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Wario Land: The Shake Dimension

[USA_ Wario Land: Shake It!]

[JAP_ Wario Land Shake]

 

Sviluppatore: Good Feel

Publisher: Nintendo

Genere: Platform

Giocatori: 1

Console: Wii

Anno: 2008

» Review

Il malvagio culone ritorna alle origini in uno splendido gioiello

 

Un platform 2D su una console casalinga, per giunta nel 2008? Che blasfemia! Che orrore! Vade retro, Satana! Potrebbe sembrare ironia spicciola, in realtà quelle affermazioni non si discostano dal pensiero 'perverso' di gran parte degli attuali videogiocatori, soprattutto tra le nuove generazioni di gamers e tra i tanti 'frustrati' che, in seguito alle pesanti batoste subite dalle loro bandiere in tempi più o meno recenti, ormai demonizzano il 'vecchio' modo di intendere i videogiochi, senza nemmeno riconoscere il ruolo che esso ha avuto nell'evoluzione di quella che è, nella sua parte più sana e spontenea, un'autentica arte ed espressione di genialità. L'uscita di una produzione come Wario Land: The Shake Dimension su Wii diventa occasione di riflessioni e tormenti in un'epoca che guarda sempre più ad appariscenti contorni e sempre meno alla reale sostanza. Ha senso un gioco così, potenzialmente vittima di una disattenzione anche da parte della nicchia più emarginata? La risposta che diamo sfocia nel pragmatismo intrinseco alla mentalità del fan Nintendo: noi pensiamo solo a giocare.

 

La storia (per quello che conta): "C'era una volta una razza di piccole creature chiamate Merpini. Vivevano una pacifica esistenza in un mondo lontano, noto come Dimensione Shake. Un giorno un pirata, detto Shake King, rapì la loro regina Merelda e rubò il loro tesoro più prezioso, il Sacco senza fondo. Tutti i Merpini vennero catturati... o forse no? Uno di loro, dall'originalissimo nome di Merpino, riuscì a scappare dalle grinfie di Shake King e si precipitò a chiedere l'aiuto di Capitan Melassa, la quale a sua volta si rivolse a Wario perchè le prestasse assistenza..."

 

Il nuovo Wario Land ripropone il malefico alter-ego di Mario nella sua originale veste di acchiappa-tesori in favolosi livelli a tema che costituiscono l'essenza di un purissimo platform, quel genere che tanto ha dato a Nintendo, al suo blasone, alla sua storia e alla stessa industry che ha attinto a piene mani dalle gemme della Grande N. Stavolta, però, il ciccione dovrà fare a meno dei power-up e delle trasformazioni che l'hanno reso celebre nelle precedenti incarnazioni per i Game Boy. Sostanzialmente Wario dovrà contare solo sulle sue forze e abilità fisiche: l'immancabile salto, la super-spinta con la quale abbattere con forza nemici ed ostacoli e, novità di questo episodio, lo shake. Si tratta di un cazzottone sparato in terra, 'innescato' da un sussulto del wiimote, che farà tremare e scombussolare ogni cosa su schermo, a partire dai nemici (intontiti e inermi dopo la scossa) passando per la rimozione di colonne e massi che occludono l'accesso alle zone successive o ai piani alti. Dalle vecchie sortite tascabili The Shake Dimension eredita pure due tra i più noti cambi di status (infuocato e palla-di-neve, indispensabili per distruggere i blocchi appositi) e lo sballottamento dei nemici e degli oggetti che finiscono tra le mani della salopetta viola, i quali potranno essere 'maltrattati' agitando il telecomando Wii; i sacchetti di piccole e grandi dimensioni doneranno monete di bronzo, d'argento e d'oro, mentre i poco amichevoli abitanti dei livelli molleranno teste d'aglio per recuperare cuori di energia. Anche altre azioni sono collegate alle capacità di motion sensing del remote controller, come per esempio il volteggiare e il dondolare su sbarre e corde o l'utilizzo dei carrelli e del sottowarino.

 

La struttura dei livelli si avvale del contributo di due diverse sezioni: la prima è il marchio di fabbrica dei platform, ossia la partenza da un punto A (l'inizio) per raggiungere il punto B (la fine); la seconda è una fase di ritorno allo starting point, già sperimentata con successo dall'ottimo Sabre Wulf per Game Boy Advance. Al posto del lupo cattivo presente nel gioco Rare, bisognerà essere più veloci del cronometro che apparirà non appena verrà liberato un Merpino, altrimenti ci vedremo privati di tutto il malloppo recuperato nel caso non riuscissimo a tornare in tempo. Struttura a parte, il level design è semplicemente qualcosa di sublime. Classico, sì, ma non privo di trovate ardite che incoraggiano giocate alla continua ricerca degli espedienti partoriti dagli sviluppatori. Se Wario Land: The Shake Dimension è un colosso del divertimento, lo deve al gameplay così come ai livelli, chiave di volta nel successo di un platform 2D indipendentemente dall'epoca, compresa la nostra dove il genere non ha più quella stessa eco travolgente degli anni '80/'90.

 

Finire il titolo Nintendo non porta via chissà quanto tempo e sforzo. La sfida vera, in grado di fare la differenza e rendere felici quei perenni piagnucoloni degli appassionati, sta tutta nello sbloccare i tanti livelli nascosti, recuperare tutti i tesori e completare ogni missione. Un po' come nei vari Mario dove un conto è completare il gioco con 60 stelle, un altro è setacciare scrupolosamente i mondi per arrivare al traguardo maximo, da trofeo in bacheca, delle 120 stelle. E' durante queste fasi di esplorazione tout-court degli stage che si può apprezzare la magnificenza del level design e la miriade di chicche e soluzioni che portano a percorsi alternativi, zone nascoste e molti altri segreti. La giocabilità raggiunge vette incredibili e ripetere allo sfinimento gli stessi quadri per finirli al 100% è un motivo di soddisfazione in più che non stanca mai e appassiona senza sosta. Roba da restare incollati per settimane intere godendo come matti.

 

Wario Land: The Shake Dimension è anche una fenomenale opera d'arte. Anzi, è proprio un cartone animato interattivo! Sembra di giocare direttamente con gli artwork talmente trasuda cura, qualità e bellezza, sia andando ad analizzare il lavoro compiuto dagli artisti per realizzare gli elementi statici (come i fondali, divinamente pennellati a mano) sia per quelli in movimento, con le loro animazioni che sfiorano la perfezione. Serio candidato a miglior grafica 2D di sempre e libidine per i nostri occhiucci. Sugli scudi pure le ispiratissime composizioni musicali che vanno a formare una soundtrack possente, capace di esaltare gli scenari, e i buffi effetti sonori, a cominciare dalla voce e dai versi di Wario, come al solito regalo del mitico Charles Martinet.

 

Una nota di merito va, per forza di cose, ai ragazzi di Good Feel, responsabili di questo gioiello. Si tratta di una compagnia relativamente giovane, formatasi verso la fine del 2005 e capeggiata da Shigeharu Umezaki, storica bandiera di Konami nonchè collaboratore influente in serie come Mystical Ninja/Goemon, Castlevania, Contra/Probotector. Wario Land: The Shake Dimension è il loro primo gioco in tre anni di vita. Viste le loro immense qualità ed un talento apparentemente a misura della storia Nintendo, ci auguriamo che il Presidentissimo Satoru Iwata se li tenga ben stretti sotto la sua ala protettiva, magari insistendo con altre magiche produzioni old-school (inedite o sempre basate sui granitici IP di Kyoto) ed evitando scempi come Wario: Master of Disguise (brillante sulla carta, sufficiente nella realizzazione).

 

Wario Land: The Shake Dimension è una mazzata sui denti dedicata a detrattori del 2D, coloro i quali vedono nelle due dimensioni qualcosa di putrido e incapace di alzare la voce in epoca moderna o, peggio ancora, di morto e sepolto. Guai a definirlo come un'operazioncina 'nostalgia' per regalare un sorriso esclusivamente agli aficionados di vecchia data che si accontenterebbero del primo platform bidimensionale che gli capita sotto mano, perchè il nuovo Wario Land è un gioco che sa stare in piedi grazie alle sue stesse robuste gambe e dettare legge anche nell'utopico caso di una concorrenza spietata, come la produttiva bagarre che si verificò una ventina di anni fa su console a 8 e 16 bit. Lunga vita al dueddì e complimenti a Nintendo e Good Feel!

 

 

Voto: 9/10

 

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6 Ottobre 2008