Ambire al meglio, o addirittura ad un agognato stato di perfezione assoluta, è un po' l'obiettivo di tutti coloro che popolano il pianeta Terra, compresi quelli che fanno parte di società per lo sviluppo di videogiochi, le quali si prodigano nel trovare l'idea vincente per guadagnare fior di quattrini e e diventare saldi punti di riferimento. Nel caso specifico dell'industria videoludica, la prima fila è occupata saldamente da Nintendo, inseguita a parecchia distanza da tutti gli altri alla continua e affannosa ricerca di quel prodotto che possa reggere, anche minimamente, il confronto con le produzioni della Casa di Mario. L'esempio lampante che viene in mente per incorniciare questo concetto di 'rincorsa forsennata' è senza dubbio Rare: la casa britannica ha costantemente provato ad emulare i grandi successi Nintendo, a volte riuscendoci (vedi Banjo-Kazooie, l'unico gioco che può reggere il passo di Super Mario 64), altre meno (StarFox Adventures che ne è uscito con le ossa rotte nel confronto con Zelda 'aizzato' proprio dalla stessa Grande N), o dando vita a delle vie di mezzo che migliorano certi aspetti e ne peggiorano altri (come Diddy Kong Racing, che mangia la polvere da Mario Kart 64 nel multiplayer ma stracciandolo letteralmente nel singleplayer). Proprio Rare torna alla carica con un altro clone di Mario Kart e, non potendo sfruttare i marchi Nintendo perchè quella porta è stata chiusa per gli eventi che ormai conosciamo a memoria, ecco un bel racing game con un cast d'eccezione: i personaggi di Banjo-Kazooie!

Banjo Pilot, come gli altri giochi Rare per GBA ad eccezione di Sabre Wulf, è stato 'riciclato' da una precedente idea poi saltata col passaggio a Microsoft: in questo caso l'input è stato Diddy Kong Pilot che, nei piani originari di Nintendo, doveva essere il primo titolo a sfruttare il famoso sensore al movimento proposto poi in Wario Ware Twisted e Yoshi's Universal Gravitation, con la volontà di trasformare il Game Boy Advance in un vero e proprio volante interattivo. Così non è stato, successo quello che è successo il sensore è volato via, idem tutto quello che apparteneva a Nintendo, e di quel progetto è rimasta solo l'impostazione di gioco basata su corse 'birichine' tra aeroplanini guidati dai protagonisti dell'universo di Banjo-Kazooie. Il passaggio dai kart agli 'aerei' non è una questione meramente estetica dato che pregiudica anche il modello di guida e lo svolgimento delle stesse gare. Prima di tutto, cosa lapalissiana, ci si può muovere in tutte le direzioni, quindi in ogni angolo dello schermo di gioco, a patto di non sfiorare troppo la terra sennò o la velocità si riduce o ci si cappotta direttamente con relativa perdita di secondi preziosi; per il modello di guida, invece, è intuibile cosa cambia: premendo in basso si va in alto e viceversa, e in più è possibile destreggiarsi in alcune acrobazie per evitare i colpi dei piloti avversari. Per il resto il gameplay è quello classico sul filone inaugurato con successo da Mario Kart, compresi i vari oggetti con cui si potrà godere di un turbo, di qualche trappola da lasciare sul percorso, di esplosivi da lanciare ai piloti che ci precedono e via discorrendo.

Banjo Pilot vede un menu abbondante di modalità di gioco: si parte dalla solita serie di quattro coppe, da quattro gare ciascuna, che si slegano dalla routine con l'inserimento di un boss finale, necessariamente da battere se uno vuole portarsi a casa l'ambito trofeo; si passa poi ad altre varianti di trofei (quello di Gruntilda in cui i tracciati saranno alla rovescia, l'endurance in cui bisognerà correre tutto d'un fiato i sedici gran premi, e la coppa dei Jinjo formata da sei piste a random in cui sfideremo proprio i colorati esserini) e all'inedita modalità Jiggy Challenge, dove in ogni circuito ci sarà da recuperare i sei tasselli di puzzle ma, soprattutto, battere la talpa Bottles, che è la cosa più importante ai fini della vittoria. Per quello che riguarda il track design, un elemento di indiscutibile e fondamentale valore in un racing game, questo scimmiotta palesemente quello dei Mario Kart, prendendo pezzetti di pista qua e là e assemblandoli assieme per formare dei tracciati nuovi, il che non è propriamente un difetto per il semplice motivo che anche una banale 'copia' ha bisogno di un'attenta opera di rielaborazione, e il 'collage' imbastito da Rare può considerarsi efficiente. Il gioco è stato infine arricchito da una quantità generosa di extra da sbloccare, nella tana di Cheato, tramite i punti conquistati nelle varie competizioni (time trial compreso). Insomma, basta poco per accorgersi che già senza tener conto del multiplayer c'è davvero tanto da giocare, anche se è doveroso ammettere che rifarsi sempre i soliti gp, pur in salsa diversa e con obiettivi nuovi, ad un certo punto comincia ad annoiare.

Non desta alcuna perplessità la realizzazione della parte audio-visiva, e figuriamoci se poteva essere il contrario con un gioco di Rare, che al solito tira fuori sempre il meglio dagli hardware supportati. Che dire, grafica curata e di grande impatto calcolando l'intero insieme composto da personaggi, scenari e tutto ciò che passa su schermo, assenza totale di cali di frame-rate e uso eccellente delle abilità rotatorie e di 'scaling' offerte dal GBA in modo da rendere i movimenti, in primis quelli in curva, lineari e senza intoppi o difetti visivi. Il repertorio musicale è, invece, formato per lo più da motivetti estrapolati dal primo indimenticabile Banjo-Kazooie, a cominciare proprio dal fischiettoso tema principale, ed è stato ampliato con qualche traccia inedita, molto DK-style ad onor del vero, e da simpatici e ben realizzati effetti sonori.

Banjo Pilot è in fin dei conti un gioco più che riuscito per l'obiettivo, non facile, che si prepone. Certo, Mario Kart nella sua incarnazione a 32bit (Super Circuit) è ancora lontano, ma non così tanto come si potrebbe pensare così su due piedi: il racing 'mascottaro' confezionato da Rare è difatti l'unica vera alternativa, guardando a tutte le console, allo storico gioco di corse di Mario, dimostrando meritatamente di essere divertente, appassionante e costruito in maniera tale da garantire una bella longevità sia in singleplayer, grazie all'aggiunta dei Jiggy Challenge e alla valanga di materiale extra da sbloccare, che nel multiplayer, che si sa essere il piatto forte di questo tipo di giochi. Se cercate un'alternativa valida a Mario Kart che non sia la solita schifezzuola raffazzonata giusto per il cattivo gusto di emulare Nintendo ad ogni costo, allora Banjo Pilot è il gioco ideale per far 'decollare' i vostri Game Boy Advance.
Voto: 8/10