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Il mondo colorato e birichino dei parchi divertimento non ha avuto mai un appeal fortissimo sulle case di sviluppo. Ne è una prova concreta il numero sparuto di giochi realizzati su questo tema, pochi ma buoni come si suol dire, come i vari Theme Park e Rollcoaster Tycoon, peraltro titoli di natura PC passati del tutto inosservati nei loro porting su console. LucasArts ha così, di recente, proposto la propria visione di questo tema realizzando Thrillville che, con Off the Rails ('Fuori dai Binari' nell'edizione taliana), approda su quasi tutte le piattaforme presenti sul mercato, Wii e DS compresi nel prezzo. La formula di gioco resta identica a quella del predecessore: un gestionale nel quale l'obiettivo ultimo è di dar vita ad un parco divertimento di grande successo. La prima differenza netta rispetto agli altri esponenti è la presenza del nostro alter ego all'interno del parco, cosa che ci permetterà di saggiare in prima persona quanto accade al suo interno. Disporre di un personaggio in 'carne ed ossa' permette di entrare in diretto contatto col pubblico. Infatti Thrillville è anche The Sims. Certo, perchè, gironzolando qua e là, potremo dialogare con gli ospiti, costruire un rapporto amichevole con loro e, nocciolo della questione, raccogliere feedback sulle varie attrazioni e sulla qualità generale del parco, tutte informazioni utili per capire cosa non va e cosa funziona senza problemi. Le discussioni, impostate con un tono volutamente umoristico (la scuola LucasArts è sempre arzilla) possono riguardare anche altri argomenti: musica, cinema, scuola cibo e quant'altro. Addirittura, instaurando una bella amicizia, potremo combinare degli appuntamenti tra i visitatori che potenzialmente darebbero vita a delle felici 'coppiette'.

Parte 2: concretizzare i suggerimenti raccolti. E qui entriamo nella fase manageriale del gioco, quella più 'studiata' ma non per questo complicata (considerando pure il target primario del gioco, i bambini, gli sviluppatori hanno per forza tarato il livello di difficoltà in modo tale da rendere il nuovo Thrillville godibile per chiunque). Si dovranno costruire le attrazioni richieste dal pubblico e sistemare gli aspetti che rischiano di mandare in malora il nostro progetto. Nell'apposito menu avremo una pletora di opzioni a disposizione per scegliere le giostre da installare, gestire il personale, impostare la campagna marketing e ottimizzare ogni virgola per far sì che il nostro parco diventi il punto di riferimento del mercato. Le attrazioni presentano diverse personalizzazioni, a cominciare dalla disposizione finendo con la colorazione. Per esempio le montagne russe andranno installate disegnando pezzo dopo pezzo. Sì, quei folli percorsi che sognamo da tempo possono finalmente diventare realtà! L'interfaccia del Wii, per ovvie ragioni, si presta alla grande nei gestionali. E infatti il remote controller va a sostituire senza indugi il mouse del computer, mostrando grande precisione e comodità nell'utilizzo sul campo. Il nunchaku è ugualmente supportato per vivere sulla propria pelle le emozioni delle giostre del parco, sulle quali è possibile 'farci un giro' sotto forma di minigioco. Ce ne sono tantissimi, la maggior parte di buona fattura, senza lesinare riferimenti 'storici' alle arcinote produzioni LucasArts (Monkey Island? Sì!) ed ad altri titoli di grande importanza (Bubble Bobble, Excitebike, Final Fight, per dirne alcuni). La realizzazione del parco include anche un centinaio di missioni da completare che potenzieranno il management, fornendoci maggiori risorse economiche o più risalto pubblicitario.

Graficamente Thrillville: Off the Rails si assesta su livelli più che discreti, non avendo bisogno di grosse risorse per la scelta stilistica adottata. Il risultato finale della versione Wii è una copia della controparte per PS2 (dalla quale sono state estrapolate tutte le edizioni), più pulita come qualità dell'immagine, ma non esente da problemi. Quelli più evidenti balzano agli occhi nei rapidi cambi di inquadratura o quando si gira la visuale, mostrando qualche rallentamento e calo visivo di troppo.

Thrillville: Fuori dai Binari è un ponte ben costruito capace di collegare tra loro gestionali, communication e party game. Raccoglie gli aspetti più sfiziosi da ciascuno di questi generi per presentarli in una forma priva di eccessive complessità e fruibile per ogni tipo di utenza, a cominciare dai più piccini che si delizieranno col buon prodotto confezionato da LucasArts. E giustamente, per gli amanti di Theme Park, non ci sarà quel livello di sfida e quel dettaglio approfondito che conoscono a menadito, proprio per la palese scelta di puntare su un pubblico composto per lo più dai giovanissimi. Per portare a casa l'atmosfera giocosa dei grandi parchi a tema, senza badare troppo a conti e bilanci, Thrillville: Off the Rails è la scelta più azzeccata.
Voto: 7/10