Siamo nel lontano 1984 e l'allora emergente Ultimate: Play the Game, che diventerà poi la ben più nota Rare, spara tra le sue cartucce Sabre Wulf, un platform molto sfizioso che all'epoca riuscì a conquistarsi una bella fetta di sostenitori sia per la sua generosa qualità che per la marea di schifezze che usciva sui computer dell'epoca. I personaggi di quel gioco erano il giovane esploratore Sabreman e il suo nemico Sabre Wulf, un lupo schizofrenico dal quale bisognava strappar via i tesori che aveva rubato qua e là in giro per il mondo. Pur col passare degli anni, queste due figure hanno continuato ad eleggiare nell'immaginario collettivo, con la speranza che prima o poi Rare proponesse un seguito di quella avventura... siccome la 'speranza è dura a morire', l'ex partner di Nintendo non è rimasta impassibile di fronte alla valanga di richieste ricevute e alla fine ha resuscitato Sabreman e Sabre Wulf per una nuova avventura sviluppata in esclusiva su Game Boy Advance. Il lupo avrà perso il pelo ma non il vizio? E quella birichina di Rare, che spesso di scherzi brutti ne ha fatti, come si sarà comportata questa volta?

Prima di tutto occorre chiarire che Sabre Wulf per GBA non è, a dispetto di quanto ritenuto e scritto da molti, il remake del gioco uscito più di venti anni fa, perchè si tratta invece del suo seguito naturale dotato di una logica connessione temporale: Sabreman, dopo aver sconfitto e rinchiuso Sabre Wulf in una statua protetta da un talismano magico, viene richiamato a quasi vent'anni di distanza perchè qualcuno (al secolo tale Dr Doolittle-Goode) ha rotto il sigillo liberando nuovamente il malefico lupo, che ora si aggira nel villaggio, e nei suoi dintorni, rubando oggetti e tesori e scatenando il terrore più totale tra la gente. Il vecchio Sabreman ha ormai una certa età (i quattri lustri sono passati anche per lui, eh) ed è già tanto che riesca a correre e zompettare come un giovincello, anche se il coraggio e la gagliardia del bravo esploratore sono sempre lì. La sua missione non è facile: ritrovare gli otto pezzi dell'amuleto in modo da rinchiudere Sabre Wulf nella sua statua e domarlo una volta per tutte. Il gioco è sostanzialmente un platform dalla struttura atipica, quindi non aspettatevi di dover far bella mostra solo delle vostre abilità di saltatori e velocisti. Difatti l'azione si avvale di un'indispensabile componente strategica/puzzle rappresentata dall'uso di strane creature senza le quali sarebbe impossibile riuscire a proseguire nei livelli. In pratica questi 'mostri', la cui quantità trasportabile varia a seconda del singolo essere (di alcuni se ne possono avere cinque, altri quattro), sopperiscono alle carenze di Sabreman che, un po' come il primo Mario di Donkey Kong, sa per l'appunto solo saltare e correre, senza avere nessuna arma a sua disposizione. Le creature che possono essere 'collezionate', sia trovandole negli stessi livelli o comprandole nella bancarella del buon Cookie, sono numerose e ognuna di queste ha uno scopo diverso (c'è per esempio il bigfoot che prende a calci nemici e cose, lo sticky che le blocca, il serpente che funge da piattaforma, la piuma da fenice che vi renderà invulnerabili per pochi secondi, e così via); inoltre queste possono essere utilizzate chiaramente una alla volta e finchè le scorte ve lo permettono: si preme il pulsante B, si sceglie il mostro e poi si decide dove posizionarlo. C'è da sottolineare come la libertà di utilizzo delle creature sia quasi totale, ogni situazione non vi impone di dover per forza sfruttare 'quella' creatura o quell'altra, assolutamente, siete liberi di agire come meglio preferite, 'costruendovi' da soli la strada verso Sabre Wulf e godendo di un level design veramente ottimo e pieno di trovate geniali.

La stramberia del gameplay, oltre all'implementazione dei mostri, tocca da vicino anche lo stesso svolgimento dei livelli, che possono essere divisi in due fasi distinte ma che sono un tuttuno: la prima è quella di arrivare fino alla tana del lupo per recuperare ciò che la bestia ha sottratto agli abitanti del villaggio, con la molteplici possibilità offerte dalle creature, la seconda è invece una sorta di 'viaggio di ritorno' per tornare all'inizio del livello ma con Sabre Wulf, invincibile e assatanato, alle calcagna pronto a farci fuori e senza poter usufruire dei nostri 'magici' alleati; solo quando rientreremo nella nostra tenda col 'bottino', il livello potrà dirsi completato. Il gioco è suddiviso in otto zone a tema, con quell'impronta tipica degli scenari di Indiana Jones e delle location che profumano di archeologia ma con in più quel tocco di magia, da perlustrare prima in superficie, per la ricerca dei numerosi segreti e per fare due chiacchiere con i personaggi del posto che, mai soddisfatti, vi affideranno delle subquest, e poi per la ricerca delle buche dove l'infame lupo blu si è rifugiato col suo bottino; entrando in esse, ovviamente, si accede ai singoli livelli. Completati tutti gli stage vi si aprirà la porta del laboratorio del perfido Doolittle-Goode presente nell'area che state esplorando: la 'tana' del dottore è una sorta di quadro finale, disegnato in verticale (quindi in salita), nel quale bisognerà raggiungere l'uscita (da 'attivare' prima trovando i tre pulsanti rossi), superando l'abbondanza di nemici e marchingegni di infame natura. Il premio per aver raggiunto il traguardo è un pezzo di amuleto.

Come al solito Rare non delude nemmeno nella realizzazione tecnica, confermando la sua nomea di 'strizza-hardware' per eccellenza. Sabre Wulf tira fuori il meglio dal fido GBA come pochi titoli sono riusciti a fare nell'intero ciclo vitale della console, per un risultato qualitativamente eccezionale: grafica sublime, curata all'inverosimile e senza alcun difetto, che si avvale della stessa tecnica utilizzata con successo nei Donkey Kong Country; stesso discorso per la parte audio, che trabocca di quello stile Rare fatto di musiche evocative e buffi effetti sonori, come le voci dei personaggi riprodotti a mò di mugugni. Nonostante le limitazioni offerte dal 32bit Nintendo, la casa britannica ha fatto ugualmente un lavoro perfetto.

La modernizzazione dopo anni di attesa di questo storico brand Rare è in definitiva un altro bel titolo da avere su GBA. Sabre Wulf è un gioco divertente, intrigante e con la giusta dose di sfida grazie ad un gameplay insolito e architettato sapientemente con la gestione delle creature alle quali viene affidato il compito di agevolare il completamento dei livelli e di 'enfatizzare' la bontà del level design. Insomma, per chi ama i platform è tutto grasso che cola e le sorprese non mancano di certo, per un gioco mai banale e scontato. La caccia al lupo può avere inizio!
Voto: 8.5/10