Anche stavolta le gesta dell'orco ciccione e del suo asinello mettono a soqquadro il regno di Molto Molto Lontano...

Shrek Terzo sbarca nel videoludo sotto le vesti un revival di un genere in parte abbandonato dagli sviluppatori, quello dei picchiaduro a scorrimento, con l'aggiunta di fasi platform e di avventura tradizionale. L'esplorazione è ridotta ai minimi termini, visto che il sentiero che collega l'inizio con la fine di ogni stage è unico senza vie alternative. Il gioco si compone di una ventina di livelli che seguono, più o meno, gli eventi narrati nella pellicola: Shrek parte alla ricerca del nuovo re per le terre di Molto Molto Lontano, ma deve fare i conti con Azzurro che vuol sottrarre il trono con la forza. Dicevamo che sostanzialmente Shrek Terzo è un beat'em up. Non ci sono dubbi, perchè il gioco è pieno zeppo di combattimenti che intervallano il nostro passaggio da una zona all'altra. Il combat system architettato da Amaze è semplice (per forza di cose, è una produzione destinata in primis ai bimbi) ma efficace: ci sono attacchi basilari, forti e speciali, questi ultimi diversi per ogni personaggio col quale saremo chiamati ad andare avanti (Shrek usa la sua forza bruta, Fiona la sua conoscenza delle arti marziali, il Gatto con gli Stivali i suoi irresistibili occhioni da tenerone); inoltre è possibile rallentare l'azione quando il numero di avversari impedisce di prendersene 'cura' con la giusta calma.

Su Wii i combattimenti non potevano non sfruttare i sensori al movimento del telecomando e del nunchaku. Wii Sports: Boxing ha avuto la sua influenza: il wiimote rappresenta il pugno destro, incaricato di sacagnare di continuo i nemici, mentre il nunchaku è collegato al pugno sinistro, grazie al quale si può caricare e tirare un super cazzotto. Gli attacchi speciali sono abbinati al pulsante C, usato anche per aprire forzieri e buttar giù porte ed ostacoli di varia natura. Tra un scontro e l'altro si va a zonzo per raggiungere la fine del livello, passando per strade semplici e sessioni platform per ravvivare il cammino. Essendo lo schema di Shrek Terzo fisso per tutta la durata dell'avventura, potrebbero bastare un paio d'ore per scocciarsi di entrare nell'ennesima stanza, far fuori i nemici di turno, proseguire per la strada successiva, far fuori gli altri nemici che bloccano il passaggio, e così via ad infinitum. Purtroppo manca la varietà capace di tenere il giocatore incollato al pad con quella voglia matta e frenetica di proseguire per scoprire l'ennesima trovata, ma almeno la godibilità è discreta. Se un giocatore esperto è in grado fin dall'inizio di capire difetti e pregi del gioco, per un bambino è l'esatto contrario: gioca divertentosi coi beniamini del suo film, e lo fa con un tie-in dalla qualità più che accettabile.

Graficamente Shrek Terzo si assesta su livelli accettabili ed egregi, avvantaggiato sicuramente dallo stile fantasy che colma diverse lacune. I modelli dei personaggi principali sono ben fatti e denotano un impegno trasparente da parte degli sviluppatori dil renderli fedeli a quelli del film; meno belli gli scenari, mentre le animazioni non sempre convincono, colpa di alcuni movimenti 'goffi' che evidenziano la mancanza di qualche frame per dare la giusta fluidità al tutto. Il sonoro propone l'intero repertorio musicale della pellicola, compresi i semplici effetti audio.

L'unica vera pecca che frena il videogioco di Shrek Terzo è la ripetitività dell'azione: cambieranno scenari e personaggi, ma alla fin fine il gameplay si dimostra fin troppo stantio ed avaro di sorprese, cosa che rischia di trasmettere noia e scocciatura dopo poche ore. Ma per il target di riferimento al quale la produzione Activision si indirizza, e in prima fila bisogna citare il pubblico più piccino, basta semplicemente divertirsi, e non importa come e perchè. Per cui se avete riso col film (siamo pronti a metterci la mano sul fuoco che ve la siete fatta sotto dal ridere), vi divertirete anche col gioco, seppur non con lo stesso vigore.
Voto: 6/10