Nell'Estate 2006 il Game Boy Advance ha vissuto le sue ultime settimane di gloria, chiudendo quasi del tutto un ciclo di enormi successi e soddisfazioni. Proprio in quel periodo, in Giappone, Nintendo ha voluto rendere omaggio al suo mitico 32bit portatile e, prima di pubblicare Rhythm Tengoku (ultimo gioco della Grande N ad aver visto la luce su GBA), ha dato spazio ad una collana di giochi dal sapore squisitamente retrò, un bel salto nelle origini del videogioco. La bit Generations, in precedenza conosciuta col codename Digitylish, è una serie che annovera sette titoli, venduti ad un prezzo stracciato (2000 yen, ossia meno di 15 euro), dalla realizzazione tecnica essenziale e pulita, ma non per questo banale, anzi, dando grossa rilevanza allo stile e al design. Si tratta di concept tanto immediati e semplici quanto coinvolgenti, con una filosofia che ricorda i classici scacciapensieri. E, infatti, giocare un qualunque esponente della bit Generations trasmette una bella sensazione di relax e calma, nonostante il livello di sfida si faccia pian piano incandescente. La famiglia è composta, in ordine di apparizione sul mercato, da Dotstream, Boundish, Dialhex, Coloris, Orbital, Digidrive e Soundvoyager. Una release occidentale era stata inizialmente preventivata da parte di Nintendo, che registrò il marchio Digilux presso gli enti di rating americani ed europei, ma purtroppo l'intenzione non è stata successivamente assecondata dai fatti. La bit Generations ha conquistato, per forza di cose, lo status di reperto import.

Dialhex è un puzzle game parzialmente derivato dal Tetris, differendo dal capolavoro russo soprattutto per il sistema di controllo e per l'eliminazione dei 'blocchi'. Lo schema di gioco prende la forma di una griglia esagonale suddivisa in numerosissime piccole celle triangolari, nella quale dall'alto cadranno una alla volta delle gocce di vari colori, anch'esse triangolari; con sei di queste bisognerà comporre degli esagoni della stessa tinta. L'interazione avviene tramite un cursore esagonale in grado di spostarsi sull'intera superficie giocabile e 'bloccare' fino a sei gocce ruotandole a sinistra e a destra fino ad ottenere la combinazione desiderata. Occore grande velocità e un colpo d'occhio fulmineo nel valutare rapidamente i pezzi da spostare, specie quando lo stage comincia a riempirsi e il pericolo di perdere per intasamento si fa più concreto. E' anche vero che il bello arriva proprio quando si accumula un numero nutrito di triangolini. Il trucchetto sta tutto nel costruire esagoni nella parte bassa, cosa che alimenta la caduta delle gocce poste in alto. Se si ha un briciolo di fortuna, ciò comporterà l'eliminazione a catena di qualche altro esagono.

Tre sono le modalità presenti: 'solo', nel quale si dovranno eliminare sei esagoni per ognuno dei colori che mano a mano si aggiungeranno a partita in corso; 'endless' è il tradizionale game senza fine nel quale si punta ad eliminare il maggior numero di esagoni fino a quando non si perde; il 'multiplayer' supporta il cavo link e il wireless adapter del GBA, ma purtroppo obbliga i due giocatori a possedere la propria copia del gioco.

Dialhex è il classico esempio di puzzle game dalle meccaniche chiare e dirette che fanno sempre la differenza, anche in un contesto così leggero e sobrio come nel caso specifico della bit Generations. La filosofia essenziale e squisitamente minimalista di questa serie non fa altro che mettere in risalto il brillante gameplay del titolo Nintendo. Puro intrattenimento.
Giudizio: Ottimo