Storia di un crimine, quello commesso da Konami ai danni di International Superstar Soccer, serie calcistica di stampo arcade amata alla follia dal popolo nintendaro. Dopo due ottimi episodi su Super Nintendo, il gioco è letteralmente esploso su Nintendo 64, prima con lo straordinario ISS64, poi con ISS98 (da considerarsi più un mero update del precedente) e infine con ISS2000 (non brillante come il predecessore, ma sempre molto bello). Poi è successo il fattaccio: con l'avvento delle console a 128bit Konami ha deciso di portare International Superstar Soccer su tutte le piattaforme. Qui ISS è diventato una vera e propria cavia per esperimenti agghiaccianti, passando da un gameplay arcade eccellente, che si è sempre contrapposto alla simulazione di Winning Eleven/Pro Evolution Soccer, ad un ibrido tra queste due facce, con risultati che potete ben immaginare. Alla fine ISS è diventata una serie di secondo (anche di terzo) livello, e visto che sia il giudizio dei giocatori sia le vendite sono state completamente negative, Konami ha poi optato per chiudere la faccenda nella maniera più drastica possibile, ossia non sviluppandone più di nuovi (chissà se solo momentaneamente o per sempre), puntando tutte le sue risorse su Winning Eleven. Così gli amanti del grande calcio su console Nintendo hanno rischiato di restare a bocca asciutta fino a quando Konami ha deciso di portare anche su GameCube la sua (unica) serie regina dedicata al 'mondo del pallone', vale a dire Winning Eleven nella versione 'aggiornata' del sesto episodio. Che la partita abbia inizio!

Il primo impatto, soprattutto per chi è cresciuto a pane, acqua e ISS(64), non è sicuramente dei migliori. L'immediatezza lascia spazio a qualcosa di più sofisticato, servono parecchie partite per riuscire a prendere padronanza dei controlli, i movimenti sono molto precisi e basta anche un'inclinazione poco delicata dell'analogico per sbagliare tutto e muovere malamente i giocatori in campo. In questo senso serve molta pazienza per poter esprimere un calcio di medio/alto livello. C'è da dire però che tutte le situazioni di gioco sono estremamente curate e abbastanza fedeli alla realtà, anche se questa componente 'simulativa' del gioco non è del tutto radicata: forse in memoria delle origini, Winning Eleven 6: Final Evolution conserva quel tocco arcade che fa sempre bene. Si nota soprattutto in determinate parti di gioco: giusto per fare un esempio, in ISS64 una cosa favolosa erano quelle sfuriate sulle fasce, si percorreva tutto il campo in qualche secondo per arrivare in area alla ricerca dell'eurogol. Una cosa simile si può fare anche in questo Winning Eleven, non nella stessa maniera di ISS64, ma con più di tenacia e buona tecnica, visto che i giocatori comandati dal computer non sono completamente dei fantocci che si possono dribblare facilmente. Proprio a proposito dell'intelligenza artificiale, si può tranquillamente dire che sia un altro dato importante di Winning Eleven 6: Final Evolution. Migliorata dalla controparte per PlayStation 2, l'IA si comporta molto bene in ogni fase di gioco. In difesa i giocatori comandati dalla CPU subito si schierano a seconda di come si evolve la parte offensiva, tappando buchi dove ce ne sono o colpendo duro quando ce n'è bisogno. Idem in attacco: azioni ben studiate, tattiche applicate a dovere, giocatori che si liberano dalle marcature, passaggi spiazzanti e molto altro ancora. Un dato poco rassicurante è che, rispetto alla versione per PS2, i giocatori avversari tenteranno molto spesso la conclusione dalla distanza, riuscendo nella maggior parte delle volte a trovare il gol anche se la nostra porta sarà difesa dal Buffon o dal Kahn di turno. Solo pochissime volte la CPU sballerà comportandosi in maniera strana, come giocatori che restano a terra mettendoci un'eternità a rialzarsi, arbitro che lascia correre sui dei fallacci da omicidio (nella realtà non è tanto diverso, se proprio vogliamo essere pignoli), portieri che escono dalla loro porta in maniera goffa e insensata o ancora, per quello che riguarda la fisica della palla, rimpalli molto strani. Vale la pena poi sottolineare come anche il sistema di controllo sia stato adeguato molto bene al pad del GameCube, rappresentando una componente cruciale del gioco. Tutte le azioni sono state collegate ai giusti tasti e Konami è riuscita a sopperire alla mancanza di un pulsante sul controller del Cubo senza alcun problema, sacrificando la 'corsettina' per lasciare solo la corsa vera e propria.

Il singleplayer, costruito attorno a cinque distinti livelli di difficoltà (da facilissimo a molto difficile) in modo da far apprendere gradualmente l'intera meccanica di gioco, propone una vasta scelta di competizioni e coppe, la cui durata non è nulla di strabiliante ma che hanno come unica finalità lo sbloccamento di diverse squadre speciali, come gli immancabili all-stars. Se credete che la cosa finisca qui vi sbagliate di grosso: il piatto forte del singolo di Winning Eleven 6: Final Evolution è la Master League. Anticipando che vi terrà impegnati per molto tempo, la Master League vi vede gestire una squadra dalle mediocri capacità che risiede nell'ultima di tre serie; da questa posizione dovrete portare il vostro team ai massimi livelli, guadagnando punti preziosi per acquistare giocatori più forti e percorrere il lungo (e non agevole) percorso per diventare i nuovi campioni. Va detto che il livello di sfida della Master League a difficoltà 'very hard' è incredibilmente elevato e dovrete sudare non poco per agguantare risultati anche non eccezionali. Sul fronte multiplayer c'è solo da tessere lodi: questo episodio di Winning Eleven è un prodotto validissimo per poter passare molte ore di divertimento in compagnia dei vostri amici e rientra a mani basse tra i migliori giochi multigiocatore per il Cubo.

Prima di concludere, vi proponiamo una breve analisi del comparto tecnico del gioco. Winning Eleven 6: Final Evolution si rivela essere una conversione perfetta della versione PS2: grafica pulita e dettagliata, frame rate stabilissimo ed una qualità visiva, comprensiva di tutti gli elementi su schermo, di elevata fattura. Chiudiamo questo tour tecnico con la parte audio, anche questa su livelli molto soddifacenti. La telecronaca di quel 'mattacchione' di John Kabira vale da sola il prezzo del biglietto.

E anche il GameCube ha così IL suo gioco di calcio. Winning Eleven 6: Final Evolution è un prodotto veramente notevole e bisogna in prima luogo ringraziare Konami per la cura che ha riposto in questa conversione, ottimizzando i controlli, dando una bella pulita al comparto tecnico e migliorando il gameplay. Un gameplay sopraffino, di certo non una simulazione perfetta ma forse è meglio così visto che ha quel pizzico di arcade che non guasta per niente, una Master League completa sotto tutti i punti di vista e un multiplayer d'alto livello per emozionanti partitone all'ultimo 'shuto'. Ovviamente la nostra speranza è che Konami riprenda in futuro International Superstar Soccer per riportarlo alle origini, ma nel frattempo possiamo comunque gioire con questo sesto episodio di Winning Eleven.
Voto: 8.5/10