Se c'è una categoria di giochi in cui Nintendo ha latitato per anni è quella degli sportivi 'seri', con una strafottenza quasi totale nel creare delle valide alternative alle serie di EA Sports e di Sega (prima) e Take2 (dopo). L'unico tentativo di un certo livello, poi naufragato malamente con l'addio a Left Field come second-party, è stato fatto col basket NBA, dando i natali a NBA Courtside. Lo sforzo di Nintendo non è da buttar via, l'impegno di fare qualcosa che potesse durare e continuare negli anni c'è stato, come dimostrato dalla mossa di acquisire in esclusiva i diritti di immagine di Kobe Bryant, la stella dei Los Angeles Lakers che nella parte del testimonial di lusso ha campeggiato sulle copertine dei tre unici episodi sviluppati (1998 e 1999 su Nintendo 64 e 2002 su GameCube), collaborando da vicino con Nintendo e Left Field nei panni dell'esperto 'consulente tecnico'. Vediamo se Kobe avrà dati i consigli giusti anche per questo capitolo su Cubo...

Il quadro delle modalità di gioco presenti in NBA Courtside 2002 è in linea con quello degli altri esponenti del genere e può soddisfare ogni vostra esigenza: si parte con la classica amichevole e si prosegue con l'immancabile campionato (82 partite di regular season più i playoff, ma se ritenete che ci siano troppi match da giocare potete dimezzare la stagione regolare o addirittura 'quartizzarla'), passando per un po' di sano affinamento delle proprie abilità cestistiche (tiri da tre punti o allenamento 'free') e per il movimentato 'arcade mode', e terminando con la personalizzazione dei roster e con la creazione completa di nuovi atleti da poter mettere sotto contratto nelle franchigie che desiderate, una feature molto interessante e realizzata senz'altro bene. Il gameplay di NBA Courtside 2002 è sostanzialmente un mix tra arcade e simulazione che vuole privilegiare prima di tutto lo spettacolo mantenendo fede ai propositi della serie, che dello showtime ne ha sempre fatto una ragione fondamentale di vita. Come conseguenza di questa scelta, gli sviluppatori hanno badato più a concentrare la loro attenzione sulla fase offensiva che su quella difensiva, con risultati che subito emergono alla luce, a cominciare da un'intelligenza artificiale dei giocatori, sia avversari che compagni di squadra, piuttosto altalenante che si spacca 'letteralmente' tra cose sensate ed altre prive di ogni logica. C'è da dire, però, che, nonostante la presenza evidente di questo difetto, comunque le partite sono molto piacevoli da giocare e forse è un bene che ci si possa sbizzarrire di più in attacco creando azioni da panico che farebbero la gioia di tutti i palazzetti quasi ci fosse un clima da all-star game. La giocabilità della produzione Nintendo resta estremamente fluida e scorrevole, grazie anche ad un'importante novità introdotta nel sistema dei comandi, vale a dire l'utilizzo dello stick C per velocizzare i passaggi. Senza premere alcun pulsante aggiuntivo, si potrà passare la palla al giocatore che 'punteremo' con la levetta gialla, una comodità dalla quale è impossibile tornare indietro e che faciliterà l'evolversi della manovra. In più le partite sono contraddistinte da un'altra implementazione di primo piano, il 'momentum meter', una speciale barra d'adrenalina che si riempirà in seguito a giocate fenomenali, come una poderosa schiacciata in attacco o una granitica stoppata in difesa, e che, quando raggiungerà il massimo, vi permetterà di migliorare la prestazione dei vostri giocatori e di eseguire tiri spettacolari che andranno quasi sempre a segno, oltre ad aumentare il calore del pubblico che trasformerà l'arena in una bolgia infernale.

L'opzione di gioco più divertente dell'intero pacchetto di NBA Courtside 2002 è sicuramente l'arcade, una rivisitazione ulteriormente estremizzata del già anarchico 'basket di periferia', che oppone tre giocatori per squadra senza esclusione di colpi e in cui, a parte le regole di base della pallacanestro, si può fare il proprio comodo. Nel caso della produzione Nintendo, alla già convulsa ricetta aggiungeteci pure salti assurdi quasi non ci fosse la forza di gravità, schiacciate ad alto tasso di spettacolo e potenza, massicci super-stopponi da 'schiaffare' letteralmente in faccia, continui capolvolgimenti di fronte nell'arco di pochi secondi, speciali 'hotspot' per segnare canestri da più punti, ed una velocità ed un ritmo di gioco che potrebbero mandarvi in tilt. Per del sano svago in multiplayer è assolutamente il top.

Pochi dubbi, invece, sorgono nell'analisi della parte tecnica, realizzata ottimamente. E' evidente la grande cura riposta nella cosmesi, nelle animazioni e nelle movenze dei giocatori, copie spiccicate delle controparti reali in tutto e per tutto, mentre le stesse arene appaiono estremamente fedeli in ogni dettaglio a quelle vere, compresi i tipi di illuminazione e l'ordine dei posti a sedere e delle gradinate. Il sonoro è invece nella norma, non delude ma al contempo non esalta nemmeno; la cosa migliore indubbiamente sono le urla e gli schiamazzi del pubblico che crescono in sintonia con la vostra prestazione.

Il problema principale dell'edizione 2002 di NBA Courtside è il fatto che sguazzi nell'ambiguità più totale. Simulazione o arcade? Impossibile dare una risposta precisa se non che c'è un po' dell'uno e un po' dell'altro, ma il mix che ne esce fuori, come gran parte degli ibridi senza anima, non esalta nella giusta maniera, al contrario di quanto fecero i due brillanti episodi su N64. NBA Courtside 2002 resta comunque, nella sua semplicità, un prodotto più che discreto e di buona fattura che non mancherà di appassionare gli amanti della pallacanestro a stelle e strisce, ma purtroppo non riesce a farsi largo tra i migliori esponenti del genere per le troppe disattenzioni di Left Field, che chiude così il suo poco proficuo sodalizio con Nintendo.
Voto: 7.5/10