Torna il matto gioco dell'oca con la combriccola di Mario, per la prima volta su Wii... e sono otto!

Poteva il party game per antonomasia dell'universo dei viggì saltare l'appuntamento sulla nuova console Nintendo, quel Wii che proprio nel suo destino ha l'intrattenimento festaiolo tra amici e parenti? Certo che no! Mario Party si è imposto come la trasposizione digitale per eccellenza del famoso gioco dell'oca, una visione imprevedibile ed eccentrica con improbabili tabelloni, con gli abitanti del Regno dei Funghi come cast di personaggi, e con una serie di eventi e prove in grado di scombussolare l'equilibrio delle partite. E' un gioco multiplayer che va valutato e, soprattutto, concepito come tale, perchè è da matti metterselo a giocare da soli, non ha senso. E, seconda cosa altrettando importante, la pazzia ludica di Nintendo si palesa in qualsiasi istante, dilaga a più non posso ed è un elemento predominante della produzione Hudson.

Gli eventi sul tabellone sono contraddistinti da una dose massiccia di 'fattore C': è il regno dell'imprevedibilità, della legge del contrappasso, degli scossoni e delle sorprese, e gli stravolgimenti nelle classifiche e nel decorso del gioco sono all'ordine del giorno. L'unico 'palcoscenico' che rimane per mettere in mostra la propria forza e le proprie abilità è quello dei minigames. Ogni modalità di gioco propone delle leggere variazioni nelle regole classiche, anche per ciò che concerne il modo di vincere, ma il cuore è sostanzialmente lo stesso: si tira il dado, si muove il personaggio e qualcosa succede in base alla casella sulla quale si sosta e, dopo che il giro è finito per tutti, si passa al minigioco. La singola partita può durare tranquillamente più di un'ora, e rispetto alle uscite GameCube i tempi morti sul tabellone hanno visto un leggero ma significativo calo che fa sempre bene, evitando fastidiosi colpi di sonno. Prima di addentrarci nel discorso delle prove, è importante sottolineare una cosa che vale già come una sentenza finale: Mario Party 8 riesce a intrattenere alla grande, e anche chi non gioca spesso non saprà sottrarsi a questa bolgia di spasso continuo, ma al contrario di altri giochi (chi ha detto Mario Kart?) è un divertimento che non dura in eterno. Otto episodi e nulla è cambiato, qui risiede la grandissima colpa di Nintendo. Difficile raggiungere un mese senza qualche sbadiglio e/o manifestazione di noia, ma almeno le prime due settimane volano via che è un piacere.

Come i precedenti episodi troviamo varie tipologie di prove, che 'spuntano fuori' alla fine di ogni turno o anche sostando su qualche pedana speciale del tabellone: ci sono minigames da tutti-contro-tutti, uno-contro-tutti, due-contro-due, e non mancano alcuni giochetti da dover completare da soli. La quantità complessiva di minigiochi è al solito generosa (più di sessanta, e una fetta va anche sbloccata) e ce n'è davvero per restare impegnati per molto tempo. Su Wii, ovviamente, sono state inserite le numerose configurazioni di comando che cambiano di gioco in gioco: per esempio alcuni sfruttano il puntatore come 'arma da fuoco', altri richiedono di mantenere il remote controller a mò di pad NES usando croce e tasti, e infine c'è un gruppetto che supporta il riconoscimento dei movimenti. Peccato che, controlli 'nuovi' a parte, una buona razione di questi sia palesemente riciclata dalle precedenti sortite, il che lascia poco spazio alle vere new-entry. Evidentemente le idee scarseggiano e la questione non può essere risolta solo aggiungendo dei controlli alternativi, per cui vale lo stesso discorso già fatto per la 'tenuta' generale di Mario Party 8: inizio da sballo con coinvolgimento da 'stadio', ma col passare delle ore qualcosa comincia a 'scricchiolare'.

Risultato più che buono per questo Mario Party 8, almeno rispetto agli ultimi tediosi e irritanti episodi, ma è chiaro che si può fare molto di più, anche perchè 'la benzina è finita da un pezzo e la macchina non può essere spinta a piedi in eterno'. La serie, e questo si era intuito già dai capitoli per GameCube, va smantellata e rinnovata dalle fondamenta, minigiochi compresi, e un anno sabbatico per meditare a fondo sui cambiamenti da effettuare sarebbe, ora più che mai, opportuno, potendo studiare meglio una nuova formula disponendo del potenziale del Wii. Nintendo deve darsi una mossa prima che sia troppo tardi, prima che la gente dica 'basta' abbandonando Mario Party perchè ne ha le scatole piene.
Voto: 7/10