Il nome del game designer Ken Sugimori è balzato agli onori della cronaca videoludica negli ultimi dieci anni scatenando quello che è stato definito il successo commerciale più rilevante degli anni '90: è proprio lui che ha dato il 'la' ai Pokémon, ancora oggi sulla cresta più alta dell'onda senza subire alcun contraccolpo dovuto al passare del tempo, un fenomeno che invece di calare aumenta la sua 'potenza' mediatica. Dopo due eoni, una folta schiera di episodi dedicati ai famosi mostriciattoli e relativa montagna di soldi intascata, finalmente il buon Ken e i suoi Game Freak si sono lanciati in nuovo progetto inedito esclusivo per Game Boy Advance, tale Drill Dozer. D'altronde, non di soli pokemon si vive...

Drill Dozer riprende parzialmente il concept adottato dagli storici action game bidimensionali (picchiaduro a scorrimento come Final Fight e sparatutto alla Metal Slug, per intenderci) che formentavano la scena nella generazione del Super Nintendo, un genere sopravvissuto parzialmente ancora oggi grazie a pochi esponenti dal valore, purtroppo, non sempre di primo livello. Solo che qui, invece di impersonare un lottatore figo che va in giro a scazzottare la gente o un soldato munito di un super-bazooka per far fuori le truppe nemiche, vestiamo i panni di una bimbetta ladra a caccia di tesori al comando di... una trivella. Proprio così, una trivella con tre gradi di potenza (che vanno attivati in ogni stage) con la quale sfonderete muri e ostacoli che bloccheranno il percorso, attraverserete tortuosi tunnel, combatterete i nemici, sviterete bulloni e attiverete meccanismi di ogni tipo, giusto per citare le azioni principali. Prima di addentrarci nel discorso gameplay, è importante citare una caratteristica chiave di Drill Dozer: la sua cartuccia, visibilmente più grande rispetto a quelle usate di solito per 'confezionare' i giochi per GBA, include il rumble pack, che riproduce le vibrazioni e gli scossoni causati dall'utilizzo della trivella; così da chiarirlo subito, l'uso di questa caratteristica hardware è eccezionale.

Come detto in precedenza, il lavoro dei Game Freak è un action 2D dalla formula classica che punta tutto proprio sulla novità del mezzo che si comanda e sull'effetto rumble per aumentare l'immedesimazione. Il gameplay svolge il suo incarico alla perfezione e si trova completamente a suo agio per la bellezza del level design, particolarmente ricercato in certi frangenti e ricco di sorprese, oltre che vario. Ma non mancano i puzzle (la gran parte dei quali piuttosto banali e di facile risoluzione, a voler essere sinceri), così come una forte, e avvincente, componente platform che vi metterà alla prova richiedendo di applicare minuziosamente tutto il bagaglio di tecniche (sempre legate alla trivella) imparate nel corso dell'avventura; ciò si traduce in situazioni toste che richiamano alla mente il platform dueddì vecchia scuola, quello dove i movimenti millimetrici, e i salti nello specifico, sono una prerogativa fondamentale per poter proseguire. Il più piccolo errore di calcolo può costare caro, sia nell'ottica di dover ripetere dall'inizio una lunga serie di piattaforme sia cadendo nel vuoto dovendo ricominciare quella porzione di livello.

Durante il gioco, distruggendo muri e ostacoli o eliminando i nemici, si otterranno dei chip che possono essere spesi tra uno stage e l'altro per rinvigorire vari elementi del vostro mezzo (celle di energia e trivella più forte così da poter frantumare blocchi più possenti e resistenti) o per sbloccare alcuni livelli bonus (dalla difficoltà a tratti frustrante). Riguardo proprio al potenziamento della trivella, questo consente di accedere a nuovi passaggi in tutti i livelli, così da scoprire una pletora di segreti e tesori. Si tratta di un palese tentativo di backtracking che non risolve la magagna più clamorosa del titolo dei Game Freak, vale a dire la longevità: Drill Dozer dura un soffio, il che vi obbliga a giocarlo a piccole razioni onde evitare di consumarlo in poco tempo. Vista l'ottima struttura di gioco, e alla sua capacità di proporre situazioni sempre diverse e interessanti, almeno altri due/tre scenari erano d'obbligo per colmare questo vuoto, e indubbiamente si poteva fare molto di più. Grafica nella norma (un 2D onesto), sonoro alla lunga stancante e tedioso.

Concettualmente Drill Dozer è un titolo di indubbio interesse, dotato di un gameplay accattivante che ripesca dal passato e si adatta perfettamente al presente, di un level design studiato nei minimi dettagli e di una struttura di gioco che si propone di restare godibile dal primo all'ultimo livello senza però rinunciare alla varietà e alla 'complessità'. Il difetto più grosso? La produzione dei Game Freak si ritrova a dover fare i conti con una longevità ridotta all'osso, in pratica finisce proprio nel momento migliore in cui pensate che il bello debba ancora arrivare, e nemmeno l'onesto tentativo di renderlo rigiocabile col solo scopo di recuperare tutti i tesori basta per sopperire a questa grave lacuna. La speranza per il futuro è che un concept così non cada nel dimenticatoio.
Voto: 7.5/10