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The Conduit

 

Sviluppatore: High Voltage

Publisher: Sega

Genere: FPS

Giocatori: 1 (Online 2-12)

Console: Wii

Anno: 2009 (solo Europa e USA)

» Review

 

 

Background - A distanza di quasi tre anni dal debutto, ormai è impossibile non constatare che, successo dilagante a parte, certe premesse basilari del Wii sono venute a mancare. All'inizio si parlava di una nuova terra promessa degli FPS grazie all'incredibile efficacia del wiimote in questo genere, ma così non è stato. Si può dire lo stesso dei tanto sbandierati alti standard grafici (nei limiti di un hardware di vecchia concezione), e nemmeno questo si è verificato. Due motivi che hanno spinto gli High Voltage, team americano di decennale esperienza, a impegnarsi per sviluppare The Conduit, sparatutto in prima persona che ha faticato non poco per trovare un publisher disposto a commercializzarlo (dopo numerosissimi contatti e una condotta non propriamente professionale con annunci e dichiarazioni al limite del grottesco e del dilettantismo comunicativo). Alla fine solo Sega si è fatta concretamente avanti per offrire il proprio appoggio (arrivato comunque troppo tardi per cambiare i non pochi difetti del prodotto) e per rimpinguare la sua line-up di giochi 'hardcore' e mature-oriented per Wii.

 

Gameplay - La struttura di The Conduit non è assolutamente nulla di nuovo in ambito FPS, tutt'altro, peggio ancora se si considera quanto questo tipo di giochi sia diventato così inflanzionato in epoca recente. Ludicamente parlando la produzione Sega puzza di vecchio adottando schemi arcaici che già hanno fatto da ossatura a decine e decine di esponenti del genere. Si procede per stanze, massacrando alieni con la classica visuale in soggettiva, usando tante belle armi (terrestri e non-terrestri) e agendo all'interno di un plot sempliciotto che riprende la solita cospirazione di brutte bestiacce provenienti dallo spazio. L'unica novità, che nemmeno riesce a portare freschezza, è l'aggiunta di un particolare dispositivo, il DIVA, col quale è possibile interagire con serrature organiche, trovare messaggi nascosti sui muri, risolvere enigmi per aprire i passaggi successivi e individuare l'esatta posizione di nemici e altri pericoli. La campagna principale non brilla per varietà e longevità, ma ha il 'vantaggio' di lasciarsi giocare in totale scioltezza. Per fortuna dall'altra parte abbiamo un supporto completo dell'online per partite multiplayer fino a dodici giocatori, con integrazione del Wii Speak per la chat vocale; peccato che tutto l'impegno degli High Voltage si vaporizzi a causa di un lag che spesso penalizza pesantemente il decorso dei match, togliendo qualunque attrattiva a questa modalità, un po' come successo con Super Smash Bros Brawl.

 

Feeling - Sicuramente un grandissimo merito del lavoro degli High Voltage, a nostro modo di vedere il suo vero punto di forza in termini di reale giocabilità, è la straordinaria implementazione dei comandi con wiimote e nunchaku, perfetti praticamente in ogni circostanza. The Conduit offre svariate opzioni per permettere al giocatore di personalizzare a suo piacimento l'interfaccia, così da soddisfare le esigenze di tutti. Un esempio che ogni software house dovrebbe seguire in futuro, cercando di riparare i grossolani errori fin qui compiuti (anche volontariamente alla luce della politica del 'soldo facile' sulla console di Kyoto).

 

(Im)potenza - Altra sacrosanta verità è l'avanzata e massiccia prestanza tecnica che permette a The Conduit di  toccare degli standard che in origine dovevano appartenere alla gran parte della ludoteca Wii. Una qualità interessante che viene quasi totalmente vanificata dal ridicolo art design,  riassumibile come la triste fiera dello stereotipo. In certe situazioni lo stile visivo risulta inguardabile e, per di più, irritante nella sua palese incapacità di donare un'identità propria al gioco, preferendo affidarsi ad una direzione artistica già vista miliardi di volte e ora riproposta nella sua incarnazione più blanda/monotona.

 

Conclusioni - The Conduit non è da buttare, specie considerando il desolante panorama FPS su Wii, ma nemmeno quel 'messia' che tanti hanno aspettato con la bava alla bocca. E' una produzione di buon livello, piacevole da giocare soprattutto grazie all'esemplare supporto del doppio controller Nintendo, ma in grado solo in parte di rispettare le promesse della vigilia per una serie di errori concettuali e di scelte stilistiche pessime. Il 'fallimento' arriva proprio da quei punti che dovevano ergerlo tra le hit indiscusse del whitebox della Casa di Mario e che, allo stato attuale, lo relegano allo stato di 'gioco tra i tanti'. Se solo Sega fosse intervenuta prima, nel bel mezzo dei lavori...

 

 

Voto: 7/10

 

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11 Settembre 2009