L'Asteroids del nuovo millennio

Asteroids è uno di quei giochi che chiunque, almeno una volta, avrà giocato o visto, indipendentemente dall'età. Lo shooter da sala firmato dalla vecchia Atari ha segnato più di una generazione videoludica rappresentando quel modo di intendere il videogioco che fa a meno della complessità per privilegiare nettamente l'immediatezza dell'azione, dalla quale diventa poi difficile uscirne, causa dipendenza. Una filosofia dai risultati tanto semplici quanto assuefanti che, fatta eccezione per pochi fieri baluardi (Nintendo in prima fila), è stata lentamente abbandonata quasi da tutti, con qualche guizzo qua e là, per esempio quello vincente di Bizarre. Proprio il team inglese l'ha adottata come modello per la creazione dello straordinario Geometry Wars, giunto al grande passo sulle console Nintendo dopo aver spopolato, con merito, sull'Xbox Live Arcade (diciamo senza remore che Geometry Wars: Retro Evolved è stato IL gioco dell'Xbox 360 per parecchi mesi).

Il gameplay di Geometry Wars strizza volutamente l'occhio ad Asteroids: uno sparatutto multidirezionale nel quale comanderemo una navicella 'incaricata' di distruggere tutti i nemici che compariranno su schermo. Due sono le azioni possibili: muoversi e sparare a qualsiasi cosa. Le similitudini col titolo Atari si manifestano per il funzionamento e il fine (sopravvivere quanto più a lungo possibile, cercando di fissare ogni volta il record definitivo, in pieno spirito arcade) e abbondano nel caso dello stesso stile grafico minimalista, una sorta di citazione al glorioso passato. Ma Geometry Wars vuole comunque guardare avanti. Superata la vecchia cosmesi 'bianconera', ecco che le nuove tecnologie hanno permesso al team di sviluppo di sbizzarrirsi creando effetti e colori dall'impatto devastante, in grado di conferire al gioco un'identità nuova e moderna senza rinnegare le palesi origini. Il riferimento era obbligatorio anche dal punto di vista del design: se nel 1979 di più non si poteva ottenere, col risultato finale composto da oggetti spigolosi dalle fattezze geometriche, la creatività degli artisti di Bizarre ha usato, volontariamente, le infinite forme concesse dalla geometria per dar vita ad un numero notevole di navicelle e droidi, la cui caratterizzazione è poi completata dalla particolare e strabiliante cromia e da una fisica curata nei minimi dettagli. Vedere Geometry Wars in movimento è uno spettacolo sensazionale, giocarlo lo è ancor di più.

Il gioco parte come un lento per poi, pian piano, scatenarsi in un frenetico rock'n roll dal ritmo incontenibile e incessante che non accenna a placare la sua 'ira': orde di nemici da ogni dove, esplosioni a catena, buchi neri che risucchiano qualsiasi cosa che si trovi nelle loro vicinanze (anche altri buchi neri, aumentando così la forza di attrazione!), scossoni gravitazionali, fuochi d'artificio spaventosi, il tutto condito da accecanti flash, orgie di colori, distorsioni psichedeliche e effetti di luce a volontà. Lo sguardo del giocatore deve sorvegliare l'intera superficie dello stage onde evitare sgradite sorprese, soprattutto dai droidi più piccolini che si schiantano addosso dal nulla approfittando del caos. Si arriverà quasi a non capire più nulla di ciò che sta accadendo su schermo, tanta è la confusione, e spesso si è costretti ad andare avanti con istinto e azzardo per farsi strada in quel pandemonio. E' un inferno, è una sfida appassionante dalla quale è impossibile sottrarsi. Non basta studiare il comportamento delle svariate navicelle nemiche, i loro movimenti e le loro reazioni, cosa comunque importante per non farsi trovare impreparati di fronte ai molteplici attacchi di massa. Serve una grande abilità nel crearsi rapidamente vie di fuga efficaci così da schivare i nemici e distruggerli senza essere immischiati nella bolgia o, peggio ancora, intrappolati in un 'vicolo cieco'.

Geometry Wars: Galaxies non è solo il nome scelto da Sierra per identificare lo sbarco su Wii e DS dell'amato gioco Xbox Live Arcade, che è comunque presente nella sua versione originale nell'esclusiva edizione Nintendo. I Kuju (sì, quelli di Battalion Wars, responsabili di questo adattamento) hanno inserito un'inedita e corposa campagna ambientata in un sistema di galassie. I numerosi pianeti (più di sessanta da esplorare e 'ripulire') che ne fanno parte rappresentano singoli stage completamente diversi per dimensione, forma e 'popolazione'. Non poteva mancare nemmeno il multiplayer, competitivo e cooperativo (solo che il livello di confusione su schermo ne mina la godibilità), così come il supporto alla Nintendo WiFi Connection per l'invio dei propri record, che andranno ad aggiungersi alle classifiche mondiali (per pianeta, nel caso di Galaxies, o singola per il Retro Evolved). L'ultima feature di rilievo proposta da Geometry Wars: Galaxies è il forte connubio costruito tra le due versioni Nintendo le quali, linkate tra loro, possono scambiarsi informazioni e contenuti oltre che sbloccare altro materiale.

Le configurazioni di comando proposte su Wii sono due: la tradizionale che fa uso del controller classico (giocando coi due stick) e la combinazione wiimote-nunchaku che permette di mirare lo sparo col puntatore, controllando la navicella tramite l'analogico del nunchaku. Dal canto nostro abbiamo evidenziato una maggiore comodità nell'usare la seconda opzione, ma essendo entrambe valide sicuramente la preferenza cambierà in base alla propria predisposizione.

Geometry Wars: Galaxies è un nostalgico salto nel meraviglioso passato dei videogiochi, nei mitici 'eighties' che tornano prepotentemente alla ribalta per riaffermare il ruolo sacrosanto avuto dall'indimenticata vecchia scuola. La produzione Sierra non fa altro che donare una seconda vita a quella filosofia, che dovrebbe continuare anche oggi ad essere un esempio nella realizzazione dei giochi, creando un'unione perfetta tra il 'vecchio' e il 'nuovo'. L'esclusiva sortita di Geometry Wars sulle due console ammiraglie di Nintendo, con menzione d'onore alla versione Wii, può essere riassunta semplicemente con due parole: da panico.
Voto: 9/10