Lo avremo detto un miliardo di volte, ma anche in questa occasione non possiamo esimerci dal ripeterlo: l'abilità di Nintendo di saper mischiare le carte in tavola, con tanta disivoltura e senza mai commettere errori, è un 'dono' che in molti le invidiano. Anche questa volta il colpaccio è stato fatto, mettendo mano su un genere bollato come 'spacciato' e 'incapace di rinnovarsi', proprio quel platform tanto caro alla Casa di Mario per le perle consegnate nel corso della sua straordinaria e impeccabile storia e per il solito contributo generoso in materia di innovazione. DK: King of Swing per GBA è l'ennesima sfaccettatura del platform, un gioco che nella piena filosofia Nintendo è stato sviluppato attorno alla sperimentazione di controlli 'bizzarri' mai visto finora, che gli permettono come giusta conseguenza di far mostra di un gameplay geniale e godibilissimo. Siete tutti invitati alla spedizione di caccia per beccare quell'infamone di King K. Rool, una spedizione un tantinello diversa dal solito!

Come detto prima, l'esperienza di DK: King of Swing è tutta racchiusa nel concept dei controlli, imperniati sull'utilizzo dei grilletti L e R del GBA coi quali sarà possibile comandare lo scimmione Nintendo come se avessimo il potere di interagire direttamente con le sue braccia, più precisamente L con quello sinistro e R per quello destro. La pressione di uno dei grilletti equivale alla chiusura della mano corrispondente (quindi quando c'è un appiglio è essenziale per attaccarsi), mentre quando si rilascia il pulsante anche la relativa mano dello scimmione si aprirà mollando la presa, permettendogli di compiere un bel salto. Oltre a questo c'è da dire che quando ci si appiglierà ad una piattaforma con una sola mano, il nostro caro Donkey Kong comincerà a ruotare (in senso orario se la presa è con la mano sinistra, antiorario nel caso della mano destra) e dovremo sfoggiare un'abilità non da poco nel cogliere il momento giusto per saltare, soprattutto se ci si trova di fronte a piattaforme mobili e/o di dimensioni ridotte o a dei nemici che occludono il passaggio ad esse. Proprio in merito alle 'simpatiche creature' che abitano i livelli, molte delle quali vecchie conoscenze dei Donkey Kong Country, come i Kremling, le api giganti e gli zanzaroni, queste possono essere fatte fuori con un attacco rotante, che si ottiene premendo contemporaneamente L ed R per qualche secondo. E' un concept molto interessante ed unico che pecca però in immediatezza, necessitando quindi un apprendimento più lungo del dovuto anche perchè, come avete potuto capire, ci troviamo di fronte ad una tecnica che ha bisogno di molta coordinazione (nell'emulare la tipica arrampicata delle scimmie) e di movimenti precisi (nello specifico, ci riferiamo ai salti). I livelli sono arricchiti dalla presenza di diversi tipi di piattaforme e appigli, di manovelle da azionare grazie alla rotazione di DK o al suo peso in modo da aprire nuovi passaggi, di banane con le quali si potrà recuperare l'energia o usare per un breve lasso di tempo l'invincibilità, di sassi da lanciare ai nemici o per eliminare gli ostacoli che non permettono l'ingresso a nuove zone, di barili da distruggere per scoprire il loro contenuto e di tanti altri oggetti che arricchiscono una formula gustosa e ben assemblata. DK: King of Swing è potenzialmente un 'platform a 360 gradi' visto che, struttura e design dei livelli a parte (per lo più costruiti in altezza con tortuosi percorsi), ci si può muovere in tutte le direzioni sfruttando per l'appunto la rotazione dello scimmione in sede di appiglio. Una gran bella idea che piace e convince perchè assecondata da un ottimo level design che dà libero sfogo a questo strambo gameplay.

L'unico vero neo della produzione degli esordienti Paon è la longevità dell'avventura principale, composta da appena cinque mondi di quattro livelli ciascuno, più relativi boss. Certo, sul lungo andare il gioco si farà parecchio tosto ma il semplice completamento dei livelli è una pratica alla portata di tutti, anche se non mancano dei frangenti che richiedono un maggiore sforzo, e uno smanettamento 'disumano', per essere superati. Proprio sui cosiddetti 'mostri finali' vale la pena tessere qualche altra lode. E' vero, sono appena cinque (quindi per forza di cose hanno concentrato tutti gli sforzi del team), ma ognuno di questi è alimentato da un meccanismo diverso, sempre stimolante e appagante, che sfrutta in pieno le peculiarità del gameplay del gioco e le abilità a disposizione di DK, quasi una sorta di riassunto di ciò che di nuovo si è imparato fino a quel momento Come parte multiplayer, che completa il pacchetto del gioco, troviamo le Forestiadi, competizioni di vario tipo (gare a tema tra scalate e battaglie) che mostrano il meglio di sè proprio quando si giocano in compagnia di altri amici.

Anche dal punto di vista tecnico DK: King of Swing si difende bene. Il gioco propone uno stile grafico 'cartoonoso' derivato direttamente da quello in simil computer grafica dei Donkey Kong Country, una scelta giustificata dal fatto di renderlo più spassoso e sfizioso da vedere (a cominciare dall'orgia di colori che invade lo schermo e dalle animazioni dei personaggi), e il risultato in questo senso è veramente ottimo e riuscito su tutta la linea. Non delude nemmeno la parte sonora, benchè questa non sia il top della qualità, ma quello che deve fare, ossia svolgere al meglio il suo ruolo di accompagnamento, lo fa senza incertezze. Un plauso però va agli effetti sonori, simpatici e divertenti.

Alla insindacabile prova dei fatti DK: King of Swing spazza via le incertezze di un'apparenza forse un po' troppo gracile e offre, a sorpresa e con disinvoltura, una gran bella razione di originalità e divertimento, un'opera che assume maggior valore perchè rappresenta il lato nascosto di un genere, quello dei platform, che solo con dedizione, applicazione e ricerca può sbandierare pesanti novità, e questo Nintendo lo sa bene essendo l'unica al momento in grado di segnare una svolta e mandare segnali di una rinascita attesa come non mai. Questo nuovo DK si prende con la forza un posto d'onore tra i must assoluti della ludoteca GBA: è un gioco che ogni vero amante del platform, ma anche ogni vero videogiocatore che si consideri tale, ha l'obbligo di giocare, un gioiello che vi farà passare tante ore in allegria non senza sorprendervi grazie alla sua classe. Complimenti ai ragazzi di Paon, che non potevano scegliere modo migliore per presentarsi!
Voto: 9/10