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Chibi-Robo!

 

Sviluppatore: Skip

Publisher: Nintendo

Genere: Action/Adventure

Giocatori: 1

Console: GameCube

Anno: 2005

» Review

Il piccolo Cubetto non ha di certo avuto un'esistenza facile. Fin troppe volte bistrattato con superficialità (spesso senza una base critica valida), il 128bit Nintendo è comunque riuscito a farsi valere regalandoci dei giochi dalla bellezza unica e delle perle di inestimabile qualità. Chibi-Robo!, che andremo ad analizzare in questa recensione, rientra a pieno titolo nella seconda categoria citata, quella dei gioielli che non ti aspetti e sui quali non ci avresti scommesso nemmeno due lire. Il secondo titolo della piccola casa Skip (l'altro, sempre per Cubo, è Giftpia, mai arrivato qui da noi) ha avuto uno sviluppo tribolato che se non avesse visto il provvidenziale intervento di Nintendo, che ne ha fiutato il potenziale, non solo non si sarebbe fatto apprezzare in Occidente ma non avrebbe mai visto la luce. Per fortuna, al contrario di quanto successo con altri giochi, non ci siamo ritrovati l'ennesimo titolo da rimpiangere e Chibi-Robo! è una realtà per i nostri GameCube... ne sarà valsa la pena?

 

I Chibi-Robo sono dei piccoli robottini il cui scopo è quello di rendere più semplice e felice la vita delle persone. Fanno di tutto: raccolgono la spazzatura che c'è in giro per la casa, smacchiano il pavimento, danno da mangiare ai pesciolini, piantano fiori e molto altro ancora... ed in cambio di tutto questo ricevono dai loro padroni dei punti 'cuore' che gli permettono di salire di livello aumentando le prestazioni. Protagonista di questa storia è la squattrinata famiglia Sanderson che, nonostante le difficoltà finanziarie, regala un Chibi-Robo alla sua bimba, Jenny, in occasione del suo ottavo compleanno. Tale regalo manda però su tutte le furie la signora Sanderson, che non ne può più degli acquisti pazzi del marito, disoccupato, e del fatto che questi non dà alcuna mano nelle faccende di casa, pensando solo a guardare la tv standosene spaparanzato sul divano e a mangiare a sbafo, senza preoccuparsi dello stato d'animo della moglie e della figlia. E la figliola, anch'essa afflitta da un problema: pensa di essere una rana. Il nostro Chibi si ritrova quindi in un ambiente familiare parecchio in subbuglio dove, oltre ai vari compiti descritti prima, dovrà cercare di portare un po' di serenità e tanta felicità (elemento cardine dell'intero gioco) non solo grazie alle sue azioni ma intrattenendo, anche con una semplice chiacchierata, i vari componenti della famiglia per risollevare il loro morale.

 

Chibi-Robo! è un action/adventure spudoraramente atipico  costruito, a regola d'arte, sull'esplorazione di questa immensa casa (anche perchè tutto sembra avere delle dimensione abnormi se confronti ai 20 centimetri d'altezza del nostro Chibi), facendovi sentire protagonisti di un qualcosa che si avvicina a pellicole storiche come Toy Story della Disney/Pixar. La magione è formata da un tot di stanze non tutte accessibili fin dal primo momento ma che vengono sbloccate man mano che si completano le missioni (delle quali parleremo dopo) o parlando con qualche personaggio o ancora acquisendo delle nuove abilità. Ogni camera è grandissima e arredata con uno stile proprio, e contiene anche svariati punti segreti che possono essere scovati solo con un'attenta visita, senza contare le parti sopra-elevate (mensole, nicchie, ripiani di ogni sorta e quant'altro) non di certo facili da raggiungere se non arrampicandosi su più mobili (sfruttando fili penzoloni, aprendo i cassetti formando delle gradinate o con altri sistemi) o usando qualcuno dei mezzi a nostra disposizione, dei gadget molto sfiziosi e geniali. La roba da fare, come è facile immaginare, è tanta, tantissima, perchè non c'è solo da tener conto delle azioni già descritte in fase di introduzione, ma anche della valanga di interazioni con i personaggi che popolano la casa. Oltre ai tre membri della famiglia Sanderson, più il loro cane Tao, l'abitazione è ricca di personaggi secondari, talvolta estremamente bizzarri. Come il supereroe giocattolo Capitan Drago, uno che fa ridere solo a guardarlo e che tenta di fare discorsi seri sulla giustizia ma che strappa risate a crepapelle; l'esercito di Teste d'Uova che deve vendicare la cattura di uno dei suoi soldati da parte di Tao; un pirata fallito relegato alla cantina nell'attesa di tornare a caccia del suo tesoro; l'orsetto inpossessato che ha bisogno di mangiare nettare sennò sfascia tutto, e via via tutti gli altri, tra giocattoli parlanti, animaletti chiacchieroni e flora zuzzurellona. Questa presenza corposa di figure strambe e improbabili fa sì che Chibi-Robo! sia pieno di subquest che contribuiscono ad arricchire la trama principale e a mettere in mostra tutti gli aspetti caratteriali di ogni singolo protagonista, andando così a toccare situazioni di ogni tipo, soprattutto dal punto di vista emotivo. Ci saranno parti assolutamente demenziali, altre divertenti e simpatiche, ma anche 'storie' più tenere e dolci o addirittura tristi e angosciose che lasciano un po' di amarognolo in bocca. Bisogna anche tener conto che, vista la spaccatura della giornata in due parte distinte (dì e notte), alcuni personaggi, con relativi incarichi da affidarci, si potranno incontrare solo nell'una o nell'altra metà del giorno. Un merito importante che hanno queste subquest, organizzate molto bene e tutte veramente godibilissime, è quello di saper spezzare saggiamente il ritmo abituale del gioco, ma allo stesso tempo ne rappresentano l'anima portante conferendogli personalità e profondità. Insomma, senza di loro Chibi-Robo! sarebbe stato alquanto scialbo e con un senso di imcompletezza parecchio pesante. Se si pensa quindi ad un'evoluzione lineare della storia ci si sbaglia di grosso: il secondo gioiello Skip permette di muoversi e agire come meglio si preferisce e con una libertà d'azione non totale ma con un discreto grado di personalizzazione.

 

L'obiettivo principale del gioco è quello di scalare la classifica dei migliori Chibi-Robo per conquistarne la prima posizione. Tutto questo come si fa? Parlavamo all'inizio dei punti 'cuore'. Questi sono la ricompensa alle nostre buone azioni e vanno a formare il punteggio che ci permetterà di guadagnare posizioni su posizioni nella graduatoria dei migliori robottini del pianeta. Ogni qualvolta che ci sarà un avanzamento verremo premiati con un upgrade della batteria. Eh si, la vita di un robottino non è per niente facile, soprattutto nei primissimi giorni quando la sua autonomia è piuttosto limitata, costringendolo ad interrompere le sue mansioni per trovare una presa della corrente e ricaricarsi, cosa che permette altresì di salvare il gioco senza aspettare la fine della (mezza)giornata. Ma la ricompensa è fatta anche di monete, che comunque possono essere trovate setacciando la casa in lungo e in largo: queste permettono di comprare vari oggetti, oltre a quelli che recuperemo sul 'campo' o che ci verranno regalati come premio per l'ottimo lavoro svolto, e potenziamenti di ogni tipo che ci semplificheranno parecchio la nostra vita piccina, soprattutto per raggiungere senza impedimenti i posti più angusti delle stanze. Un altro aiuto che ci viene offerto in tal senso è rappresentato dagli Elettrobox, dei cabinati che fungono da scale, ponti e teletrasporti e che si sbloccano trasformando la ferraglia recuperata girando la casa. Più che recuperata è meglio dire 'guadagnata', perchè l'unico modo per ottenere questi ferrivecchi da riciclare è quello di eliminare, usando la nostra chibi-traglia (una sorta di pistola laser), i ragni meccanici che di tanto in tanto cercheranno di assalirci sbucando fuori dal nulla. Alla fine questi parti sono le uniche che possono definirsi puramente action-oriented e servono più che altro a movimentare il ritmo del gioco nelle giuste dosi (infatti vi capiterà di incontrare i suddetti nemici poche volte nell'arco dell'intera giornata).

 

Il gioco si difende alla grande anche sul lato tecnico. Seppur non brillando per la quantità spropositata di poligoni e per l'alto livello di dettaglio, il comparto grafico è una delizia da vedere, per lo stile allegro, per le bellissime animazioni dei personaggi (in primis quelle del piccolo Chibi) e, soprattutto, per la cura indiscutibile con cui sono stati realizzate tutte le ambientazioni, gli oggetti e i personaggi che compongono, addobbano e popolano la casa. Lo stesso discorso vale anche per l'accompagnamento audio e, in particolar modo, per gli effetti sonori, principalmente quelli che enfatizzano i passettini e i movimenti di Chibi e che variano a seconda della superficie su cui si sta camminando/muovendo o dell'oggetto con cui si sta interagendo, cosa che sembra ripresa pari pari da un cartone animato o da un film comico. Ma l'intera qualità del sonoro è puntata senza ombra di dubbio verso l'alto ed è completata dalle ottime musiche che contribuiscono a creare la giusta atmosfera e a mettere in risalto la felicità o la tristezza di ogni situazione. Una lode se la merita anche il sistema di controllo, ottimizzato molto bene, facile da assimilare, funzionale al massimo, e altro punto essenziale per poter vivere al meglio l'esperienza di gioco offerta da Chibi-Robo!.

 

Inutile girarci attorno perchè è impossibile farlo: Chibi-Robo! è proprio una lieta sorpresa. Non pensavamo assolutamente che potesse essere un gioco così bello nella sua semplicità, capace di catturarti in un battibaleno e di trasportarti per magia all'interno di questa casa per vivere in prima persona tutte le storie che prendono luogo al suo interno. Tenero, demenziale, spassoso e godibilissimo, con un gameplay immediato e funzionale ed un cast di personaggi che, scommettiamo, ha iniziato il suo processo per entrare a far parte dell'universo Nintendo. Chibi-Robo! è semplicemente una perla dal valore unico che va giocata e apprezzata a tutti i costi e che merita, grazie alla sua meravigliosa 'ricetta' che lo differenzia dalla stragrande maggioranza delle produzioni attuali, di essere inserita in quella categoria di giochi che compongono la 'sacra' famiglia della Nintendo Difference.

 

 

Voto: 8.5/10

 

© 2005 Fabio Foria/PlanetNintendo.it - Tutti i diritti riservati

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So Little, So Useful!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

22 Giugno 2006