C'è una fine a tutto, ma mai si era mai vista una chiusura di così alto e liturgico stampo che assume un significato ancor più pregno di valore visto che coinvolge due soggetti, Zelda e il GameCube, legati tra loro da un unico devastante filo conduttore chiamato Twilight Princess. Il nuovo capitolo della serie hyruliana di Shigeru Miyamoto si pone come una spaccatura tra passato, e presente, di Zelda e il suo futuro, con quelle parole del sant'uomo che riecheggiano pesanti: "Twilight Princess è l'ultimo Zelda così come lo conoscete", e già ci frulliamo il cervello nel pensare cosa ci aspetterà con i prossimi capitoli. E non è tutto, perchè il Cubo con questo lungamente atteso episodio di Zelda, in cantiere per ben più di tre anni, termina la sua esaltante corsa, tagliando il traguardo da autentico vincitore e noi lo ringraziamo per questi quattro anni in cui ci ha regalato dei giochi stupendi ed emozioni a manetta. Twilight Princess sarà l'epilogo che ognuno di noi si aspettava? Offuscherà il ricordo di Ocarina of Time? Capolavoro o no? Non vi resta che gustare il nostro dettagliato resoconto sul nuovo lavoro di Nintendo EAD!

Twilight Princess (la Principessa del Crepuscolo) si basa sulla struttura di gioco classica della serie e ormai arcinota a chi ha familiarità con l'opera di Miyamoto, col solito schema esplorativo che vi porterà a perlustrare ogni angolo sperduto di Hyrule, a conoscere i villaggi che ne fanno parte e i loro problemi, a dover ottenere determinati oggetti/artefatti superando gli appositi dungeon, a vedere aumentare le proprie abilità e capacità, in una 'missione' intervallata da un numero consistente di subquest e numerosi colpi di scena. Questa volta le lande di Hyrule rischiano di essere 'divorate' dalle tenebre a causa di una maledizione; il nostro valoroso Link verrà trasformato in un lupo e imprigionato, e solo grazie all'aiuto di una misteriosa figura chiamata Midna egli potrà scappare e riportare la luce nel regno. Il viaggio in cui ci imbarcheremo vedrà assisterci alla graduale crescita interiore del Link 'eroe', questo giovincello che da semplice contadinotto si ritrova all'improvviso ad essere il salvatore di Hyrule, una consapevolezza che pian piano si accrescerà in lui, anche col rischio concreto di perdere la sua innocenza a causa della forza devastante dell'oscurità. Midna sarà la nostra guida, un personaggio sulle prime alquanto irritante e antipatico, e avvolto nel mistero più totale, ma che sul lungo andare comincerà a manifestare il suo reale ego, oltre a permetterci di capire meglio chi è, cosa fa, che vuole e perchè ha deciso di aiutarci. Come i precedenti esponenti della 'Leggenda', anche in questo Twilight Princess si ripete una prerogativa imprescindibile: cervello e mani lavorano in perfetta sinbiosi, in ogni istante, e non solo nei sontuosi e abnormi dungeon dove ragionamento e azione si fondono obbligatoriamente assieme per formare una miscela indispensabile per poter proseguire e risolvere i tanti enigmi di cui sono pieni zeppi. Le location sono di uno splendore unico ed evocative come mai si era visto in passato (alcune vi mozzeranno il fiato talmente sono belle e seducenti), oltre che caratterizzate divinamente, mentre la qualità dei dungeon è più che positiva se guardiamo all'insieme, anche se è destinata a scemare non riuscendo a mantenere quei livelli favolosi dei primi che andremo ad esplorare.

Twilight Princess è spudoratamente un omaggio grandioso, dovuto, nei confronti di Ocarina of Time, del quale pullulano i riferimenti e le citazioni, ma a tutta la saga di Miyamoto, condensata nel suo meglio nel piccolo disco di questa nuova avventura, sintesi perfetta di venti anni di storia di Zelda. Ma Twilight Princess si spinge oltre, cercando di osare quel tantino in più con una storia di un'intensità unica, narrata molto bene (con delle cut-scene formidabili sia a livello di dialoghi che di coinvolgimento), e costantemente in bilico con la straziante spaccatura tra luce e ombra che va ad alimentare quella sensazione crepuscolare al centro di tutto il gioco. Mai uno Zelda in passato aveva raggiunto un livello così angoscioso (forse Majora's Mask ci è andato vicino) e oscuro, ma non temete per la sua purezza, non è andata affatto persa, c'è e ve ne accorgerete presto, tirando un bel sospiro di sollievo quasi a volervi togliere un peso dalla coscienza. Perchè l'avventura così si evolve, così procede, così va avanti, ogni attimo si ha una paura matta che le tenebre possano prendere il definitivo sopravvento, una sorta di pesante tormento che non concede alcuna tregua per l'assenza totale di tempi morti, e quelli che dovrebbero esserlo (o fungere da tali) si fanno anch'essi portatori di una carica emotiva impareggiabile, riferendoci sia alle parti giocate che quelle 'raccontate'.

Il mondo di Twilight Princess è enorme e maestoso, una sensazione bellissima avallata in particolar modo dall'abilità con cui questo spazio è stato realizzato. Non sembra finto, traspira realismo da tutti i pori, pure il semplice alberello o cespuglio ha 'qualcosa da dire' nella sua condizione anonima e ininfluente ai fini del gioco. Oppure prendete il borgo del castello, popolato da tantissime persone che animano la piazzetta principale e tutti i suoi vicoletti, gente che canta e balla, gente che cammina, gente che va a fare la spesa, gente che giocherella, e pur essendo un abbellimento (perchè è impossibile, tranne con qualcuno, interagire con loro e perchè fanno sempre la stessa cosa che cambia o si svolge diversamente in base al momento della giornata) vi renderà partecipi e un tuttuno con esso. Nulla è messo a caso.

Collegato alla vastità e al brio di questo meraviglioso mondo, e in parte uno dei fattori principali al fine della 'decorazione' degli scenari, troviamo la presenza di tantissimi animaletti e insetti. Forse il termine 'decorazione' è alquanto riduttivo perchè tutte queste bestioline sono assolutamente vive, nel senso che mentre camminate vi ritrovate tra i piedi galline, ranocchie, scoiattoli, fringuelli, pucciosi cagnolini e gattini coi quali si può anche interagire (si possono prendere in braccio e coccolarli, oppure, ma solo col 'migliore amico dell'uomo', se lanciate un osso lui ve lo riporta tutto felice con la coda che pare un ventilatore), mentre gli insetti (numerose le specie presenti) si raccolgono per completare uno speciale diario e in quanto parte di una subquest. Una cura maniacale che nasce come conseguenza diretta della possibilità di Link di entrare a far parte di questo universo animalesco trasformandosi in lupo, cosa che gli consente di dialogare con le varie bestiole e di utilizzare il suo istinto per captare odori e percepire strane presenze.

Altro indiscutibile pregio di questa versione GameCube di Twilight Princess sono senz'altro i controlli. Derivati da quelli di The Wind Waker, dove si erano contraddistinti in positivo per la precisione e la funzionalità, i comandi del nuovo Zelda hanno comunque visto un'ulteriore opera di miglioramento e perfezione, un atto più che dovuto considerando il maggior 'carico' di mosse/tecniche da apprendere e oggetti da usare, e indubbiamente il repertorio del precedente episodio per Cubo non bastava per soddisfare le numerose aggiunte. Così come il raffinamento del 'targeting' sugli avversari che nei convulsi combattimenti, ai quali partecipa spesso un nutrito numero di nemici da eliminare nello stesso istante, si rivela impeccabile per passare da un fetente all'altro senza attimi di 'smarrimento' che potrebbero costare caro. Anche la free-camera funziona alla grande ed è un valore in più da non sottovalutare in grado di enfatizzare certe scene all'inverosimile (come i combattimenti a cavallo, goduria allo stato puro). In poche parole, Twilight Princess è un piacere da giocare e, in virtù di quanto detto, difficilmente potrà fare la stessa fine toccata ad Ocarina of Time, il cui scandaloso e impensabile invecchiamento (soprattutto se confrontato con quel 'giovincello' sempre fresco di Super Mario 64) è da attribuire, guarda caso, al logoro sistema dei comandi, macchinosi e lenti oltre ogni misura (a nostro parere un remake sarebbe d'obbligo per riparare al danno causato dal tempo).

Ma un gioco così bello non poteva non essere corredato da un apparato tecnico dello stesso livello e che, anzi, non avrebbe reso così affascinante e favolosa l'intera esperienza di Twilight Princess. Difficile trovare un argomento da dove iniziare visto l'imbarazzo dello scelta, quindi sarà molto più semplice stilare quelle che sono le meraviglie visive del nuovo Zelda: effetti di luce, vastità delle location e la loro ricchezza di dettagli, orizzonte visivo che sembra sconfinare all'infinito, cura maniacale con cui ogni elemento su schermo è stato plasmato... non ci sono parole, davvero. Ogni cosa è dotata di quel soffio che lo rende vivo e credibile ai nostri occhi, il lavoro degli artisti e dei grafici di EAD è perfetto. Ma vogliamo parlare delle animazioni? Stupefacenti, niente movimenti scattosi e legnosi, tutti i personaggi si muovono in maniera 'naturale' e realistica, e c'è da restare incantati per l'attenzione risposta pure nei tanti animali che popolano le lande di Hyrule, anche questi realizzati con una dovizia nei dettagli introvabile altrove; basta guardare Link lupo che vi riporterà subito alla mente un cane vero per le sue movenze (quasi sicuramente le conoscenze cinofile acquisiste durante lo sviluppo di Nintendogs sono state molto utili anche per altri giochi). In più, riprendendolo uguale-uguale da The Wind Waker dove aveva un ruolo di primo ordine, pure qui i personaggi sono dotati di due enormi occhioni in grado di sviluppare oltremodo la loro espressività, ancor più messa in risalto dalle 'smorfiette' delle singole parti del volto, alcune di queste sorprendenti e così 'umane' da lasciare sorpresi con la bocca apertà a mò di portone. C'è da dire, cosa che bisogna annotare doverosamente, che il gioco rende una meraviglia anche per le ottime scelte stilistiche/artistiche (design e colori in primis), un lavoro senza ombra di dubbio massacrante e stancante ma che ha portato i suoi frutti, con una caratterizzazione minuziosa di personaggi e ambienti in grado di 'emanare' il loro lato lucente o oscuro.

Pirotecnico anche il lavoro svolto sulle musiche: i ragazzi del team del mitico Koji Kondo salgono nuovamente in cattedra realizzando una soundtrack maestosa e poetica, con delle composizioni eccellenti e 'scritte' con grande maestria da renderle un perfetto amalgama con ogni situazione del gioco. Come nel caso delle scelte per la parte visiva, le musiche hanno un potere devastante nel trasmettere determinate emozioni o sentimenti. Anche se, in verità, in alcuni passaggi si sente la mancanza di tracce orchestrali che avrebbero enfatizzato maggiormente talune scene con un'atmosfera ancor più coinvolgente: l'unica vera lacuna di un maestoso Twilight Princess, l'unica promessa non mantenuta da Nintendo, ma questa volta la Casa di Mario è ampiamente perdonata.

The Legend of Zelda: Twilight Princess è un'opera immensa, monumentale, enorme, colossale, in cui ogni passaggio si fa carico di un'intensità unica, in cui ogni tratto lascia incantati e a bocca aperta, in cui anche il più insignificante frangente si 'macchia' di una bellezza così rara e genuina. Miyamoto l'aveva detto: non ha mai dedicato così tanto tempo ad un gioco come fatto con questo Zelda, c'avrebbe messo il cuore e tutto sè stesso per renderlo il capitolo più bello e ricco di sempre, inducendo Nintendo a 'pubblicizzarlo' come la produzione più fantastica di tutta la sua lunghissima storia. Un proclama non da poco, ma il risultato finale non dà torto nè alle promesse del Miya nè agli slogan della Casa di Kyoto. Molto più semplicemente Zelda ha raggiunto la sua più completa maturazione e perfezione dopo venti anni di straordinaria storia, ha preso il meglio di quanto offerto nella sua formidabile carriera e l'ha racchiuso in un episodio che rappresenta la chiusura di un ciclo, oltre che il felicissimo epilogo di una console fantastica come il piccolo GameCube, dando ufficialmente inizio ad una nuova era. Uno Zelda così non si poteva non fare... grazie Nintendo, grazie!
Voto: 10/10