» Game Info

Killer7

 

Sviluppatore: Production Studio 4/Grasshopper Manufacture

Publisher: Capcom

Genere: Adventure/Action

Giocatori: 1

Console: GameCube

Anno: 2005

» Review

Ci sono voluti quasi tre anni, tanto è il tempo trascorso dall'annuncio del gioco in quel Novembre 2002 fino alla sua uscita, per poter mettere le mani sul thriller/noir game Killer7, uno di quei titoli che lascia indubbiamente il segno, d’altronde basta semplicemente guardarlo, è qualcosa che non si vede tutti i giorni. Lo sapeva pure quel 'pazzoide', nel senso buono ovviamente, di Mikami che, conscio di avere tra le mani un progetto tanto affascinante quanto insidioso nella realizzazione, non ha voluto correre rischi, si è preso tutto il tempo che gli serviva, lo avrà sicuramente riscritto da zero più di una volta, ma alla fine ha finalmente trovato l’idea giusta per rendere Killer7 un gioco davvero particolare.

 

Proprio nella quasi infinita attesa, accompagnata da lunghi momenti di silenzio che spesso hanno fatto temere in una possibile cancellazione dell’opera Capcom, non si è mai riuscita a cogliere la precisa tipologia di gioco di Killer7. Nasce sicuramente come un action puro, ma forse temendo di farlo diventare uno di quei soliti giochi d’azione con la semplice aggiunta di una grafica 'insolita', si è preferito cambiarlo puntando su altre vie, molto interessanti, anche se resta comunque il fatto che a guardarlo sembra sempre un action, ma giocandolo ci si rende conto che non è proprio così. Infatti Killer7 è un'avventura grafica, con una meccanica di gioco riveduta e ‘ampliata’ rispetto ai classici del genere. Cominciamo a parlare dell’esplorazione che, al contrario delle classiche avventure dove c'è la totale, o quasi libertà, di movimento, si articola su binari fissi interrotti poi da bivi in cui, scegliendo la nuova direzione, ci si incanala in ulteriori percorsi che portano ad altre stanze, scale o corridoi. A parole sembra che questa struttura rigida sia abbastanza sofisticata, ma non è assolutamente così, anzi, permette di focalizzare l’attenzione del giocatore direttamente sulle zone in cui c'è realmente qualcosa da fare, evitando di andare a zonzo in punti morti dei vari livelli. Chiaramente il proseguo nell’avventura è legato anche e soprattutto alla risoluzione di numerosi enigmi, la maggior parte delle volte pensati per essere risolti grazie alle abilità speciali di una delle nostre sei identità (Garcian Smith, la settima, serve prettamente per recuperare e far resuscitare le personalità che moriranno durante il gioco), oltre che con gli oggetti raccolti.

 

Si esplora, si risolvono enigmi, si parla con altri personaggi (e che personaggi!) per ottenere preziose informazioni, tutto secondo le 'regole', ma ovviamente Killer7 non è solo questo. L’avventura è intervallata da brevi sessioni action, oltre a quelle nelle fasi finali dei livelli col consueto boss da sconfiggere (e anche qui l'imprevedibilità la fa da padrona), dove avremo a che fare con i vari esponenti della 'famiglia' Smile. Non si tratta assolutamente di un diversivo per rendere più vario il gioco, bensì di un aspetto molto importante che contribuirà al potenziamento dei nostri killer. Quando durante il tragitto sentiremo una mefistofelica risata, premendo il dorsale L passeremo alla visuale in prima persona, necessaria per poter dispensare un po' di piombo. I nemici, che potremo uccidere sia colpendoli in ogni dove o scannerizzando il loro punto debole, ci forniranno del sangue da utilizzare poi nella blood room (presente nella televisione delle Harman’s Room) per ottenere del siero, quest’ultimo fondamentale per far salire di livello le abilità dei personaggi e ottenere così nuovi poteri e mosse speciali.

 

E poi come non parlare del bellissimo stile grafico? Per la prima volta in assoluto il cel-shading viene applicato per rappresentazioni poco soft che spezzano completamente con l’utilizzo tradizionale di questa tecnica che solo in pochi hanno saputo adottare. Gli elementi cardine di Killer7, come follia e violenza, sono messi così in assoluta evidenza, mostrandosi come mai era successo in produzioni passate. In effetti chi avrebbe mai pensato di vedere, giusto per citare una delle chicche del gioco, il sangue fatto con centinaia di pallini rossi che invadono lo schermo? Anche questa è la non convenzionalità di Killer7.

 

Anche la trama rappresenta uno dei punti forti del gioco nonostante questa ruoti attorno all'ormai trito e ritrito conflitto internazionale che potrebbe rompere gli equilibri del mondo. Ed in effetti all'inizio vi potrà sembrare la solida brodaglia insapore, lasciandovi alquanto perplessi, ma andando avanti e aggiungendo ulteriori tasselli al puzzle sarete invogliati con più entusiasmo a proseguire. Insomma, tutto molto bello, anche se con un cast di personaggi così carismatico come quello presente in Killer7 ci saremmo aspettati qualcosa di più particolare che esaltasse al meglio questa 'malatissima' visione di Mikami.

 

E’ innegabile il fascino (perverso) di Killer7, un prodotto che merita senz’altro di essere giocato, anche tenendo conto della crisi che ha colpito in questi ultimi anni le avventure grafiche, ormai sviluppate col contagocce. Killer7 funziona e diverte con una struttura di gioco decisamente azzeccata impreziosita da uno stile e da certe trovate terribilmente 'assurde' che non fanno altro che mettere in risalto la stravaganza di questo titolo. Fatelo vostro senza problemi, non si trova tutti i giorni un gioco speciale e inusuale al tempo stesso.

 

 

Voto: 8.5/10

 

© 2005 Fabio Foria/PlanetNintendo.it - Tutti i diritti riservati

Tutti i marchi citati appartengono ai loro rispettivi proprietari

Got Blood?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

17 Ottobre 2005