelda, l'ha fatto per StarFox... ogni volta che l'ha fatto ha riscritto la storia, sempre con la passione e l'entusiasmo di chi ha scelto la musica come sentiero principale di espressione del suo ego.

