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Rayman Raving Rabbids

 

Sviluppatore: Ubisoft Montpellier

Publisher: Ubisoft

Genere: Action

Giocatori: 1-4

Console: Wii

Anno: 2006

» Review

Creare hype diventa, nell'attuale convulso panorama dei videogiochi, un requisito fondamentale per mettere in buona luce un proprio prodotto in modo che tutti possano tenerlo a mente, e Ubisoft l'ha capito a pennello avendo utilizzato questo stratagemma per tutto il periodo d'attesa che ha anticipato l'uscita di Rayman Raving Rabbids, quarto capitolo della serie dedicata alla mascotte del publisher francese e creata dal bravo Michel Ancel. Tutta la campagna è stata costruita sui nuovi co-protagonisti di questo episodio, degli strambi conigli dall'aspetto candido e dolce ma in realtà dall'animo infame e mattacchione, che sono stati scelti come 'attori' per una lunghissima serie di brevi spassossimi spot, distribuiti sul web, in cui si cimentevano in maniera goffa e demenziale in alcune attività, fallendo su tutta la linea. La morale era sempre la solita: loro non sanno fare nient'altro che ballare! Oltre a 'rimproverare' Ubi perchè ci aspettavamo un bel DVD bonus che raccogliesse tutti questi filmati, la domanda che ci poniamo, e che senz'altro vi ponete anche voi, è questa: Rayman Raving Rabbids sarà divertente tanto quanto l'ingente campagna pubblicitaria montata nell'ultimo anno? La risposta è... bwaaaaaaaaah!!!

 

La ventata di aria fresca portata dal Wii ha indubbiamente scombussolato i piani iniziali di Ubisoft per il nuovo Rayman: prima la decisione di non realizzare un canonico platform per abbracciare una tipologia di gioco vicina al ben più blasonato Wario Ware e alla sua pazza struttura di minigiochi, e il ritorno in cabina di regia di un gasato Michel Ancel il quale, dopo essersi fatto da parte in occasione del terzo episodio, non ha resistito nel tornare al comando della sua creatura, impazzendo letteralmente per la nuova filosofia ludica introdotta dal Wii. Rayman Raving Rabbids attinge molto da Wario Ware, e l'ingresso dei conigli 'cretini' nel cast ne è solo una piccola dimostrazione, perchè l'intento principale, e non del tutto semplice da realizzare, è stato fin dalle polveri del progetto quello di far divertire i giocatori sulla falsariga della serie Nintendo, un divertimento non ricercato e artificioso come accade sovente ma, anzi, sponteaneo, sano, immediato, di quelli rari e 'semplici', che riempiranno la vostra stanza di risate e schiamazzi. Questi conigli solo a vederli fanno scompisciare, così teneroni, con la loro espressione inebetita, con quello sguardo vuoto e perso che non lascia presagire nulla di buono, con quella verve nel prender in giro e scanzonare a più non posso i grandi classici del cinema e dei videogiochi, con quel 'baaaaaaaaah' gridato a più riprese e che riecheggia di continuazione diventando un inno della loro stupidità. Tutto questo è la cornice di Rayman Raving Rabbids.

 

Ma passiamo al gioco, meritevole di per sè ma che guadagna tantissimo proprio grazie allo spassoso background. La storia è la medesima già affrontata nella versione GBA: il tranquillo mondo di Rayman viene messo a soqquadro dall'arrivo in massa di questi roditori che rapiscono la mascotte Ubi e i piccoli Globox e li imprigionano. L'unica soluzione per salvare la pelle è di sottoporsi alle dure prove organizzate dagli infami conigli all'interno di un'arena dalle fattezze 'romane' in cui i vari cancelli portano dritti ad una specifica prova da superare. Rispetto al già citato Wario Ware, il gameplay di Raving Rabbids varia sia come impostazione che come ritmi: niente serie di brevi minigames da completare uno dietro l'altro nell'arco di pochissimi secondi, bensì giochetti singoli dalla durata piuttosto lunga o comunque variabile in base alla tipologia della 'missione'. Il remote controller del Wii viene sfruttato in una marea di modi diversi che vanno dal banale al geniale, dal facile al complesso, dal completo supporto fisico alla staticità dei nostri corpi, dal normale al folle, dal tranquillo al concitato, dall'utilizzo del solo wiimote all'accompagnamento col nunchaku, coprendo svariati generi (sparatutto, puzzle, corse, ecc)... ce n'è veramente per tutti i gusti anche se purtroppo non tutti i settanta, e oltre, minigiochi valgono la candela, sia per delle infelici scelte concettuali, sia per una questione di difficoltà, frustrante oltre ogni limite consentito, sia perchè alcuni di questi tenderanno a ripetersi sotto altra veste.

 

Il piatto forte di Rayman Raving Rabbids è senza ombra di dubbio il multiplayer, che lo rende un party game gradevole e accessibile a chiunque vista la naturalezza dei controlli. Il vasto assortimento di minigiochi, ovviamente da sbloccare prima nella storia principale, consente di cimentarsi in prove di ogni tipo, che vanno dall'amichevole cooperativa alle mazzate senza tregua del versus, con giochetti che vedono tutti i contendenti impegnati nello stesso tempo o a turni. La formula funziona a dovere ma, rifacendoci a quanto detto già prima, i minigames che per varie ragioni non funzionano nel singleplayer resteranno tali anche in compagnia di altri giocatori. Il quadro generale è comunque più che positivo e Rayman Raving Rabbids si candida ad essere uno dei passatempi più gettonati quando vorrete far baldoria a casa vostra. Completiamo la disamina del gioco con il comparto tecnico, sul quale in realtà c'è ben poco da raccontare essendo di buonissima qualità e nell'impatto visivo e nel sonoro.

 

Sebbene abbia cambiato veste puntando tutto sulla stramba formula dei minigames, Rayman ha fatto di nuovo centro riuscendo a conservare intatto il suo tradizionale e genuino divertimento e aggiungendo al mix vincente un ingrediente inedito che difficilmente verrà messo da parte per i futuri capitoli: la demenzialità e l'humor dei conigli. Raving Rabbids si pone come un must per le sessioni di gioco in multiplayer, dove esprime il massimo delle sue potenzialità, e fatta eccezione per alcuni minigiochi non propriamente ispirati e/o tarati male, il resto denota un impegno non indifferente nel dar vita ad un gioco curato sotto tutti i punti di vista, senza tralasciare la stessa bontà con cui il gioco Ubi sfrutta il ricco ventaglio di possibilità offerte dal remote controller del Wii. Il 'fratellino' di Wario Ware? Sì, è un nomignolo che gli calza alla perfezione, anche se è lapalissiano che ha ancora tanto da imparare per toccare le vette raggiunte dal gioco Nintendo.

 

 

Voto: 8/10

 

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Bwaaaaaaaaah!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

19 Dicembre 2006