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Soul Calibur Legends

 

Sviluppatore: Namco

Publisher: Ubisoft

Genere: Azione

Giocatori: 1-2

Console: Wii

Anno: 2007

» Review

Storie di eroi leggendari

 

Il debutto su Wii di Soul Calibur, da sempre sinonimo di Picchiaduro (rigorosamente con la P maiuscola), potrebbe sorprendere non poche persone. Difatti Namco ha deciso di rivoltare lo schema tradizionale della serie e rivederlo in chiave 'hack'n slash' appositamente per sfruttare meglio le potenzialità del controller Nintendo, ancora immaturo negli utilizzi per i tradizionali picchia-picchia. Gli hack'n slash sono quei giochi dove si è chiamati a fare sostanzialmente una cosa sola: eliminare qualunque altra forma di vita presente su schermo, senza sconti o comportamenti caritatevoli. Se ludicamente Soul Calibur Legends, titolo di questa esclusiva sortita del popolare franchise, rientra nella categoria degli spin-off, va dato merito alla casa giapponese di aver voluto scrivere a tutti i costi un plot non di secondo piano e che spiegasse bene certi eventi collegati al filone principale della saga: per farla breve, ci troviamo nel XVI secolo coi nostri eroi impegnati a ricomporre la spada di Soul Edge per mettere fine a una guerra devastante. La storia mescola elementi fantasy della trama di Soul Calibur (precisamente lo  spacco compreso tra Soul Blade per PlayStation e Soul Calibur per Dreamcast) e fatti storici realmente accaduti in un mix che, a sorpresa, non si rivela grottesco come successo in precedenti tentativi simili ma che, anzi, incoraggia il giocatore a seguirne con passione ogni evoluzione.

 

Il punto comune degli hack'n slash è l'azione furibonda. Nei panni di Siegfried, di Ivy, di Sophitia e di altri personaggi simbolo di Soul Calibur (e non solo), ci ritroveremo ad agire in una quarantina di stage totali, ambientati in dodici location, che godono di una struttura idealmente simile (differenziata solo nel disegno del percorso), alternando corridoi disseminati di ostacoli a spiazzi più o meno grandi dove sbucano fuori i nemici da eliminare. Basterà poco per imparare a conoscere l'approccio condiviso da ogni livello la cui impostazione labirintica non deve destare paure (c'è sempre la mappa in soccorso). Ovviamente il bello del gioco deriva dal rifilare spadate e mazzate col wiimote. Sono tre le possibilità disponibili a seconda di come agiteremo il bianco controller Nintendo, tutte riconosciute piuttosto bene: affondo, attacco orizzontale e attacco verticale. Ognuno di questi è in grado di generare delle combo potentissime, ideali nei momenti più 'caotici', aggiungendo altri movimenti a quello iniziale col giusto tempismo, anche usando il nunchaku. Fin qui il gameplay di Soul Calibur Legends non sembra mostrare debolezze o problemi evidenti, anche se qualcosina, in realtà, ci ha lasciato non del tutto soddisfatti, come il salto, scarso in fatto di precisione (fortunatamente non ci sono traballanti piattaforme da saltare una per una), e il lock-on, attivabile o disattivabile a piacimento del giocatore, il cui difetto eclatante è la mancanza di reattività quando si tratta di cambiare il nemico da 'bloccare'.

 

Il resto delle meccaniche del titolo Namco, pubblicato in Europa da Ubisoft, è il solito bagaglio di pro & contro tipico del genere hack'n slash, che quindi esula dai pregi e difetti intrinsechi al lavoro svolto dalla gloriosa firma giapponese: Soul Calibur Legends è divertente e coinvolgente nelle battute iniziali ma diventa inevitabilmente vittima di una ripetitività che comincerà presto a farsi sentire. Certo, se si ama il genere e produzioni come Dynasty Warriors, il godimento aumenta e durerà di più. Oltre alla modalità principale non manca del materiale multiplayer per due giocatori, come missioni da completare in cooperativa, duelli e competizioni varie; se ci fosse stata la main quest da vivere in due, avremmo fatto i salti di gioia. Gli alti e bassi del gameplay affliggono lo stesso comparto grafico, che mette in mostra una palese e netta inferiorità nei confronti persino di Soul Calibur II (che ancora oggi fa la sua figurona, è bene ricordarlo), nonostante Soul Calibur Legends giri su un hardware due volte più potente del GameCube. I modelli dei personaggi principali godono di un livello di dettaglio accettabile, mentre gli scenari sono clamorosamente spogli, afflitti dal fastidisio effetto 'libreria' (una stanza o uno spazio viene proposto ad infinitum senza nemmeno variare la posizione degli oggetti) e qualitativamente realizzati male. Almeno il frame-rate si dimostra granitico e capace di sostenere le fasi pił movimentate senza esitazioni. Piccola chicca sul doppiaggio: è disponibile l'opzione per apprezzare le voci in giapponese.

 

Per valutare Soul Calibur Legends ci si deve caricare di una duplice obiettività: la prima nell'ammettere che da un gioco che porta il nome di questa saga è lecito attendersi sempre il meglio, la seconda nel dire che Soul Calibur Legends è comunque gioco onesto seppur limitato dall'appartenenza ad un genere poco propenso alla varietà e alle novità. Si lascia giocare bene, diverte ed è grasso per cola per gli amanti dell'azione pura, ma è chiaro che il proprio gradimento verso gli hack'n slash diventa una componente primaria nel momento in cui se ne valuta l'acquisto.

 

 

Voto: 7/10

 

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3 Settembre 2008