E finalmente anche Driver debuttò su una
console da casa Nintendo...

Nato come un GTA a quattro ruote, Driver nel corso degli anni si è arricchito di nuovi elementi per offrire un'esperienza sempre più completa, un'opera che è avvenuta di pari passo col progressivo abbassamento della qualità della serie. Pur col crescente inserimento di sessioni a piedi, il gioco dei Reflections ha continuato a porre l'accento, con forza, sulle sessioni di guida, sia esse a bordo di mezzi a quattro ruote che in sella a moto, e Parallel Lines mantiene fede a questa formula. Siamo al cospetto di un sandbox game che accoglie sotto la sua ala svariate tipologie di giochi unendole in un solo prodotto dal cuore action/avventuroso. Ci ritroveremo quindi a gironzolare per le strade di New York alla ricerca di missioni da dover completare, 'lavoretti' sempre ad alto contenuto crimininale da prestare a boss malavitosi in cui c'è sempre un elemento presente: l'automobile. Macchine da rubare, macchine da distruggere, macchine da inseguire, e direttamente la nostra macchina. La particolarità di questo quarto episodio di Driver è la storia suddivisa in due parti: la prima ha luogo nella Grande Mela del 1979, l'altra trent'anni dopo, ancora nella famosa metropoli americana. Quindi, in realtà, sono due le città nelle quali ci muoveremo, ricreate proprio con gli aspetti peculiari delle due differenti epoche, l'animo beat nella prima, quello più hi-tech nella seconda, ma entrambe accomunate dallo stesso protagonista, tale TK, che viene imprigionato nel meglio delle sue attività nel '78 e poi liberato nel 2006.

I sandbox game sono un genere di giochi di una delicatezza unica: se non hanno un'idea portate di alto livello, oltre che una grossa varietà nelle situazioni, muoiono sul nascere, o qualche istante dopo. Ed è il caso proprio di Driver: Parallel Lines, che inizia con tutte le migliori promesse del caso ma decade in tempi brevi diventando presto noioso e ripetitivo. Colpa della monotonia del gameplay e delle stesse missioni, alcune delle quali lunghissime e strazianti, mal concepite su tutta la linea. Tra l'altro, essendo imperniato sull'esperienza da 'pilota', non è che al volante le cose vadano meglio, perchè il modello di guida è alquanto scadente e irrealistico, e in più la stessa fisica delle collisioni e degli scontri non appartiene a questo mondo.

Un aspetto interessante, e assente in altri esponenti del genere, è quello delle sparatorie in corsa, direttamente dalla nostra auto o in sella alla moto. Mentre col nunchaku controlliamo il mezzo, il wiimote diventerà il nostro mirino per colpire altre vetture o i poveri passanti. Questa feature ci introduce all'utilizzo dei controlli rivoluzionari del Wii, sfruttati in due sole circostanze: la prima è quella appunto delle sparatorie, dove il wiimote diventa la nostra arma da fuoco, a piedi o motorizzati, e la seconda è l'uso del freno a mano quando si è bordo della propria macchina o moto. Il resto funziona in maniera classica: con lo stick analogico si muove il personaggio, mentre ogni tasto è associato ad una precisa azione; al contrario del già citato Il Padrino (nella versione Wii, ovvio) sono assenti i combattimenti corpo a corpo. Sul fronte dei controlli c'è ben poco da lamentarsi: è vero che il telecomando Wii viene sfruttato per il minimo indispensabile, ma quel poco che fa lo esegue egregiamente. E' il resto che, purtroppo, ammazza il livello qualitativo del gioco, incluso il modestissimo comparto grafico.

Driver: Parallel Lines ci mette davvero poco per diventare anonimo e blando, assestandosi su livelli nemmeno sufficienti. Il titolo dei Reflections gode, almeno sulla carta, di un concept interessante e, per certi versi, diverso da altri esponenti dello stesso genere, ma la superficialità generale della sua realizzazione lo trasforma in un prodotto privo di qualunque attrattiva. I controlli, e questo va detto, funzionano e rispondono alla grande in ogni situazione, ma è il resto che fa la differenza, in negativo: realizzazione solo discreta, design discutibile, fisica pessima e assenza di carisma in buona parte delle missioni, più un gameplay mai convincente. Contiamo, ora che c'è Ubisoft al timone, di vedere in futuro un nuovo Driver fatto per bene su Wii, e non un episodio nato male dal principio e che aveva ben poco da dire, se non nulla, in questa 'seconda opportunità' concessagli.
Voto: 5.5/10