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Doshin the Giant

[JAP_ Kyojin no Doshin]

 

Sviluppatore: Param/Nintendo

Publisher: Nintendo

Genere: Simulazione/Avventura

Giocatori: 1

Console: GameCube

Anno: 2002 (solo Giappone ed Europa)

» Review

Doshin the Giant affonda le sue radici nello sfortunato 64DD, l'add-on per Nintendo 64 che doveva rinvigorire ed allungare la vita del glorioso 64bit di Nintendo. L'uscita di questa espansione non fu di certo entusiasmante, venne rilasciata giusto per non sprecare tanti anni di lavoro e sviluppo, anche se tutti erano consci che il nuvolone del flop lo avrebbe bersagliato con un forte temporale. Eppure c'era un personaggio che ci credeva, era sicurissimo del successo del 64DD e della sua 'conquista del mondo': il tipo in questione è l'eccentrico Kazutoshi Iida, che realizzò Doshin the Giant sul 64DD tutto da solo col suo piccolo team di sei baldi giovani, programmandone anche una storyline suddivisa in capitoli da scaricare grazie al servizio internet, mai andato in porto, dell'add-on per Nintendo 64. Alla fine Doshin fu uno dei pochissimi giochi (nel vero senso della parola) per il 64DD e visto che comunque si trattò di un prodotto interessante, dal concept 'artistico' come ammesso dallo stesso Iida, Nintendo ha optato per riproporlo su GameCube dandogli maggiore visibilità e migliorandolo in quegli aspetti che nella sua prima edizione non erano stati particolarmente curati.

 

Prima di tutto è già un'opera non semplice inquadrare Doshin the Giant in un genere preciso. E' un'avventura, ma anche una simulazione, un manageriale ed uno strategico. Già la molteplicità di definizioni vi può far capire che si tratta di un gioco molto particolare, dal gameplay vario, per certi versi complesso ma comunque di facile assimilazione. Passiamo ad analizzare la storia e la meccanica di Doshin: sull'isola di Baraudo si narra la leggenda di un gigante che ogni giorno appare all'alba per scomparire nel nulla al tramonto. Il suo compito è quello di servire gli abitanti dell'isola e soddisfare le loro richieste, cercando di rispettare gli obiettivi segnati dall'Agenda di Sodoru. I 'desideri' degli autoctoni sono rappresentati con una nuvoletta stile fumetto con all'interno il disegnino dell'oggetto a cui fare riferimento: tra i più frequenti troviamo il livellamento del terreno e lo spostamento di alberi (che fungono anche da 'dispenser' di linfa vitale per la terra) e piante varie. Su questo aspetto bisogna però aprire una parentesi, annotando il fatto che spesso l'intelligenza artificiale dei 'simpatici' omettini sia parecchio instabile e con continui controsensi. Esempio pratico: dicono di spostare l'albero vicino alla casetta, lo fai, ma dopo vogliono che venga rimosso per poi cambiare nuovamente idea, e così all'infinito. Insomma, un problemino che dà parecchio fastidio. Come ricompensa per la vostra opera buona vi verrà elargito un cuore; raggiunto un determinato numero di cuori (che potrete vedere attorno allo schermo quasi come una cornice) l'altezza del buon Doshin aumenterà.

 

Lo scopo principale del gioco è di riuscire a costruire i 16 monumenti previsti dall'Agenda, che saranno poi aggiunti nella vostra lista degli obiettivi completati solo se nelle loro vicinanze verrà posto un fiore magico, che comparirà quando Doshin avrà raggiunto un'altezza ragguardevole. Bisogna comunque tener conto che la costruzione di un monumento è una diretta conseguenza dell'allargamento del villaggio e dell'aumento della popolazione, quindi prima questo procedimento si attua prima avrete il vostro bel monumento.

 

L'arte di questo gioco, come la voleva intendere Iida, ruota attorno al conflitto bene/male. Premendo il dorsale L infatti assisterete alla trasformazione di Doshin in Yashin, gigante cattivo. Yashin non effettuerà tutte le azioni benevole del suo alter ego pacioccoso, ma potrà solo diffondere morte, terrore e distruzione, lanciando palle di fuoco e creando terremoti letali ad ogni suo salto. Per questo tipo di comportamento anzichè ricevere cuori di apprezzamento si otterranno teschi di odio (che sono sicuramente più facili e veloci da ottenere). La scelta tra Doshin e Yashin è dettata non da una semplice preferenza personale bensì dal fatto di trovare il perfetto equilibrio tra le due parti, che giocano un ruolo importante a seconda delle varie situazioni.

 

Sono quattro le tribù presenti in questo vasto mondo, ognuna rappresentata da un determinato colore (rosso, blu, giallo e verde). Proprio con l'evoluzione quotidiana e con l'espandersi di ognuna di queste, verrà poi il giorno in cui queste popolazioni entreranno in contatto tra loro. Saranno approcci amichevoli, ma anche bellici in cui il buon Doshin (o il cattivo Yashin) farà da vero e proprio arbitro potendo decidere con i suoi potenti mezzi se avvantaggiare una tribù o l'altra o lasciare che siano direttamente i 'piccoli' omini a giocarsi la partita. Ma gli imprevisti di questo 'micro cosmo' sono pure naturali, come eruzioni vulcaniche e violenti tornadi, e soprannaturali, come l'apparizione di alcuni demoni pronti ad abbattere la loro ira sui poveri abitanti dei villaggi. Sta a voi, anche in queste altre situazioni, decidere se prendere le parti di qualcuno o lasciare che gli eventi procedano inesorabili senza alcun intervento provvedenziale.

 

Dal punto di vista tecnico Doshin the Giant se la cavicchia abbastanza bene. Graficamente siamo su livelli più che accettabili, di certo non è un prodotto che vuole fare colpo per la bellezza visiva, ma nonostante l'assenza di un dettaglio incredibilmente elevato è molto carino da vedere. Sonoro anch'esso nella media, musiche decisamente azzeccate al contesto ed effetti molto simpatici.

 

Vale la pena ricordare come Doshin the Giant sia in assoluto il primo gioco Nintendo localizzato in italiano anche per quello che riguarda i dialoghi. Si tratta di un esordio poco felice vista la qualità finale del doppiaggio, entrambe le voci (quella maschile e femminile) non convincono e sono prive di enfasi o comunque di quel senso di coinvolgimento da formare un tuttuno col gioco. Ma è un problema generale che tocca gli stessi testi, tradotti abbastanza banalmente con periodi formati per lo più dalle stesse parole ripetute fino allo svenimento. Conclusione: la cura riposta nell'intero procedimento di localizzazione è stata piuttosto scialba, forse perchè era un esperimento, forse perchè già si sapeva che non sarebbe stata una hit. Tesi avvalorata dal fatto che pure nelle altre lingue europee la situazione è pressochè identica e scadente.

 

Doshin the Giant è un prodotto controverso. Può piacere o non può piacere, può stuzzicare la vostra curiosità oppure no, può acchiapparvi con una forza inaudita oppure no, ma è inevitabile porsi questi dubbi quando si parla di un gioco così atipico ed unico la cui sola colpa è la mancanza di quell'immediatezza necessaria per farsi amare fin dalle prime battute. Se vi armate di tanta pazienza vi ritroverete tra le mani un prodotto di alto livello e di immensa originalità (e anche longevità) per un'esperienza molto difficile da rintracciare in altre produzioni. Dategli una chance...

 

 

Voto: 7/10

 

© 2005 Fabio Foria/PlanetNintendo.it - Tutti i diritti riservati

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24 Febbraio 2006